“Healing”, il potere curativo di una canzone nel singolo di debutto di Siff

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“Healing”, il potere curativo di una canzone nel singolo di debutto di Siff

Siff

Si può “guarire da un trauma“? Si può saltare l’ostacolo osservando con orgoglio le proprie cicatrici? E quando stiamo male a chi diamo la colpa? E se quel dolore non guarisce con la ricetta del proprio medico, come ci curiamo?

Queste domande riecheggiano in così tante e disparate occasioni al punto da non farci nemmeno più caso. L’istinto di trovare un colpevole nel tribunale della nostra mente prevale sempre. E ci rende tutti prevedibilmente uguali.

Siff, l’avvenente cantautrice e polistrumentista proveniente dalla Danimarca, ha provato a rispondere a queste domande per scriversi da sola la ricetta medica, curandosi da sola con una canzone.

Healing“, il singolo di debutto di Siff, parla di guarigione da quel mal d’amore che ci rende tutti uguali sotto il cielo. Per farlo, in una sorta di agopuntura psicologica, mediante una cura omeopatica fatta di note, Siff parte proprio dal senso di colpa che spesso porta sul banco degli imputati del tribunale interiore i nostri pensieri, i nostri atteggiamenti: più semplicemente noi stessi.

Dai primi versi del brano appare subito la medicina autoindotta, come un processo di psicoanalisi: spesso questo sono le canzoni. Ma le canzoni sono anche un modo indiretto di far arrivare il messaggio al proprio interlocutore senza mai nominarlo. “Healing” è anche questo. La relazione tossica da cui scaturisce il bisogno di questo singolo, si traduce in una dichiarazione amorosa.

Scrivere musica è così un atto d’amore, in quanto è capace di trasformare il dolore in potere: il potere di una donna forte come Siff che conosce bene le proprietà curative della musica perché il suo percorso parte da lontano.

Dopo aver scritto negli anni brani per tante popstar, da Alicia Keys a Macy Gray passando per David Guetta, dopo aver rivestito il ruolo della coach vocale in tournée con i 5 Seconds Of Summer, l’artista scandinava decide oggi di mettersi in gioco col cuore in mano. E il fatto che questa necessità combaci con l’arrivo di un pezzo che sente per la prima volta solamente suo, che la rappresenti come un’impronta digitale, è emblematico.

Siff si lancia verso il suo momento, quasi sospinta dai suoi colleghi, dai suoi discografici, dai suoi collaboratori di lungo corso come Tommy Brown co-produttore di Healing e storico collaboratore di Siff, oltre ad aver firmato in passato le produzioni di cantanti come Ariana Grande e Meghan Trainor.

Il momento di Siff in cui canta se stessa, esprimendosi con la propria voce, usando la sua penna affilata ma sensibile per parlare per una volta solo di sé, giunge con Healing per necessità. Il dolore genera il bisogno di trovare un luogo mentale di guarigione. Questo luogo spirituale è la musica: la sua. Solo sua.

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