La sfida de “Lo Stato Sociale”: 5 dischi per 5 artisti. Si parte da Bebo

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La sfida de “Lo Stato Sociale”: 5 dischi per 5 artisti. Si parte da Bebo

Bebo Lo Stato Sociale

foto di Jessica De Maio

Lo Stato Sociale torna con una nuova folle sfida: 5 dischi per 5 artisti, uno per ogni componente della band. Un’operazione nata per spiegare la straordinaria attitudine che fa del collettivo bolognese una realtà unica nel suo genere, capace di dare spazio alle singole personalità e alle idee artistiche individuali: «solo noi potevamo farlo e lo abbiamo fatto, era quasi obbligatorio»

Il primo a lanciarsi in questa inedita avventura è Bebo, che ha svelato le sue 5 tracce a partire dal 29 gennaio via Garrincha Dischi/Island Record. Un disco scritto con le mani in tasca, metaforicamente e no: «Come uno che passeggia. Mettendo tutto in discussione».

Expert of everyday-life”, come si autodefinisce citando la compagnia teatrale Rimini Protokoll, Bebo si conferma un paroliere assai prolifico, abile quanto tagliente nel fotografare la nostra società e tutte le contraddizioni che la animano. «“In principio era il verbo”, diceva uno più famoso di me, a cui preferisco accompagnare almeno un complemento e, se possibile, un soggetto. E da lì sono partito, perché è l’unica cosa che mi sento di saper fare con cognizione di causa, affrontando le immeritate solitudini di chi scrive.» Il suo è un lavoro coraggioso sia per le sonorità scelte – che ricalcano la sua attitudine nel campionare e manipolare suoni algidi attraverso le più disparate chincaglierie elettroniche – sia per le tematiche che affronta a colpi di spoken word.

Ad accompagnarlo in questo viaggio, Bebo sceglie alcuni compagni di lungo corso, a partire dalla cabina di regia affidata a Matteo Romagnoli (storico produttore de Lo Stato Sociale) e Stefano Maggiore (Immanuel Casto, Romina Falconi, etc.), passando per il “mentore” Francesco Brini, alla batteria in “Prima che tu dica pronto”. Particolare cura è stata riposta anche nella scelta degli ospiti che sottolineano il carattere onnivoro di questo lavoro. È così che le chitarre college rock de I Botanici allargano l’orizzonte di “Fantastico!”, mentre il maestro Remo Anzovino dipinge la colonna sonora di “Sono libero” come se musica e voce diventassero le scene conclusive di un film capace di elidere il confine tra lacrime e sorrisi.

Lo Stato Sociale – Bebo | Track by Track

  • 2020: Fuga dall’aperitivo rappresenta la rottura di palle che vivo davanti alle resistenze che si hanno sui temi della politica, i diritti civili e del lavoro. In buona sostanza: stare al mondo in una società capitalistica. Invece di spaccare i mobili di casa, ho messo in fila quante più parole potevo.
  • Prima che tu dica pronto è un’analisi profonda di un momento della mia relazione. Quando stai con qualcuno, per quanto amore tu possa provare, non puoi sovrapporti, entrare nella testa dell’altro. L’amore dà una mano in molti aspetti, ma non è tutto.
  • Fantastico! è un racconto. L’ho scritta sul lungomare di Fiumicino, un giorno in cui avevo bisogno di staccare dalla città e mi sono trovato a prendere un caffè sulla spiaggia. Un mare brutto, ad essere sincero. In quel periodo eravamo fermi con la band e mi stavo domandando cosa fare, a cosa servisse questo mestiere in questo paese, se portarmi dietro le angosce sulle economie personali, qualche problema di famiglia, insomma, grandi e piccoli temi della vita quotidiana che si risolvono in io che da Fiumicino, sulla strada di casa, mi fermo per comprare i detersivi in un negozio di casalinghi in cui la radio trasmetteva l’oroscopo, con il tipo che diceva che per il segno della Vergine quel giorno sarebbe stato “Fantastico”. A me non sembrava, magari sbagliavo.
  • La senti questa forza è una frase che Checco ha ripetuto molte volte in furgone durante i tour, mi ha sempre fatto molto ridere come la dice soprattutto perché la dice all’improvviso. Urlando. Un giorno in cui avevo un misto di struggle e voglia di divertirmi come un matto e prendere in giro tutti quanti, che “tutti sono sempre migliori di me” – come direbbe Cimini – ho pensato che avrei avuto bisogno di sentire questa forza. Essere famosi, entrare nelle classifiche, il successo, è tutta roba che alla civiltà occidentale non serve a nulla. Alla civiltà in generale non serve a nulla. “La senti questa forza” è un modo per ridimensionare questi discorsi. E’ un modo per tirare in basso anche me stesso.
  • Sono libero è una visione, per pacificare la dicotomia che il mondo impone, che finisce con il deprimerti perché ti toglie ogni alternativa. Là fuori il mondo non è un bel mondo in cui vivere, non perché sia un nichilista, ma perchè penso si possa migliorare. Lì fuori è morte, distruzione, catastrofi naturali, economiche sociali e sanitarie e poi tiri fuori il telefono e ci sono i “gattini” o quello che non fa altro che essere una vetrina di sé stesso. Penso che Sanremo e alcune cose fatte dopo, per me e per noi, siano state la cosa più vicina a diventare il “gattino” per qualcun altro. Proviamo quindi ad immaginare un mondo migliore e diverso.
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