Lo Stato Sociale 4 su 5. Fuori il nuovo album “Lodo”

Aiello Sanremo 2021
Aspettando Sanremo 2021 – L'”Ora” di Aiello, al Festival per lanciare l’album “Meridionale”
19 Febbraio 2021
Achille Lauro
“Solo noi”, il nuovo singolo di Achille Lauro che anticipa il nuovo album
19 Febbraio 2021

Lo Stato Sociale 4 su 5. Fuori il nuovo album “Lodo”

Lodo Lo Stato Sociale

foto di Jessica De Maio

Nell’operazione discografica più originale dell’anno, dopo gli esordi di Bebo, Checco e Carota nella successione di album che i membri de Lo Stato Sociale stanno pubblicando singolarmente il testimone passa a “Lodo“, pronto a stupire con le sue 5 tracce in uscita il 19 febbraio per Garrincha Dischi/Island Record. Il suo disco “solista” entra a gamba tesa, senza paura di sfociare nel politicamente scorretto.

Quello di Lodo non è un lavoro che verte su un concept ben definito ma, come racconta lui stesso – «ha più a che fare con lo spirito punkettone con le borchie del me stesso 15enne, mentre “Una Vita in Vacanza” tende più a tenere sulle ginocchia il me stesso 7enne» – e raccoglie una folta schiera di amici, invitati ad impreziosire la tracklist del progetto: «Per me simbolicamente era importante fare un disco in cui non cantassi da solo dall’inizio alla fine…perchè canto da solo quando sono con la mia band!».

Lodo chiama così a raccolta una pletora di stimati artisti, entusiasti all’idea di giocare insieme a lui con lo spirito di un collettivo affiatato: Margherita Vicario e Danti (“Muoio di noia”), CmqMartina (“L’amore è una droga”), Galeffi e Simon Says! (“Dimmi prima le cattive”), Samuel Heron (“Anche oggi domani andrà meglio”), Nicolò Carnesi e l’attore Ninni Bruschetta (“L’unica cosa che non so fare”): «ho fatto cose con persone che avevano il viaggio di fare delle robe con me. Poi io non vedo un percorso solista perché non mi piace così tanto la musica da doverla fare comunque anche senza Lo Stato Sociale. A me piace così tanto Lo Stato Sociale tutto sommato da sopportare il fatto di fare della musica»

Lo Stato Sociale – Lodo | Track by track raccontato dall’autore

“Muoio di noia”

Parla del fatto che tutte le strategie che noi adottiamo o che ci vengono sottoposte per darci l’idea di divertirci, di vivere delle ore, di consumare il nostro tempo consumando le nostre risorse, in realtà non ci fanno godere per niente. È l’impossibilità di godere dentro alla logica del consumo.

“L’amore è una droga”

Secondo me è il pezzo che racconta di più il tipo di musica che mi appartiene: una cavalcatona indie rock un po’ con l’armonia aperta: quelle cose che quando da ragazzino vai a vedere gli Arcade Fire dici “un giorno le voglio fare”. Poi diventi grande e scopri che puoi farle solo dentro ad uno studio, perchè ci vuole troppa gente brava per fare quella cosa là.

“Dimmi prima le cattive”

è un pezzo leggero, racconta di un momento semplice in cui un po’ ubriaco salti le panchine, parli dentro i bidoni. Racconta di qualche serata divertente. “Sei l’animale più bello che c’è” poi è in realtà una presa in giro tratta dal video del vincitore premio becco che spopolò su You Tube: una volta tanto tempo fa feci una lunga mail di dichiarazione d’amore per una ragazza di Torino e la mia missione era che ogni frase doveva far ridere. E quindi c’era tutta una questione su “l’animale più bello che c’è”, che poi poi in qualche maniera ho recuperato.

“Anche oggi, domani andrà meglio”

è una canzone di un periodo esaltato, ubriaco ed improbabile della mia vita nel quale mi ero incastrato tra due relazioni, un po’ come se fossi Christian De Sica in un qualsiasi film dei Vanzina, e bevevo per non pensare. Non ne sono uscito bene, ma ne sono uscito più vecchio e quando dico “più vecchio” dico “un po’ meglio” e quindi viva la vecchiaia e quant’è bello da vecchi pensare a quanto si era stupidi da giovani.

“L’unica cosa che non so fare”

è stata la prima puntata della mia psicanalisi. Questi tre anni di sovraesposizione mi hanno messo di fronte alla follia della gente e a quanto è spaventoso sentirsi soli pur immaginando la propria vita dentro ad una band. È stato il mio primo chiaro tentativo di psicanalisi. Ninni Bruschetta incarna l’apparizione del padre. Parla di incapacità di crescere.

Comments on Facebook

Comments are closed.