Quando basta una canzone a ricordarti chi sei: il live di Brunori Sas a Milano

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Quando basta una canzone a ricordarti chi sei: il live di Brunori Sas a Milano

Brunori Sas live

foto di Fabio Izzo / Instagram vivoconcerti

Basta davvero una canzone, una stupida canzone, o un po’ di esse bene assemblate lungo una scaletta equlibrata. A ricordarci chi siamo, a domandarci cos’è la vita, a farci ricordare quelle estati lontane, quegli amori sofferti, quelli felici, a farci riflettere sul futuro.

Potere della musica certo, ma potere anche di Dario Brunori aka Brunori Sas, l’Elettra Lamborghini del cantautorato italiano (citazione sua). Ieri sera al Milano Summer Festival l’artista calabrese ha fatto cantare di gioia e d’amore quasi diecimila persone che, noncuranti di caldo e zanzare si sono date appuntamento all’Ippodromo di San Siro solo per lui.

Brunori torna a Milano poche settimane dopo il sold out del Mediolanum Forum con la seconda tappa del tour estivo, cominciato a Cosenza e che continuerà in 8 città italiane. Stavolta è l’Ippodromo la location del live, che dopo aver ospitato The Killers e Lamar rende onore a una delle migliori firme della musica italiana.

Un concerto intimista ma allo stesso tempo scanzonato, leggero e riflessivo, commovente e comico. Un concentrato della poetica brunoriana quindi, con l’artista calabrese che finalmente canta dal vivo nei festival i brani delle sue ultime produzioni (“Cip!” e “Cheap“) cominciando subito a mettere in chiaro il leitmotive della serata: “si parla di uomini qui, di donne e di uomini“.

I brani nuovi sono protagonisti certo, ma non sono gli unici. “A casa tutto bene” è un capolavoro che non può meritarsi questo palcoscenico, e infatti in scaletta non mancheranno gran parte delle canzoni di quell’album. Senza dimenticare neanche il passato non così passato, visto che certe perle sono un must per i fan del vate di Cosenza.

foto di Fabio Izzo / Instagram vivoconcerti

Brunori Sas al Milano Summer Fest – Un’altalena di emozioni

Il mio concerto comincia con “Al di là del bene e del male“, terzo brano in scaletta (non prendete lo sharing di Cooltra per andare ai concerti, anzi non prendetelo mai) e procede tra un misto di emozioni e colori, ricordi e dolori. Un’esperienza non banale, perché banale non sono i testi di Brunori Sas: ci ricordano con cinismo che “la realtà è una merda” (“Il costume da torero“) ci travolgono con dei pugni allo stomaco “quando pensi che sei uno su sette miliardi e che tanto comunque oramai è troppo tardi” (“Capita così“), ci mettono al tappeto di fronte alle nostre fragilità perché “vivere come nuotare ci si può riuscire soltanto restando a pelo del mare” (“Kurt Cobain“).

Ma allo stesso tempo ci trasportano in una dimensione temporale felice dei nostri ricordi, “all’Esselunga quando in preda alla fame rubammo una baguette” (“Italian Dandy“) o quando ai falò “ingollavo Peroni e iniziavo ad urlare delle pene che solo ti sa dare l’amore” (“Guardia ’82“, “la mia Albachiara” come l’ha definita in un’intervista su Repubblica).

Se non bastasse a confondere la nostra emotività Brunori Sas gioca con ironia e garbo (“Mi voleva Kendrik Lamar ieri, ma ho dovuto declinare”) prima di stenderci con i suoi due capolavori, “Per due che come noi” e “La verità“.

Te ne sei accorto, sì, che parti per scalare le montagne e poi ti fermi al primo ristorante. E non ci pensi più“. E ti viene in mente tutto ciò che non è stato, tutto ciò che avrebbe potuto essere, tutto ciò che potrebbe essere. Ti viene voglia di ricominciare, di vivere, ti ricordi chi sei. A volte basta davvero una canzone, specie se chi la canta è Brunori Sas.

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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