Lo Stato Sociale, fase 2 di 5: fuori l’album “Checco”

ditonellapiaga
“Spreco di potenziale”, il lato più intimo e personale di Ditonellapiaga
5 Febbraio 2021
Francesca Michielin
Francesca Michielin in evoluzione con il nuovo album “Feat (fuori dagli spazi)”
8 Febbraio 2021

Lo Stato Sociale, fase 2 di 5: fuori l’album “Checco”

Lo Stato Sociale Checco

foto di Jessica De Maio

Continua la sfida de Lo Stato Sociale, con i suoi 5 dischi per ognuno dei componenti della band. Dopo l’eccellente esordio di Bebo, il passaggio di testimone va a Checco, autore delle cinque tracce in uscita il 5 febbraio, via Garrincha Dischi/Island Record. Un disco concepito come «un viaggio circolare in Interrail che parte da una costa e finisce ai confini dell’Universo (…) uno scambio di lettere tra amici per chiedersi: come va, come stai?».

La voce di Francesco “Checco” Draicchio è limpida come la sincerità che esprime nel corso di questa esplorazione in cinque episodi, nati in parte nel corso dell’isolamento forzato durante il lockdown (“Barca” e “Luce”) e in parte insieme ai compagni d’avventura de Lo Stato Sociale: “Delorean” è scritta a quattro mani con Albi, “Vivere” insieme a Lodo («una specie di vestito in cui entravamo bene entrambi») e “Perso” con Bebo.

È l’indagine intima e personale di Checco per (ri)scoprirsi e essere più onesto con se stesso e con gli altri, facendo emergere – nonostante il lavoro in solitaria – quella spiccata attitudine al far parte di una comunità, sia essa una famiglia, una band o un gruppo di amici. Dentro, infatti, ci sono un sacco di persone a cui si rivolge attraverso una corrispondenza epistolare che regala emozioni in un susseguirsi di parole sature di passione (come in “Luce”, omaggio a Mirko “Zagor” Bertuccioli), come sature sono le sonorità generate dalla mescolanza di chitarre elettriche e suoni sintetici su pattern ritmici sapientemente filtrati.

Checco è il regaz con il punk nelle vene e non a caso ha scelto nel suo team Giacomo Gelati (Altre di B) per disegnare le traiettorie chitarristiche e Andrea “Sollo” Sologni (Gazebo Penguins) al basso e dietro al mixer nel miscelare un lavoro dall’orizzonte tanto ampio quanto profondo.

Lo Stato Sociale – Checco | Track by track raccontato da Checco

Barca

Parla della paura un attimo prima di fare il salto, lo spazio d’aria che si trova sotto i piedi appena li stacchi dal suolo. Il movimento che fa una barca quando salpa. Parla dell’inizio di un viaggio di cambiamento, della paternità.

Delorean (scritto con Albi)

è il malessere che proviamo in relazione al mondo che accelera, l’aver disimparato a star bene per stare dentro certi confini, certi usi e costumi che intrappolano. Fino al momento in cui ti rendi conto che, per essere più leggeri, basta guardare tutto da un’altra prospettiva con il filtro dell’immaginazione.

Vivere (scritto con Lodo)

è una sorta di vaffanculo per non rinunciare a se stessi. Per accettare ciò che si è e per dire non me ne frega un cazzo: io sono così, qui e ora.

Perso (scritto con Bebo)

Dopo la corsa, prima che l’inerzia di tutto quello fai ti arrivi addosso: fare una pausa per fare ordine e ritrovarsi.

Luce

Mi sarebbe piaciuto fare ascoltare questo lavoro a Mirko Bertuccioli. Ha sempre rappresentato per me una sorta di padre musicale amorevole ma severo. Dopo la sua morte ho pensato che l’unico modo di farglielo sentire fosse adattare una lettera che ho scritto a lui come se la scrivessi al me da bambino. In barba al tempo, per colmare la distanza tra quello che sono e quello che avrei voluto essere.

Comments on Facebook

Comments are closed.