È decisamente facile e paraculo iniziare il racconto di un live di Tiziano Ferro con “Semplicemente incanto” pero oh, sarà per il legame con la città, sarà per rispondere alle cattiverie uscite dopo i primi live, sarà perché, senza giri di parole, il buon Tiziano è in quella piccola cerchia di artisti che riesce a far emozionare quattro generazioni insieme, insomma sarà per mille motivi diversi ma quello che abbiamo visto ieri questo è stato: semplicemente, un incanto.
Il Tour Stadi 2026 di Tiziano Ferro ha fatto tappa a Padova ieri, 18 giugno 2026, trasformando lo Stadio Euganeo in un turbine di emozioni e di hit. Davanti a una platea di oltre 35.000 spettatori l’artista di Latina ha regalato uno show monumentale durato due ore e mezza, un viaggio di 25 anni con brani che anche il più scazzato dei detrattori canterebbe a squarciagola. Dai singoloni dell’ultimo album fino alle prime canzoni di inizio 2000, molte delle quali, come ricordato dallo stesso artista sul palco, scritte proprio qui a Padova: nove album, tre decenni di vita, anche complicata specie nell’ultimo periodo, ma con la consapevolezza di essere comunque un grande.

Guardarsi dentro ed emozionarsi alla nostra età
La scaletta del live è il viaggio interiore di tutti, Tiziano in primis. È la necessità di raccontarci quanto possiamo essere grandi nonostante le difficoltà che possiamo avere in un determinato periodo della nostra vita, è il guardare al passato per avere fiducia del futuro. Si comincia infatti con il nuovo album, “Sono un grande“, con la title track ad aprire seguita da “Fingo e spingo” e “Cuore rotto“. Il qui e ora, l’annegamento e la ripresa.
Ma “Il sole esiste per tutti“, e l’uscita di sicurezza non può che essere nel nostro passato, nella consapevolezza di essere chi siamo. Nel caso specifico, uno straordinario creatore di hit generazionali. “Accetto miracoli“, “La Differenza tra me e te“, “L’olimpiade“. Lo stadio aumenta di decibel e Tiziano Ferro si fa trascinare, aiutato da una band dal suono preciso e pulito (Gary Novak alla batteria, Tim Lefebvre al basso, Corey Sanchez alla chitarra, Davide Tagliapietra alla chitarra, Gianluca Ballarin alle tastiere e Alessandro Orefice al piano) e da un corpo di ballo frizzante ma che rimane comunque sullo sfondo, perché l’attenzione non è sullo show, ma sulle canzoni, sulle emozioni e sulla storia di un artista che è la storia di tutti quelli che hanno fatto dei suoi brani il sottofondo della propria vita.

Non ci sono atti precisi nella scaletta, si viaggia a corrente alternata tra up-tempo e ballad struggenti da cantare abbracciati. “Ti scatterò una foto”, “Hai delle isole negli occhi” e “Sere nere”, una dietro l’altra, con lo stadio già esausto e senza voce. Ma siamo ancora agli antipasti, perché da qui in poi è un crescendo rossiniano: “Non me lo so spiegare“, “Indietro“, “L’amore è una cosa semplice“, tutti gli album hanno una degna rappresentante.
Tiziano cresce d’intensità insieme al suo pubblico, corre avanti e indietro nella lunga passerella che fuoriesce dal palco grandioso ma comunque minimal, cambia la melodia dei suoi brani da mostro sacro quale è (De Gregori vibes). Suda anche, ma anche noi sulle tribune pur non avendo le sue giacche sgargianti addosso (tre i cambi d’abito, impossibile non citare la maglietta “Who the fuck is Tiziano Ferro”) e si emoziona, come quando il fan club gli fa la sorpresa durante la canzone “E fuori è buio“.
Ultima parte di concerto non adatta ai cuori deboli, con una sequenza di hit che è impossibile non gridare: “Ed ero contentissimo“, scritta proprio qui a Padova (forte il legame con il Veneto dove vivevano i bisnonni e dove ha mosso i primi passi da artista), “Potremmo ritornare“, “Il conforto“, “Incanto“, ma come fai a non emozionarti? E non è finita perché l’ultimo atto è un must: “Imbranato”, “E fuori e buio” “La Fine”, poi l’omaggio a Raffaella Carrà riaccende lo stadio per poi salutarlo col finale atteso da tutti, il bis con “Rosso Relativo“, “Lo Stadio” e “XDono“, con il quale ci saluta e ci lascia all’imbottigliamento del parcheggio
Tiziano Ferro, altro che poco in forma
Due ore e quaranta di concerto, 200 minuti quindi, in cui Tiziano Ferro ha corso il numero di kilometri che percorre Cristante durante una partita e ha cantato riempiendo uno stadio intero con la sua potenza vocale. Qualcuno probabilmente vedendo nei giorni scorsi qualche clip decontestualizzata avrà pensato ad una persona poco in forma, ma sinceramente, ma che state a di? Io stavo in tribuna, seduto con una birra in mano, magliettina e bermuda, ed ero zuppo di sudore. Mi immagino sul palco che piacevole brezza ci fosse (ad un certo punto hanno inquadrato un mini ventilatore sul palco, chissà quanto avrà fatto la differenza).
Tiziano è in forma eccome, e anzi le vibrazioni e l’energia che trasmette è molto maggiore rispetto al tour del 2023, dove per diversi motivi si percepiva dal palco e veniva trasmessa allo stadio un filo di tristezza. Stavolta no, e vedere dalla tribuna l’Euganeo scatenarsi è una gioia per il cuore.

Nel video magistralmente ripreso da @maki.p e pubblicato su Instagram si capisce perfettamente il centro della questione: il live di Tiziano Ferro è un live vero. Sul palco si suda, si fatica, si va fuori tempo e ci si emoziona. In un mondo di musica patinata e di live sempre perfetti che sembrano tracce registrate, sentire il rumore di un concerto, le sue imperfezioni, è il motivo stesso per cui ci andiamo.
Chi vuole la perfezione acustica si metta le cuffie e apra Spotify; per chi ancora vuole provare qualcosa in uno stadio, tipo una voce o un coro che spaccano il cielo, c’è tempo fino a luglio con nuove date
Tiziano Ferro Stadi 2026 – Date
30 maggio 2026 LIGNANO – Stadio Teghil
6 giugno 2026 MILANO – Stadio San Siro
7 giugno 2026 MILANO – Stadio San Siro
10 giugno 2026 TORINO – Allianz Stadium
14 giugno 2026 BOLOGNA – Stadio Dall’Ara
18 giugno 2026 PADOVA – Stadio Euganeo
23 giugno 2026 NAPOLI – Stadio Diego Armando Maradona
27 giugno 2026 ROMA – Stadio Olimpico
28 giugno 2026 ROMA – Stadio Olimpico
3 luglio 2026 ANCONA – Stadio Del Conero
8 luglio 2026 BARI – Stadio San Nicola
12 luglio 2026 MESSINA – Stadio San Filippo
Tiziano Ferro – Stadi 2026 @ Padova | Scaletta
SONO UN GRANDE
CUORE ROTTO
FINGO E SPINGO
ACCETTO MIRACOLI
LA DIFFERENZA TRA ME E TE
L’OLIMPIADE
IL REGALO PIÙ GRANDE
TI SCATTERÒ UNA FOTO
HAI DELLE ISOLE NEGLI OCCHI
SERE NERE
NON ME LO SO SPIEGARE
INDIETRO
L’ULTIMA NOTTE AL MONDO
L’AMORE È UNA COSA SEMPLICE
IL SOLE ESISTE PER TUTTI
DESTINAZIONE MARE
BALLA PER ME
LA VITA SPLENDIDA
ED ERO CONTENTISSIMO
POTREMMO RITORNARE
IL CONFORTO
STOP! DIMENTICA
INCANTO
IMBRANATO
E FUORI È BUIO
LA FINE
E RAFFAELLA È MIA
ALLA MIA ETÀ
PER DIRTI CIAO
ROSSO RELATIVO
LO STADIO
XXDONO


