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Francesco Renga presenta “Quando trovo te”: “l’esplosione di un ricordo che ti riporta alla normalità”

Francesco Renga

foto di Toni Thorimbert

Nel festival dei giovani c’è spazio anche per i veterani. E che veterani, visto che parliamo di uno come Francesco Renga che di Festival ne ha già fatti otto (nove se contiamo il primo coi Timoria), ne ha vinto uno nel 2005 e che torna a Sanremo 2021 con il brano “Quando trovo te“.

E’ la prima volta che non porto una ballad a Sanremo, finalmente una canzone davvero felice” racconta durante la presentazione alla stampa del brano, scritto insieme a Roberto Casalino e Dario Dardust FainiSi può partire da quello che si sta vivendo per interpretare la canzone, che parte da un uomo che cammina per strada tormentato da qualcosa di esistenziale, che lo affligge ma che lo porta a ricordare qualcosa di nascosto, un ricordo che tiene ben custodito nel profondo dell’anima proprio per tutelarla dal casino della quotidianità della vita. Quando questi ricordi riaffiorano ci riportano nella felicità e solo il valore della vita.

Un brano figlio del lockdown e dell’isolamento in casa “La nuova normalità è due stanze, una cena è un film, e tra l’altro è la mia normalità da tempo. La canzone parla proprio di questo, l’esplosione di un ricordo che ti riporta alla normalità. Un momento salvifico, a casa c’è qualcosa che ti aspetta, qualcosa di bello.” racconta Francesco Renga, che sottolinea anche l’importanza di questo Festival per tutto il settore “Tornare a Sanremo non ha mai avuto per me un significato più profondo, non è solo la gioia di tornare su quel palcoscenico, in quel contesto così importante per la musica e per il mio lavoro. Questa volta significa ricominciare finalmente a farlo, il mio lavoro. Significa ripartire insieme con tutto il Paese. Sanremo diventa così il simbolo stesso di una ripartenza del mondo dello spettacolo e un segnale di speranza: la speranza che questo incubo possa finire il prima possibile“.

Un Festival necessariamente molto diverso dagli altri “Personalmente cantare su un palcoscenico senza un pubblico è limitante, il pubblico ti da un feedback immediato. Poi l’Ariston fa storia a sé, è sempre un’esperienza diversa da un concerto. Mi diverte tantissimo pensare al gap generazionale con gli altri protagonisti, io il primo Festival l’ho fatto 30 anni fa ed avevo la stessa età dei ragazzi che saranno oggi sul palco insieme a me. Per me è motivo d’orgoglio, sono ancora qua, ancorato al mercato discografico attuale. E’ emblematico che i giovani di 20 anni siano tra i big e non solo tra le nuove proposte, e questa è la vera novità di Sanremo degli ultimi anni“.

Infine tanti dubbi sul futuro discografico durante quest’anno “Per ora non ho idea se farò un album a breve, il mio orizzonte è questo Sanremo e questa canzone. Poi io sto scrivendo, sto producendo, ma non mi metto per un progetto ben specifico” ammette Francesco, mentre il responsabile dell’ufficio stampa Riccardo Vitanza tra il serio ed il faceto tranquillizza “per tutti i fan, state tranquilli, ci sarà un disco di inediti entro fine anno“.

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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