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Sick Tamburo e TARM: musica e deliro al Magnolia | REPORTAGE

TARM Sick Tamburo

Concerto, evento, sogno, festa, spettacolo. Lo puoi chiamare in tanti modi il live del 9 luglio dei Tre Allegri Ragazzi Morti e dei Sick Tamburo al Magnolia, prima delle due serate evento previste. La seconda sarà a Roma il 19 luglio all’Eur social park.

Le due band di Pordenone, entrambe impegnate nei rispettivi tour, si incontrano sul palco in un abbraccio che è quello ideale tra i due leader Davide Toffolo e Gian Maria Accusani accomunati dalla vita, dalla città e dalla musica da ormai trent’anni.

L’evento lo aprono i Sick Tamburo nella nuova formazione con Gian Maria voce e chitarra, Elettra Pizzale basso, Alice Chiara chitarra e Carlo Bonazza batteria. L’iconica “Quando bevo” è la prima in scaletta, mentre è ancora giorno, il sole sta per tramontare abbassare la temperatura all’aumentare dei decibel.

Caldo o no, poco importa perchè c’è da ballare, saltare e pogare. “Forse è l’amore”, la splendida “Ho perso i sogni” e “Meno male che ci sei tu” rapiscono e esaltano il pubblico del Magnolia che suda e canta nelle sue magliette nere con la scritta Sick Tamburo e con le maschere dei Ragazzi Morti sulla fronte, in attesa del secondo live.

“Il colore si perde”, “Silvia corre sola” e la title track “Mexican” entrano in scaletta dal nuovo album, uscito a gennaio. Il cuore dei fan che sobbalza quando entra l’asta di un microfono e viene messa lì, vicino a quella di GM. Il perchè lo sappiamo, lo stavamo aspettando, magari è il motivo perchè siamo lì. E quel momento sta arrivando.

Parte “Un giorno nuovo” e sulla destra arriva un uomo mascherato che dall’ombra conquista la scena. Viene annunciato ma non ci sarebbe bisogno. Uno sguardo, un abbraccio tra due che si definiscono fratelli e che sono di nuovo su un palco insieme, come con i Semiritmi al Super Sanremo 1990 ma con 30 anni di successi in più.

Cala il sole, compare la luna tanto cara ai TARM ma non si arresta la potenza dello show dei Sick Tamburo, che sta arrivando alla fine. “La mia mano sola”, “GM” dal repertorio dei Prozac+, “Un fiore per te” e l’ultima: “A.I.U.T.O.”.

Gian Maria e i suoi si congedato con un ringraziamento sentito a quel pubblico per cui dice “andiamo ancora sul palco a suonare” e si fa spazio al prossimo live, che arriva nel tempo di provare a prendere una birra al volo per riconquistare il posto più vicino possibile alla transenna.

Birra presa, transenna in vista ed eccoli i Tre Allegri Ragazzi Morti: inizia lo spettacolo della vida e lo spettacolo de la muerte. “La ballata delle ossa” e “Mai come voi” per aprire con forza, poi “Occhi bassi” e “Principe in bicicletta” a scaldare il pubblico ancora di più del mezzo luglio milanese 36 gradi della serata.

Ma non fa niente, perchè è scesa la notte, si canta e si balla. La scaletta prosegue con, tra le altre “La faccia della luna”, “Fortunello” e l’eterna “Signorina Primavolta”. Ritorna l’asta di prima, di nuovo lì, da sola a presagire qualcosa. Sempre da destra compare qualcuno, senza maschera ma con una chitarra.

Gian Maria è tornato sul palco per cantare “Betty Tossica“, uno dei brani cult dei Prozac+, insieme ai Ragazzi Morti. È il delirio che serve a portare verso la fine della prima parte del live con “Mio fratellino ha scoperto il r’n’r” e “Il mondo prima” cantata a tutto fiato.

Con l’immancabile Marcella che raggiunge i Tre Allegri Ragazzi Morti sul palco, iconica e fresca come questo brano, che qualcuno in una IG story post concerto ha definito l’inno nazionale.

Piccola pausa, il concerto è finito AEI! Ma il mondo ancora non è così cattivo e c’è ancora spazio per qualche brano. Tipo “La mia vita senza te”, “Ogni adolescenza” e “Prova a star con me un’altro inverno a Pordenone”.

Il live è davvero arrivato al termine, sotto uno splendido specchio di luna messo lì quasi apposta suona una canzone in Mi che poi è in La. “La tatuata bella” chiude, come da copione, questo fantastico concerto. Uno spettacolo energico e irripetibile che i Ragazzi Morti con i Sick Tamburo hanno creato insieme e da soli.

Per un pubblico appassionato e caloroso che seppur sognando di non andare al lavoro il giorno dopo per stare su un prato come recita il testo di quest’ultima canzone, torna a casa con un altro concerto da ricordare.

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