Concerti

Romadiffusa, presentata la V edizione della rassegna

ROMADIFFUSA

Sabato 10 e domenica 11 ottobre, nel quartiere Esquilino, torna per la sua V edizione Romadiffusa, il festival multidisciplinare itinerante che ogni anno attraversa un’area diversa della città, trasformandola in un playground dinamico e creativo dove contenuti inediti e di rottura incontrano location storiche e tradizionali. 

Il festival è realizzato con il sostegno dell’Assessorato Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale. 

Dopo il successo dell’ultima edizione in Centro Storico, con oltre 80mila presenze, più di 100 location iconiche coinvolte e oltre 200 tra artisti, musicisti e creativi, per l’edizione di ottobre Romadiffusa sceglie l’Esquilino e annuncia i primi contenuti del programma che vede per un intero weekend la città stessa diventare il palcoscenico del festival: Piazza Vittorio ospita una programmazione di musica, talk e performance. I luoghi della quotidianità del rione come alimentari, librerie, bar e ristoranti accolgono opere di noti artisti, live e reading. L’Accademia Costume & Moda ospita la videoproiezione di Rä di Martino e un’installazione site-specific di Numero Cromatico sulla facciata esterna oltre a workshop e tour. Il Nuovo Mercato Esquilino ospita gli interventi di otto artisti, tra questi Fiamma Montezemolo, Wu Ming 2 e Lorenzo Teodonio, Lulù Nuti e Andreco. Bar, ristoranti e terrazze accolgono live, dj set e stand up comedy mentre studi privati d’artista e case private aprono eccezionalmente al pubblico, e molto altro.

Con il claim “ROMA CITTÀ ETERNA ODIERNA”, il progetto nasce per modificare la percezione di Roma come città d’arte monumentale che fatica a rinnovarsi, e raccontare la Roma contemporanea, le sue realtà più autentiche e le sue correnti dinamiche e creative, utilizzando il territorio stesso come media.

Troppo spesso la rappresentazione della città, anche quando virtuosa, fa leva sul ‘museo a cielo aperto’ e su una narrazione che non tiene conto dei suoi aspetti contemporanei e vibranti. – spiega Sara D’Agati, Direttrice Artistica del festival. Allo stesso modo, Roma fa fatica a fare sistema: il settore pubblico dialoga poco con il privato, artisti e creativi fanno fatica a trovare finanziamenti per costruire progetti su più ampia scala, esistono una miriade di realtà che portano avanti progetti affini senza essere al corrente l’uno dell’altro, e non trovano un contenitore all’interno del quale ibridarsi ed emergere. Romadiffusa vuole essere questo contenitore.

Fondato nel 2021 da Sara D’Agati insieme a Maddalena Salerno, da cinque anni con un team tutto al femminile, Romadiffusa sta mappando l’intera città, quartiere per quartiere, alla ricerca dei luoghi e delle realtà più autentiche e interessanti, quelle che non hanno ceduto a processi di standardizzazione e rischiano di scomparire come botteghe artigiane, librerie, studi d’artista, biblioteche, musei, palazzi storici; ma anche cortili nascosti, bar e osterie storiche, alimentari, forni, spazi creativi, piccole gallerie. Parallelamente, in occasione di ciascuna edizione, vengono coinvolti artisti, musicisti, performer e designer, attraverso un processo di ricerca e una ‘call for content’, nella creazione di contenuti site-specific e si realizza una sorta di tetris tra luoghi storici ed iconici della città e contenuti contemporanei, inediti, originali.

L’esperimento di Romadiffusa è quindi rendere teatro e palcoscenico del festival la città stessa: il “museo a cielo aperto” torna a vivere e si anima di contenuti contemporanei e sperimentali.              

Molto più di un festival, quindi. Un progetto di City Branding che utilizza il territorio come un media per costruire una nuova narrazione della città e che aspira a valorizzare, dare visibilità e mettere in rete il suo patrimonio culturale, territoriale e di competenze.

Nonostante il suo innegabile patrimonio culturale e di talenti, Roma, ad oggi, non è ancora riuscita ad esprimere un festival diffuso, partecipato e riconosciuto a livello internazionale al pari di altre città italiane ed europee. Come molte città d’arte, tende quindi ad attirare un turismo ‘mordi e fuggi’, poco interessato alle manifestazioni contemporanee della città. Gli obiettivi di Romadiffusa, quindi, oltre a quello di portare i romani a riappropriarsi del territorio, sono quelli di attirare un turismo diverso, interessato a fermarsi più a lungo e a comprendere la scena contemporanea della città.– aggiunge Sara D’Agati.

In questa prospettiva il tema “ROMA CITTÀ ETERNA ODIERNA” intende affiancare alla Roma universalmente conosciuta per la sua ricchezza storica e artistica, il racconto di una Roma contemporanea, viva e in trasformazione. Una città che non è soltanto un “museo a cielo aperto”, ma un luogo dinamico e partecipato, che produce cultura oggi. 

Romadiffusa è un evento a cui noi teniamo moltissimo e che abbiamo voluto supportare con entusiasmo. Perché portare musica, arte, mostre, esibizioni, letture e tanti eventi gratuitamente nelle piazze, nelle strade, nelle librerie significa creare occasioni di incontro, di socialità e di aggregazione in un momento in cui ce n’è assolutamente bisogno. Dopo il successo delle scorse edizioni, con 80 mila partecipanti l’anno scorso, sarà bellissimo vedere l’Esquilino animarsi e colorarsi in 100 location con 200 artisti. Questa è la città che vogliamo, una Roma che non lascia indietro nessuno, dove la musica e la cultura sono di tutti, indipendentemente dalle condizioni economiche. – afferma l’Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda Alessandro Onorato.

Per la sua V edizione, Romadiffusa sceglie il rione Esquilino. Luogo di scambio e contaminazione, rappresenta uno dei territori più dinamici e multiculturali della città. Un quartiere in costante trasformazione, dove la stratificazione storica convive con comunità locali, botteghe storiche, spazi creativi e nuove pratiche culturali, che ne ridefiniscono continuamente l’identità. 

Quello che ci preme, è raccontare l’Esquilino attraverso una chiave di lettura autentica, contemporanea e plurale; lontana da rappresentazioni semplificate e folkloristiche, che tenga insieme artisti e creativi sperimentali di seconda generazione e non, con le istituzioni culturali e i luoghi storici del rione. – dichiara Vittoria de Petra, responsabile del Public Art Program di Romadiffusa.

Per l’intero weekend il quartiere diventa una piattaforma culturale diffusa che mette in relazione artisti, abitanti, comunità, istituzioni culturali e attività commerciali, attraverso un programma che attraversa piazze, mercati, giardini, musei, palazzi storici, bar e botteghe.

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