C’è un modo di stare nelle cose senza farsi travolgere, di attraversare le emozioni senza irrigidirsi. È da questa idea che nasce “WATERPROOF” (Pezzi Dischi/Island Records), il nuovo album di ATARDE disponibile ovunque da oggi: un progetto che prende forma dentro un immaginario liquido, dove tutto scorre, cambia, si trasforma.
Canzoni che non hanno fretta, che si muovono come correnti leggere. Con questo nuovo progetto discografico, ATARDE costruisce un racconto generazionale e insieme estremamente personale, muovendosi tra relazioni, insicurezze, desideri e piccoli cortocircuiti quotidiani. C’è la sensazione di non sentirsi mai abbastanza, il bisogno di essere visti, la tendenza a idealizzare l’altro fino a perdersi nel confronto. Ma tutto viene filtrato da uno sguardo lucido e disincantato, capace di alleggerire senza banalizzare, di raccontare senza appesantire.

«Le canzoni di questo album sono state a mollo nell’Adriatico per molto tempo e sono felicissimo ora di farle asciugare a riva, nelle spiagge, nei bar, nelle città, nelle autoradio e nelle cuffiette con filo e senza; nelle sale d’attesa, nelle stazioni, nelle metropoli e nei paesucci montani, distantissimi dal mare dove sono nate. Non c’è niente di davvero “WATERPROOF” in questo album, è tutto una rimescolanza di suoni, suggestioni, immagini, modi di dire e di pensare imbevuti d’acqua.
Non solo d’acqua però, sono canzoni che si rivelano presto non essere a prova proprio di niente, e oltre a non proteggersi dall’acqua non si proteggono da tutto ciò che ha voluto entrarci. Segreti, vergogne, sudore, polvere e voci di tante e altre persone. “WATERPROOF”, poi, non è un progetto chiuso e finito, ma è per me l’istantanea di un punto in un lungo percorso che questo disco inaugura. Buon ascolto, e che la risacca non vi riporti a riva prima del tempo!», racconta ATARDE.
La sua scrittura resta fedele a una cifra precisa: intima, diretta, spesso ironica, sempre sincera. Il cantautore osserva le proprie fragilità con delicatezza, e le canzoni diventano così spazi abitabili, in cui potersi riconoscere. All’interno del disco trova spazio un unico featuring con faccianuvola: un incontro che si inserisce con naturalezza nel racconto, amplificandone l’atmosfera senza interromperne l’equilibrio.
Il titolo suggerisce una protezione, che però non è mai una chiusura: “WATERPROOF” non è l’assenza di contatto, piuttosto la capacità di restare a galla anche quando si sta andando a fondo. Come in mare, dove ogni movimento ha un peso diverso e serve tempo per trovare il proprio ritmo, anche in questo disco le emozioni si dilatano, si stratificano, si fanno più leggere senza perdere profondità.
Un disco che si lascia attraversare, proprio come l’acqua. E in questo movimento continuo, ATARDE trova il suo modo di raccontare: leggero, sensibile, profondamente umano.


