Secondo album in cantiere per EX NOVO. Ad anticiparlo il singolo “Vent’anni 2.0”, la favola moderna sulla rivincita dei dilf e delle milf – INTERVISTA

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Secondo album in cantiere per EX NOVO. Ad anticiparlo il singolo “Vent’anni 2.0”, la favola moderna sulla rivincita dei dilf e delle milf – INTERVISTA

 

A due anni dall’uscita di “Segnala come Spam”, Gian Luca Biasini in arte Ex Novo si prepara a sfornare il suo secondo album, “Pegaso” (DeepOut Records), atteso per il prossimo autunno. Ad anticiparlo il singolo “Vent’anni 2.0”, una favola moderna – ironica ma non dissacrante – sugli over 40 e la loro seconda gioventù.
Moglie, marito, figli, lavoro, casa di proprietà in cui invecchiare. Il massimo della realizzazione sino a qualche tempo fa. Ma oggi, nell’era del precariato, le prospettive sono cambiate per le nostre generazioni di eterni Peter Pan. A 40 si azzera il contachilometri e comincia una nuova rinascita, quella che Ex Novo immortala nel suo “Vent’anni 2.0”, un simpatico pezzo movimentato che inneggia alla rivincita dei dilf e delle milf. Ad accompagnarlo il videoclip girato da Simone Casadio Pirazzoli e Manuele Ledda.

Il singolo farà parte del secondo album “Pegaso” composto da 10 brani tra inediti, una cover e 3 tracce del debut album ri-arrangiate in una nuova veste. Nell’attesa di ascoltare il suo ultimo lavoro discografico, abbiamo scambiato due chiacchiere con Ex Novo. Ecco cosa ci ha raccontato!
Ben trovato Gian Luca! Da pochi giorni è uscito il tuo nuovo singolo “Vent’anni 2.0”. È una delle prime volte che sento cantare così di quella che potremmo dire una “rivincita dei dilf e delle milf”. Il brano lo hai spezzato a metà raccontando la “gioventù 2.0” degli over 40 sia dal punto di vista maschile che da quello femminile. Come invecchiano nel 2018 gli uomini e le donne? E si invecchia davvero o siamo destinati ad essere degli eterni Peter Pan?

Vent’anni 2.0 è uno dei testi che ho scritto a cui sono più affezionato. È una fotografia ironica, quasi sarcastica, cinica, di una situazione che tutti conosciamo e che spesso riguarda persone a noi vicine, se non addirittura noi stessi.
Il linguaggio è reso violento dall’uso delle parolacce ma c’è una grande sensibilità di fondo, resa perfettamente dall’interpretazione degli attori nel videoclip, e il messaggio che ne esce è “positive”. C’è rivincita, non vendetta. C’è speranza, non sconfitta. C’è coraggio, non rassegnazione. C’è gioia, non dolore.
Eterni Peter Pan? Non lo so, non mi interessa. Non faccio il moralista e non voglio banalizzare o generalizzare la questione. Penso che gli over 40 del 2018 siano in difficoltà tanto quanto gli over 30, i ventenni, gli adolescenti, i bambini e gli anziani. È una società difficile per tutti, una società che corre e che cambia troppo velocemente e che non è più a misura d’uomo. Siamo stressati dal lavoro, dalla politica, dall’inquinamento, dalla pubblicità, dall’informazione, dal traffico, dalla tecnologia. È una società che ci sta trasformando in macchine e ci fa perdere la nostra umanità. Delle volte penso che siamo diventati delle specie di computer che a un certo punto non reggono più il peso degli aggiornamenti e dei nuovi programmi e vanno in crash.

Tu sei ancora lontano dai 50, ti avvicini con calma ai 40. Come vivi il rapporto col tempo sia nel privato che in ambito professionale?

Nel mio disco precedente c’è un brano che si chiama “Trenta e sta per trent’anni”. È un pezzo strumentale in cui la melodia è cantata da una viola che col suo suono malinconico racconta il passaggio dalla spensieratezza dell’adolescenza alle responsabilità della vita adulta. Un po’ di nostalgia è normale e ovviamente mi piacerebbe avere ancora il 2 davanti, ma i miei 35 me li vivo serenamente e non firmerei nessun patto col diavolo per tornare indietro. Anzi, guardo avanti e penso a tutto quello che ancora voglio fare. Non conta l’età, conta lo spirito, come canto in “Vent’anni 2.0” e in “Vapori di tè”, un’altra canzone che sarà contenuta nel nuovo discoEx Novo

“Vent’anni 2.0” fa da apripista al tuo secondo album, “Pegaso”, in uscita il prossimo autunno. Che tipo di lavoro sarà e chi è oggi l’Ex Novo che ascolteremo nel nuovo disco?

Sono molto orgoglioso di “Pegaso” e non vedo l’ora di farvelo ascoltare. Il mio precedente album non era nato con l’intenzione di essere pubblicato e conteneva canzoni scritte in un lasso di tempo di oltre 10 anni, quindi molto diverse e slegate fra di loro. “Pegaso” invece è un vero disco, scritto negli ultimi 2 anni, con un suo stile personale e caratteristico che attraversa le 10 canzoni che lo compongono e mi rappresenta al 100%, soprattutto per quella che è la mia cultura musicale punk/hcm. I testi sono tutti in italiano e il sound è più rock rispetto al primo album, soprattutto nell’uso della batteria acustica al posto della drum machine.

All’interno di “Pegaso” ci sarà spazio per 6 inediti recenti più 1 cover e delle nuove versioni di 3 brani del tuo debut album. Puoi anticiparci qualcosa sulla cover che hai scelto e perché ci hai tenuto che nel nuovo disco finissero anche 3 pezzi “più datati” della tua produzione?

La cover è di un artista rap italiano ma non voglio aggiungere nient’altro per non rovinare la sorpresa. Per quanto riguarda invece i 3 brani più datati, tra cui “Vent’anni 2.0”, l’esigenza principale era quella di dar loro un arrangiamento più rock. Sinceramente non mi piacevano più nella versione electro/pop del disco precedente. Tra l’altro “Vent’anni 2.0” sarebbe dovuto essere il secondo singolo dell’altro album, ma in realtà subito dopo l’uscita del disco mi sono messo al lavoro su “Pegaso” e quindi non se n’è fatto niente. Ma era destino che diventasse un singolo, doveva solo aspettare ancora un paio d’anni…

Ad autunno l’uscita dell’album, dicevamo. Che estate si prospetta per te?

Un’estate di sudore in sala prove col mio batterista e il mio bassista per essere pronti in autunno per i live. Speriamo di non scioglierci dal caldo. Dopotutto, non abbiamo mica più vent’anni! (sorride ndr).

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