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Irene grandi e Pastis al Quirinetta, quando il pop incontra la videoarte musicale

irenegrandiSvolta “concettuale” per Irene Grandi, alle prese con videoarte ed elettronica: tutto merito dell’incontro con i Pastis (aka i fratelli Marco e Saverio Lanza), semisconosciuto duo fiorentino il quale, insieme alla cantautrice concittadina, ha dato vita a Lungoviaggio, un progetto ricco di sperimentazioni e lontano dal classico concerto di musica pop.
Il grazioso Teatro Quirinetta di Roma, nella serata del 21 marzo, ha ospitato questa formazione d’eccezione non solo per un live, ma anche per un laboratorio pomeridiano in cui anche il pubblico presente è divenuto parte integrante della performance multimediale. Strumentazione essenziale sul palco, proiezioni di immagini degli artisti e remix delle loro parole e risate: sembra quasi che con questo intro l’intenzione sia quella di mettere lo spettatore a proprio agio e di accoglierlo in un immaginario salotto (il divano c’è) per raccontare il viaggio appena conclusosi. Interazione e sperimentazione sono le parole chiave di questo live, che abbraccia diversi generi musicali (dal pop melodico al blues, il tutto mescolato con l’elettronica) e che viene contaminato dalla presenza costante di video. Questi sono la vera sorpresa: diverse immagini di repertorio, di viaggi da loro realmente compiuti, di cartoline con classiche frasi (che diventano testi delle canzoni), si impongono in modo originale come protagoniste indiscusse per tutta la durata dell’esibizione.  Lo show è anche divertente perché non nasconde il “making of”, il “dietro le quinte” e la naturalezza degli artisti che sbagliano e che sanno anche scherzare prendendosi poco sul serio. C’è un’esaltazione della musicalità delle voci di strada, dei venditori ambulanti, una coralità diffusa dove immagini, musica e suoni sono sufficienti alla diegesi dello spettacolo: proprio per questo il cantato della Grandi, sebbene spogliata dagli orpelli della tipica cantante melodica, potrebbe risultare superfluo. Le foto scattate al pubblico, come promesso, diventano parte della performance e vengono sia scherzosamente commentate dagli artisti, sia utilizzate come background durante l’esecuzione di alcune canzoni.
Una sorta di musica illustrata quella proposta, la tracklist è composta dalle classiche hit della cantante toscana e da nuovi brani: in questo modo si rende dignitoso anche il pop, meritevole di essere annoverato tra le file della musica impegnata. Lo spettacolo è una continua esortazione al viaggio (nonché elogio di questo), per aprire orizzonti e spronare menti assopite: alla fine si rientra (in Italia), azione simboleggiata dal siparietto dei genitori della Grandi, prima ripresi in un momento di intimità (davanti la partita Italia-Francia del 2006, con relativi gesti e imprecazioni come solo i toscani d.o.c. sanno fare) e poi con la loro figlia nel tentativo di intonare qualche sua canzone. Un congedo caloroso, degna chiusura di uno show che chiedeva solamente di essere il più vicino possibile alla gente accorsa per vederlo.

 

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Ilaria Sgro

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