Nuove uscite

Malika Ayane, esce il nuovo album “Cicale”. Da novembre parte il live nei teatri

Malika Ayane

A 5 anni di distanza dal suo ultimo progetto discografico, MALIKA AYANE torna con il nuovo atteso album d’inediti “cicale” (Carosello Records in licenza a M.A.S.T./Believe). L’album è stato anticipato in radio dal singolo “detto tra noi”, che arriva dopo il singolo “una possibilità” che l’artista ha portato sul palco dei più importanti festival estivi e dopo il successo di “animali notturni”, canzone presentata all’ultimo Festival di Sanremo che ha conquistato il consenso di pubblico e critica. 

Una Malika serena si siede all’incontro con la stampa in forma smagliante e come sempre sorridente, anche mentre orgogliosa mostra le sue nuove scarpe. Racconta calma ma entusiasta il suo nuovo lavoro tra aneddoti e punti fermi, come la moka e le tantissime caffettiere fatte durante la registrazione del disco, filo conduttore tutto italiano che trova negli studi di registrazione che frequenta. Studi che spesso diventano casa e nelle cui cucine si prepara il caffè, in previsioni di giornate e nottate creative.

Parla della serentità e della bellezza della sua vita a Berlino, città che ha visitato appena diciottenne e che ora sente come il suo posto speciale nel mondo. Ricca di varietà e diversità, accoglie perfettamente le anime diverse che la Malika appena sveglia, vuole seguire per quella giornata. Sa esattamente dove andare quando si sveglia “sciura” o quando le va di andare a giocare a bocce sul canale, Vede la città dalle finestre senza tende di casa sua e vive la quotidianità dei vicini che a quanto racconta, come lei fanno a meno delle tende. Quindi osserva le lezioni di yoga del giovedì delle ragazze del terzo piano a sinistra o sbircia la serie tv preferita dei ragazzi di fronte dal loro mega-megaschermo.

Il titolo dell’album, Cicale

Ho visto un documentario sulle cicale nella bassa California e ho scoperto che fanno una vita terribile. Noi figli di Fedro abbiamo sempre interpretato il loro ruolo come delle superficialotte senza sostanza e senza senso del futuro. Invece loro per avere una sola stagione di canto passano sottoterra fino a quasi 17 anni, per una stagione.

Quindi esiste un mondo di cui nessuno sa niente, in ogni cosa, in ogni vita, in ogni persona eppure c’è ancora dopo secoli millenni l’essere umano che continua ad avere l’abitudine di giudicare le cose delle persone da solo dalla prima cosa che vede ed è un peccato. Mi piaceva tantissimo questa storia delle cicale sapevo che voi giornalisti mi avreste fatto un sacco di domande.

Il “settimo album di Malika” sembrava una cosa un po’ ridondante, però questa è una storia che mi ha cambiato proprio il punto di vista su un sacco di cose. Poi sì, forse se vogliamo trovarcela un’analogia, sicuramente c’è il fatto che ho messo tanto tempo a farlo questo disco, forse sì.

Con il tempo che passa, penso che ci si annoi molto. A passare del tempo in situazioni in cui non si dà e non si riceve, nell’aridità e nella superficialità. È proprio terribile perdere tempo, meglio leggere un libro, cioè anche meglio litigare purché ci sia qualcosa di fondo, un’emozione. Parliamo, parliamo, parliamo tantissimo e non diciamo quasi niente. Quindi il titolo non è un giudizio ma è più una constatazione, è una bella riflessione. 

Le canzoni dell’album

Ci sono delle canzoni scritte in momenti diversi, in città diverse con persone diverse e forse l’unica cosa che hanno in comune a parte il fatto che ci sia io di mezzo è che c’è sempre uno sguardo sulle cose, come delle fotografie. Alcune se vuoi più razionali e altre più emotive, che poi sono sempre i tratti della della mia scrittura. Sono tutti sguardi sulle cose.

Il tema e il motore è il tempo, penso che sia veramente 15 anni che ossessiono tutti con la mia ossessione sul tempo. Penso che in questo caso è quello che ha garantito la possibilità di fare delle ricerche più versatili e non condizionate a un solo genere o a un solo stato emotivo ma generato dalla musica. Infatti abbiamo 10 mondi comunque molto diversi tra di loro collegati da una scelta di strumenti adattabili e intercambiabili tra loro. Mi piace molto il dialogo tra gli strumenti e tra i generi, non abbiamo né un genere preciso né una bolla sonora assoluta.

Per inserire queste 10 canzoni in realtà nel disco, alla fine ne sono rimaste fuori un ottantina senza esagerare e quindi è molto difficile. Cioè diventa squid game no? Mettere sulla torre queste ragazze e scegliere quali buttare. Trovo che sia proprio bello che la sintesi di questo lavoro alla fine passi per questi 10 brani. Sì che magari singolarmente non hanno la stessa forza che tutte insieme. La cosa che mi sta divertendo è che anche mi arrivano i messaggi dei miei amici, ognuno mi scrive un titolo diverso di del brano che lo fa sentire rappresentato, in cui si riconosce meglio. Secondo me nell’insieme tutti questi brani stanno bene.

Le città dell’album e le immagini

Sicuramente c’è lo studio di Pacifico a Parigi, ma più che una città c’è l’immagine giusta che identifica il disco, perché accomuna un po’ tutti i luoghi. È la moka, perché per esempio, da Pacifico abbiamo fatto una quantità di “moke” che non te lo so spiegare proprio. Anche quando sono andata a scrivere con Ginevra e Fugazza, lui la prima cosa che mi ha fatto è stata fare una moka. Anche perché tanti produttori e musicisti oggi come oggi, soprattutto su Milano, vivono nei loro studio, come nelle migliori cartoline che noi abbiamo con nostalgia. Vuoi anche perché soprattutto Milano è diventata molto difficile da vivere, quindi lo studio e la casa sono più difficili da reperire. Per cui ricordo un sacco di caffè fatte nelle cucine delle persone con cui sono andata a scrivere e questa cosa ha permesso di rompere un muro di di formalità, perché quando ti trovi, cioè a me la prima cosa che viene in mente quando vedo una moka nella cucina di qualcuno è la cucina di mia nonna dove sono state fatte confessioni di ogni tipo in ogni e in ogni fase della vita. Quindi ecco le città sono Milano, Parigi, c’è Berlino, c’è Roma ma soprattutto Berlino.

Berlino è una città che rappresenta proprio la sintesi del mio essere tranquilla e “casalinga” con la mia parte estrosa. La prima volta che sono andata lì ero ragazzina, appena maggiorenne. A quel tempo mi sentivo che non stavo bene in assoluto da nessuna parte mi mancava sempre qualche cosa, Con i cantanti ero la violoncellista con i violoncellisti la cantante, da piccola in Italia ero la marocchina e in Marocco ero l’italiana: c’era sempre questa cosa di non sentirsi mai parte di nulla e io la vivevo anche un po’ male. Non è bello sentirsi fuori posto, avere voglia di trovare il proprio posto nel mondo è normale.

Quando sono arrivata a Berlino ho visto che c’era un sacco di gente strana, ma veramente strana, però strana figa quindi me ne sono innamorata. Poi ho capito che se la mattina, cioè quando poi ho iniziato a frequentarla di più fino a decidere di andarci a vivere, ho visto che se io la mattina mi sveglio che sono sciura del centro ho il posto dove andare a fare sfogare quel lato di me se mi sveglio appunto per andare a giocare a bocce con i signori sul canale.

Ogni cosa può trovare il suo spazio perfettamente senza essere mai giudicabile perché le uniche persone che si devono vergognare sono quelle che fanno qualcosa di male, nessuno dovrebbe essere giudicato perchè vive la propria vita senza fare male all’altro.

Le influenze e le collaborazioni

Ho preparato una playlist che pubblicherò a breve perché è interessante, è proprio la dimostrazione di come ci sono infinite cose dentro e ognuna è stata scelta per il peso per la direzione che poteva dare. Ci sono poi un sacco di di belle canzoni tra l’altro devo dire.

Giovanni (Pallotti) è fantastico, è proprio la persona che serviva per darmi una mano ad arrivare esattamente dove volevo, ma anche per ragionare con me, su cose che non pensavo di volere e che invece erano giuste, ad esempio l’ordine della scaletta. Lui ha avuto un’intuizione brillante proprio perché a un certo punto, come sempre succede, ero troppo dentro alle mie cose, quindi stavo perdendo la lucidità. 
Ha avuto questa intuizione geniale, cioè quella di delegare parte della produzione a quelli che sono come avete visto nelle note sia autori e che poi produttori di di alcuni dei brani.

La collaborazione con Dargen D’Amico è nata un po’ perché siamo entrambi figli della nebbia milanese poi perché lui è veramente bravo, scrive proprio bene. La canzone su cui è intervenuto è un brano che ho scritto insieme a Leo Pariri e Ale Donadei con Leo avevano già scritto Mezzanotte che è uno dei dei miei brani più arrovellatori del mio disco precedente. Quando abbiamo completato la prima stesura del brano ho sentito che mancava qualcosa ma se avessi aggiunto un’altra strofa sarebbe stato ridondante. Così come se avessi messo uno special, io odio gli special tra l’altro, è raro che io metta una special in una canzone e quindi mi è venuto in mente subito lui perché ha una capacità di esprimere l’esistenzialismo delle piccole cose con con un linguaggio anche molto raffinato, infatti c’è riuscito, cioè ne vengono fuori due monologhi che si muovono su piani comunicativi differenti, ma sulla stessa identica ondata di emozioni che che non non sono cupe per niente, ma sono veramente. 
Cioè, arrobellanti, direi un lavoro bellissimo E invece c’è.

Pacifico e Bonomo sono le grandi intuzioni di Malika, ne ho due all’anno e questa è una di quelle. Ero stata in studio un annetto prima con Andrea per altre cose e ci eravamo stati super simpatici subito. Poi un giorno sento Dargen che mi chiama perché deve andare a Sanremo e gli serviva il video messaggio. Io bravissima a fare i video messaggi come sappiamo, mi dice che stava lavorando con Bonomo. Io lo chiamo, mi racconta di insomma che è entrato in (Edizioni) Curci, eccetera, eccetera e gli ho detto scusa ma anche Gigi è Curci, quindi mi è sembrato elementare che provassimo a fare queste somma e ha funzionato benissimo. Infatti è stato molto divertente, mi mancano molto devo dire. Sono stati dei giorni stupendi infatti abbiamo fatto ci siamo dati degli appuntamenti più o meno trimestrali nel corso di questi anni e abbiamo scritto un sacco di roba un sacco di roba che potremmo quasi venderla in giro. Non tutto bellissimo, abbiamo fatto anche delle robe tremende, ma però c’è un’intesa molto bella, è una combinazione che amo molto.

L’esperienza di Sanremo

Contentissima di come è andata. Poi non ho mai cantato dopo le 10 di sera quindi top, la sera quando alle 10:30 sei a casa in pantofole a guardare Sanremo e cucinare: è fantastico. Mi hanno fatto proprio il regalo della villeggiatura, come le signore. Bellissimo, è stato proprio un bel Sanremo devo dire. Forse la scoperta più grande di quest’ultimo anno è stato vedere che nel concreto, se andiamo a vedere le cose da vicino e nel mondo reale, non è tremendo come ci raccontano. Cioè esiste l’affetto, esiste l’energia positiva. Esistono dei valori diversi da quelli che vedo io che leggo un sacco di giornali. Se leggi i giornali ogni mattina sembra che non li abbiamo più quei valori e se li abbiamo invece sono diventati solamente oggetto di violenza su qualcun altro invece c’è un mondo reale straordinario e andarlo a visitare è una cosa meravigliosa.

Questa la tracklist di “cicale”: 

  1. “finalmente”
  2. “animali notturni”
  3. “è andata così”
  4. “all’improvviso ci verrà da ridere”
  5. “diversamente” ft Dargen D’Amico
  6. “detto tra noi”
  7. “probabile”
  8. “come la prima volta”
  9. “una possibilità”
  10. “primavera in città”

Per presentare l’album l’artista incontrerà i fan con un instore tour che toccherà le principali città italiane: 

18 settembre – 18.30 Milano – Feltrinelli Duomo

22 settembre – 18.00 – Molfetta (BA) – CC Gran Shopping Mongolfiera

23 settembre – 17.00 – Roma – Discoteca Laziale

24 settembre – 17.30 – Città Sant’Angelo (PE) – Santangelo Outlet Village

25 settembre – 18.00 – Perugia – CC Emisfero Perugia

27 settembre – 17.30 – Piacenza – CC Gotico

28 settembre – 18.00 Bussolengo (VR) – CC Porte dell’Adige

29 settembre – 18.30 Roncadelle (BS) – CC Elnòs Shopping

30 settembre – 18.30 Genova – CC Waterfront Mall

1 ottobre – 18.00 – Castenaso Villanova (BO) – CC Centronova

21 ottobre – 18.00 – Misterbianco (CT) – CC Centro Sicilia

22 ottobre – 18.30 Maida (CZ) – CC Due Mari

Le date del tour

Da novembre Malika tornerà live nei principali teatri italiani, queste le date, prodotte e organizzate da Friends & Partners e Magellano Concerti

1 novembre – Fermo (Teatro dell’Aquila) DATA ZERO

3 novembre – Roma (Auditorium Conciliazione)

4 novembre – Firenze (Teatro Verdi)

10 novembre – Milano (Teatro Arcimboldi) 

11 novembre – Torino (Teatro Colosseo) 

14 novembre – Catanzaro (Teatro Politeama)

16 novembre – Bitritto, Bari (Palatour)

17 novembre – Napoli (Teatro Augusteo)

19 novembre – Catania (Teatro Metropolitan) 

20 novembre – Palermo (Teatro Golden)

24 novembre – Padova (Gran Teatro Geox)

25 novembre – Bologna (Teatro Duse)

27 novembre – Senigallia, Ancona (Teatro La Fenice)

28 novembre – Pescara (Teatro Massimo)

I biglietti per il tour nei teatri sono disponibili su Ticketone e punti vendita abituali. 

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