Sanremo

Serena Brancale: nel mio brano tanti silenzi e tanti sospiri. Voglio solo cantare, senza maschere

Serena Brancale_ph Thom Réver

Serena Brancale porterà sul palco della 76ª edizione del Festival di Sanremo il brano dal titolo “Qui con me(Isola degli Artisti / Atlantic Records Italy / Warner Music Italy). Un ritorno all’Ariston che arriva dopo la sua partecipazione nella scorsa edizione con “Anema e Core” (Isola degli Artisti under exclusive license to ADA / Warner Music Italy), certificata platino.

Dopo un anno di successi nel quale ha calcato oltre 40 palchi in giro per il mondo, ritorna, con un look tutto nuovo, all’Ariston. Risponde alle domande dei giornalisti con cortesia, trasporto e serenità. Aperta, cordiale e vicina alla gente come arriva al pubblico, che la apprezza per questo.

Il brano in gara: Qui con me

Mostro un altro lato, come quando ho partecipato a Sanremo con Galleggiare. La prima volta molto fresca. L’anno scorso era una festa, una felicità di tornare su quel palco dopo 10 anni. Quest’anno è più la consapevolezza di voler cantare. Il vestito va in secondo piano e conta la voce, prima di tutto. Questa canzone è una lettera che dedico a mia madre, ci ho messo 6 anni per arrivare a scriverla. Ci sono tanti silenzi in questa canzone e tanti respiri. Non ci sono maschere, canto quella che sono e quello che voglio dedicarle. Porto sul palco la verità e questo mi farà emozionare tantissimo. Vedere anche nel video che stiamo chiudendo qualcosa che ti ha fatto soffrire ma stai metabolizzando resta. E una ferita ma guarirò.

L’esibizione sarà molto scarna, devo cantare. Fine. Voglio concentrarmi al meglio, cercherò di guardare un punto. Non muoversi sul palco è emozione. Voglio stare immobile, la voce deve avvicinarsi al microfono, non voglio gesti da cantante. Non voglio neanche toccare l’asta del microfono. Nelle prove sul palco e quelle che faccio io davanti allo specchio sono così, semplici. Penso a delle persone come mio padre o mio fratello ma eviterò la lacrima perchè so che per me è facile che arrivi ma, non credo.

Volevo asciugare. Avevo l’esigenza di togliere tutto e cantare. Togliendo tutto quello che è l’attesa su di me rispetto all’anno scorso. Vedo le mie mani, il mio sorriso e vedo lei. Aveva un modo di parlare che non sopportavo ma, tragicomico, sono diventata esattamente come lei. Quando dico qualcosa a mio fratello di 23 anni, sento la mia voce e sono esattamente come lei. Sento la mia voce che è diventata esattemente come la sua.

Solitamente faccio quello che sento perchè altrimenti quando racconti qualcosa sul palco non risulti vera. A maggio mentre cantavo Serenata ho iniziato a scrivere Qui con me. Il singolo estivo fa parte del tuo modo di giocare con la musica ma volevo che emergesse qualcosa di importante. Dopo tanti brani estivi sognavo di tornare cin qualcosa di importante perchè volevo cantare.

Qui con me contiene la mia terra. Non è un brano nostalgico, c’è la Puglia ma di base racconto qualcosa che mi fa male. Dedico di raccontare una storia che mi fa male, dopo sei anni. Ci sarà una sorpresa legata alla mia terra ma io canto perchè mia madre cantava e io canto per lei.

Il duetto

Quel momento sarà diverso e lo fai sempre con persone che stimi quindi è sempre qualcosa che condividi con questa persona. Penso ci potrebbe essere qualcosa di Serenata ma il fil rouge sarà “Qui con me”. Quando mi sono sentita così tranquilla al pianoforte con Alessandra nel duetto dell’anno scorso, ho capito che potevo dire qualcosa in più in un altro Sanremo. Lì è nato un primo pezzo di “Qui con me” e quindi perchè non tornare con una ballad che parla di me che non è “If ain’t got you”.

La strada verso Sanremo 2026

Dopo quest’estate stupenda in cui ho raccontato Serenata ovunque, dalla Corea a New York. Una festa continua, io sono la festa ma mi sono chiesta cosa avrei portato se fossi tornata a Sanremo. Ho pensato che avessi qualcosa che potevo portare sul palco per emozionare e l’ho trovata.

Non mi faccio troppe domande sulle critiche o la reazione che avrà il pubblico o la critica. Se ti fai troppe domande non fai questo mestiere. Sto raccontando qualcosa di vero, ogni tanto in un Festival che è tutto colorato di brani come Anema e core, fa piacere sentire anche qualcosa di profondo. Lo accolgo.

L’orchestra e il palco dell’Ariston

Mia sorella Nicole è il mio portafortuna e non poteva mancare. Non potevo non guardare questa persona mentre canto questo brano su quel palco, quindi lei ci sarà come direttrice d’orchestra. Sto cercando di convincere mio padre a venire anche lui, per ora non ci sono riuscita.

Le prove con l’orchestra sono andate molto bene, è stato bello vedere mia sorella con gli occhi lucidi, sentire l’applauso dell’orchestra, dei coristi, del primo violino. E stato bello sentirimi pronta, ora, dopo sei anni a cantare questa canzone. L’anno scorso non sarei stata pronta, questo è l’anno giusto per parlare di mia madre.

All’Eurovision non penso perchè penso a tutto quello che proverò cantando questo brano. Ci penserò e darò una risposta nel momento giusto ma ora sono troppo concentrata sul brano.

Un nuovo album e nuovi live

Un album credo uscirà per raccogliere tutto quello che ho fatto in 2 anni. Non l’ho detto al mio manager ma volevo chiamarlo Diavolo e acqua santa. Raccoglierò quello che otterrò dopo Qui con me e lo metterò lì. Perchè abbiamo molte cose da metterci. Nei live sono abiutata a cambiare brani diversi tra loro, c’è la festa, ci sono io al piano e mi rendo conto di essere questo e quello insieme. Quindi mi trovo molto a mio agio in questo. Suonare molto all’estero mi ha lasciato. Quando vado all’estero mi devo ricordare di non vergognarmi del mio modo di parlare l’inglese e del modo di cantare. Al Blue Note di New York c’è stato Ray Charles e io rischio di pensare di essere l’italiana che canta in inglese. Invece loro adorano gli italiani che cantano in inglese o in italiano, anche in dialetto. Quindi è bello essere un italiano all’estero.

L’ispirazione

C’è un passaggio della canzone più forte, nella seconda strofa. Parte con delle note particolari, la descrivo come allo specchio. Penso che dipingerei lei con le stesse mani e i nostri profili perchè lei amava dipingere infatti nella casa dove abita mio padre è piena di quadri. Lei era molto precisa nell’organizzare i concerti. Quella maniacalità nell’organizzare tutto. Ero legatissima a lei, mia sorella ha vissuto fuori e mio fratello è arrivato molto dopo. Sono sempre stata la figlia prediletta: cantavo, sapevo ballare e recitare ero quello che voleva diventare lei. Mi accompagnava ai provini. Faceva parte di un coro di musica barocca e questo mi ha formato tantissimo. Infatti la struttura di canzoni come Anema e core hanno questa base formativa.

Sta finendo l’incontro, Serena risponde a una domanda: “La mia famiglia quando ha saputo che portavo questa canzone non pensavano forse che fossi pronta. Mio padre… la risposta resta lì sospesa e poi l’emozione blocca le parole.

Serena Brancale_ph Thom Réver
Serena Brancale – ph Thom Réver

Biografia

Serena Brancale, dal suo esordio ad oggi, ha conquistato il pubblico e la critica con la sua incredibile personalità artistica. Polistrumentista, performer e compositrice, negli anni ha unito la passione per il soul, l’R&B e il jazz ad una spiccata propensione alla sperimentazione e contaminazione. Da “Galleggiare” presentato al Festival di Sanremo nel 2015, con la sua musica ha attirato l’attenzione di rinomati esponenti del jazz italiano e di importanti producer internazionali del calibro di Quincy Jones. Serena Brancale oggi è considerata il fiore all’occhiello della musica nu-soul/Jazz italiana all’estero. La sua grande trasversalità ha portato l’artista, a inizio anno, a pubblicare il brano “Baccalà”, diventato in pochissimo tempo una hit indiscussa. Con “La Zia” e “Stu Cafè”, ha continuato il suo percorso musicale che unisce influenze soul e R&B al dialetto barese e che l’ha portata in una tournée di oltre 50 date sold out in suggestive venue. A febbraio del 2025 ha portato sul palco di Sanremo 2025 la sua “Anema e Core”, certificata platino. A maggio ha pubblicato in collaborazione con Alessandra Amoroso “Serenata”, hit che ha spopolato durante tutta l’estate, raggiungendo la certificazione di disco d’oro. Nello stesso mese ha dato il via al “ANEMA E CORE TOUR”, con più di 40 date che l’hanno portata ad esibirsi in tutto il mondo, terminate con il concerto del 25 ottobre al Teatro Arcimboldi di Milano. 

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