Sanremo

Eddie Brock a Sanremo 2026 con “Avvoltoi”. Voglio emozionare e emozionarmi

Eddie Brock

Eddie Brock è tra i protagonisti della 76ª edizione del Festival di Sanremo con “Avvoltoi”, il brano che lo porta per la prima volta sul palco dell’Ariston e che segna un passaggio importante nel suo percorso artistico. Sarà disponibile dal 25 febbraio su tutte le piattaforme, per Atlantic Records Italy / Sangita Records / Warner Music Italy. L’artista ha iniziato a farsi notare dal grande pubblico grazie al successo di “Non è mica te”, brano certificato Disco d’Oro dalla FIMI, con quasi 23 milioni di streaming.

La sua presenza al Festival di Sanremo è la riprova dell’attenzione crescente attorno al progetto del cantautore romano, oggi tra le voci più interessanti della nuova scena italiana.

Durante la Serata delle Cover di venerdì 27 febbraio duetterà con Fabrizio Moro sulle note di “Portami via”: un incontro generazionale che mette al centro le parole, le emozioni e la forza della musica dal vivo.

Il brano Avvoltoi

L’ho scritta raccontando la storia di una mia amica che non riusciva mai a entrare in una relazione perchè non voleva restare scottata. Tornato a casa dopo averne parlato in macchina con lei e essendo io molto empatico, ho visto che ci soffriva. Ci ho ripensato e ho voluto raccontare questo amore struggente e forte che non riusciva a esprimere.

L’interpretazione è personale e preferisco che ognuno abbia una relazione con questa canzone, altrimenti ha una sola vita la canzone ed è più divertente. Ha una struttura molto interessante, quindi spero che piaccia. Spero che le persone riconoscano la realtà della canzone e come la canto. Vero che ho una struttura mia, con Vincenzo produttore, chitarrista e persona che suonerà la chitarra con me sul palco. Abbiamo scelto con la musica di andare di pari passo con il testo. Esplode quando dico qualcosa di forte, si ferma, ri esplode, come quando si parla con una persona.

Mi piacciono gli ossimori, come quando vedi un film così violento ma con inquadrature sottili e delicate. Leggi Avvoltoi, ti aspetti il male e invece lo dico solo una volta. Il titolo mi piace che non rispecchi tutta la canzone, ci sono persone che aspettano che qualcuno abbassi la guardia per approfittarne.

Suonare con l’orchestra e cosa è cambiato negli ultimi mesi

Per l’orchestra sono fomentatissimo, chi ci ha mai suonato con 20 persone? Già mi fomentavo con 5, pensate ora. Poi sono professionisti, ognuno ha studiato e vedo che ognuno ci mette del suo per migliorare il brano, per me è un onore.

Non mi è cambiata la vita in questi mesi, di mio ho paura dei cambiamenti però piano piano mi sto abituando. Forse non mi abituerò mai però è sempre un’emozione e sono contento, spero di emozionarmi a tal punto che vi emozionerete anche voi. Non voglio precludermi niente quindi vado tranquillo e voglio divertirmi.

Roma e l’essere un artista romano

La spigliatezza mia e dei romani in generale è innata, io ci aggiungo l’ansia, che è dovuta al fatto di voler fare bene. Anche quando facevo l’operatore turistico mi mettevo l’ansia perchè mi prendevo io le responsabiità celle cose che non andavano. Vedere tante persone che entrano nella mia città, mi piace. L’autobiografia nelle canzoni mi stanca, quando vado in giro voglio portare la mia città il carattere, la risposta pronta, anche riprendere una citazione di Proietti durante un discorso.

La scena musicale romana sta prendendo più piede, si sta ricominciando a essere felici della propria appartenenza, c’è stata la migrazione verso Milano negli scorsi anni. Appena uno faceva successo andava, ma non vedo però io perchè dovrei spostarmi. Non voglio cambiare identità, voglio mantenere quello che ho fatto finora.

A me piace molto la comicità e la spontaneità, anche del cinepanettone che se vogliamo ha molto della comicità romana. Questo mi ha influenzato anche nella vita vissuta. Io ascolto tutto, siamo delle spugne e quando rilasciamo, rilasciamo tutto quello che abbiamo preso. Ho ascoltato tanto gli artisti romani del 70, soprattutto Venditti.

Il duetto con Fabrizio Moro

Volevo cantare con Fabrizio, ho iniziato a guardare il festival dal 2017, la sua canzone mi fa impazzire e volevo chiedergli di cantarla con me. Poi lui è stato un signore, dolce, simpatico. Ci ha tenuto a mettermi a mio agio ed è un onore per me cantare con lui. Mi prendono tutti in giro per questa cosa ma mi sono messo a piangere quasi mentro provavo la canzone. Cantarla mi ricorda me piccolo che non crede nelle cose e non ce la fa. Mi sono sentito soddisfatto, anche se sono sempre critico con me stesso. Ancora non mi sono detto bravo, aspetto che me lo dicano gli altri.

La paura più grande è la scala, Fabrizio mi ha tranquillizzato molto. la paura è fare di più per essere accettato, se non mi accetto prima io non riuscirò a fare bene. me ne farò una ragione se non riuscirò a essere grande pazienza. Senza la mia viralità non sarei qui ma ci sono tanti anni prima in cui stavo giorni a scrivere una canzone che fosse la più bella per farla sentire al pubblico. Voglio divertirmi e emozionarmi e emozionare.

Eurovision?

Andarci sarebbe bruciare le tappe, già sono passato da zero a 100, qualcuno già l’ha detto che ho bruciato le tappe. Vorrei rapportarmi al mio pubblico intanto. A livello umano vorrei si ponessi più l’accento sula questione palestinese quindi non ci andrei.

Come nascono le canzoni

Non sei te è nata parlando con un amico che aveva finito un rapporto dopo anni e paragonava le nuove ragazze alla prima.

Quando sei piccolo pensi di essere immortale, ho delle insicurezze mai sanate, cercavi di cambiare il tuo carattere per risultare simpatico a tutti. il primo che non ti faceva sentire simpatico ti faceva sentire sbagliato. L’insicurezza te la porti poi in tutto: lavoro, musica. Le persone che mi hanno voluto bene mi hanno aiutato a uscirne.

Quando ho l’ansia scrivo nelle note, ho paura e scrivo. Ho iniziato a 11 anni scrivendo poesie, poi a 12 anni ho iniziato a cantare, facevo rap ma erano delle cose infinite. Se le riascolto adesso fanno schifo, sono delle cose orribili. Lunghissime, infinite. Poi ho capito con la musica che potevo dire le stesse cose con poche parole, ho iniziato a vedere il mio modo di scrivere le canzoni, Avvoltoi è proprio questo.

Biografia

Eddie Brock, pseudonimo di Edoardo Iaschi (Roma, 3 novembre 1997). Cresciuto in una famiglia senza tradizioni musicali, ha frequentato il liceo classico, ed ha coltivato la passione per la musica iniziando a scrivere brani ed esibendosi in locali con pochi spettatori; nel frattempo si manteneva con lavori quali il rider, l’operatore in un call center e gestore di case vacanze. Il suo pseudonimo è un omaggio all’omonimo personaggio dei fumetti Marvel, alter ego di Venom.Nel 2018 ha iniziato ad esibirsi in vari contest e festival musicali, tra cui il Coca Cola Future Legend, dove è entrato a far parte del team capitanato da Annalisa e ha affrontando le varie tappe live. Nell’aprile 2023 ha pubblicato l’EP di debutto Roma dorme, da cui sono stati estratti i singoli A festa finita, FM 105 e te e Sere nate. Il 2 maggio 2025 ha pubblicato l’album di debutto Amarsi è la rivoluzione, nel quale è presente la traccia Non è mica te, diventata virale sulla piattaforma social TikTok e annoverata nella Viral Top 50 Italia su Spotify.

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