Sanremo Giovani: in 10 a giocarsi la finale a un passo dall’Ariston. Le schede delle nuove proposte

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Sanremo Giovani: in 10 a giocarsi la finale a un passo dall’Ariston. Le schede delle nuove proposte

amadeus Sanremo Giovani

Parte il countdown. Stasera 17 dicembre, alle 21:30 nella cornice del Teatro del Casinò di Sanremo e in diretta su Rai1, si aprono le scommesse: in gioco gli 8 posti per partecipare a Sanremo Giovani 2021. Dieci finalisti, 6 che passano, 4 per cui l’avventura si chiude. A completare la rosa degli 8 si aggiungeranno poi i 2 vincitori di Area Sanremo. Verdetto affidato alla Giuria tecnica, al televoto e alla Commissione musicale. Nella stessa serata verrà assegnato inoltre il Premio Tim Music alla canzone che avrà raggiunto il maggior numero di streaming.

Arrivano alla finalissima di Sanremo Giovani: M.e.r.l.o.t, Greta Zuccoli, Le Larve, Gaudiano, Wrongonyou, Davide Shorty, Hu, Folcast, Avincola, I Desideri. Iniziamo a scoprire qualcosa in più su come ci sono arrivati i nostri artisti e cosa vogliono raccontarci al prossimo festival. Ecco le nostre schede

Chi è M.e.r.l.o.t, in gara con “Sette volte”

M.e.r.l.o.t. Sette volte Sanremo Giovani

Manuel Schiavone in arte M.e.r.l.o.t. in finale col brano “Sette volte” (Virgin Records/Universal Music Italia). D’estrazione lucana, dopo la maturità sceglie di continuare gli studi nella mecca della musica italiana cantautorale, quella dei jeans smunti e delle piazze, la ridente Bologna. È qui che Manuel inizia a scrivere, registrare e produrre i primi pezzi.

Nel 2019 la svolta: il singolo d’esordio “Ventitré”, incoronato come brano rivelazione Spotify, gli apre le porte di casa Virgin Records. M.e.r.l.o.t. gareggia alla finale di Sanremo Giovani con una canzone decisamente indie, melodie graffianti e solari su un testo malinconico. Un pezzo giovane, per certi versi anche acerbo, che proprio in questo trova il suo punto di forza: dimostrare l’età del suo giovane cantautore e vestirgli bene. Ci piace perché è il bravo ragazzo venuto dal paese, ancora immune alla spavalderia, che canta con gli occhi bassi per nascondere la tensione. Sicuri che come il vino buono, anche M.e.r.l.o.t. possa invecchiare bene.

Videoclip

 

Chi è Greta Zuccoli, in gara con “Ogni cosa sa di te”

Greta Zuccoli Ogni cosa sa di teSe le canzoni dei finalisti fossero un botta e risposta, escludiamo che Greta Zuccoli sia una “delle sette stronze” di cui si è innamorato M.e.r.l.o.t. . Ambisce all’Ariston col romantico “Ogni cosa sa di te”, brano di cui è autrice e compositrice.

Certo avventuroso e non da tutti il percorso che l’ha portata sino a Sanremo Giovani, dopo un tour in barca a vela con sir Damien Rice e un’estate con Diodato. Sarebbe stato proprio quest’ultimo, che l’ha avuta tra le voci della sua band nel corso dei “Concerti di un’altra estate”, a convertirla dal trip hop e cantato in inglese alla melodica italiana. Una brusca virata ed eccoci in finale a Sanremo Giovani con una canzone prodotta dal buon Diodato e con gli archi di Rodrigo D’Erasmo. Mica pizza e fichi.

Il mix perfetto per arrivare in Liguria con badge al collo c’è tutto: pezzo dal respiro sanremese che con l’orchestra spiccherebbe il volo e che punta tanto sulla vocalità della brava Greta. C’è persino il videoclip bucolico che ammicca a “Luce (tramonti a nord est)” di Elisa – ma senza il kung fu – sperando forse nella stessa fortuna. “Ogni cosa sa di te” è un classicone, d’accordo. Ma di stoffa, e tanta, ce n’è. La Zuccoli è fatta per stare davanti a un microfono, ha voce e il suo talento non è in discussione. Lo premiamo tutto, più del brano in sé.

Videoclip:

 

Chi è Le Larve, in gara con “Musicareoplano”

Le Larve Musicaeroplano Sanremo GiovaniAlla finale di Sanremo Giovani c’è spazio anche per il rock di scuola italiana portato da Le Larve e il suo “Musicaeroplano” (Polydor/Universal Music), un pezzo che picchia. Lo sfogo di getto del cantautore romano Jacopo Castagna.

Ritornello poco cantato su cui ha la meglio la base strumentale con batteria e chitarre, a fare capolino qua e là come chiusa di ogni riflessione un “na na na” di vascossiana memoria. Voce nota all’underground capitolino, Le Larve inizia a “strisciare” timidamente nell’ambiente a partire dal 2010 collezionando in 5 anni un repertorio di brani di cui ora non c’è traccia sulle piattaforme musicali ma che ha fatto camminare sui palchi romani. Il progetto non passa inosservato alla piccola etichetta indipendente LDM che decide di pubblicare il primo disco “Non sono d’accordo”, già nel titolo un dichiarato profilo identificativo dell’anima artistica di Castagna.

Un impeto liberatorio come il suo “Musicaeroplano” in cui impallina un uragano di pensieri tradotti nel linguaggio che gli è più affine, la musica. Un brano schietto scritto e cantato da chi non ha paura di guardare in faccia i suoi fantasmi senza diventarne schiavo ma solo consapevole. Dal 2018 sotto l’ala di Universal Music, il suo timbro graffiato e la capacità di scrittura che non scade nel banale, potrebbero portarlo sul palco dell’Ariston.

Videoclip:

 

Chi è Gaudiano, in gara con “Polvere da sparo”

Gaudiano Polvere da sparo Sanremo GiovaniA caccia di un posto a Sanremo Giovani 2021 anche Gaudiano con “Polvere da sparo” (Leave Music / Adom srl / Sony Music), un pezzo che parte dal cuore e arriva dritto alla pancia. Una canzone d’amore la sua – quella che “non avrei mai voluto scrivere” dice il cantautore – ma con al centro una relazione per la vita, di quelle che nonostante la separazione non si spezzano mai.

Polvere da sparo” parla dell’assenza, dell’elaborazione della perdita del padre venuto a mancare lo scorso anno a causa del male del secolo. Una ferita fresca che gli occhi lucidi del cantautore nella sua esibizione ad AmaSanremo ci hanno fatto sentire anche sulla nostra pelle. Gaudiano ci trascina nel suo personale, ci fa rivivere la degenza, ci porta dentro al suo dolore, alle domande aperte e a quel senso di impotenza che lo hanno scavato e cambiato. Si avverte chiara l’urgenza della scrittura, la musica che si fa rifugio e anestetico capace di esorcizzare il dolore. Spiazza, positivamente, la produzione del brano.

Nonostante la tematica sentita, nessuna melodia cupa ma ritmi incalzanti dalle influenze orientali. Un’assenza, quella del padre, che è una grande presenza nel percorso artistico oltre che personale di Luca Gaudiano. È stato il padre la miccia che ha fatto scattare in lui l’interesse per la musica dopo avergli regalato una chitarra per i suoi 15 anni. È stata la perdita del padre a convincerlo a lasciare nuovamente Foggia per andare a Milano e ricominciare a scrivere e registrare i primi singoli, finiti sul 45giri digitale “Le cose inutili” pubblicato a settembre. L’assenza che si fa presenza in quel cognome mantenuto come nome d’arte, nell’immagine riflessa allo specchio e nel brano che lo ha fatto arrivare sino alle fasi finali di Sanremo Giovani. Timbro interessante, canzone pop ben costruita che avrebbe potuto cantare anche un big. A vincere, in “Polvere da sparo”, è l’emozione e il coraggio di condividerla.

Videoclip:

 

Chi è Avincola, in gara con “Goal!” 

Avincola Goal! Sanremo GiovaniScende in campo per giocarsi la sua seconda finale a Sanremo Giovani Avincola che cerca di andare a segno con “Goal!” (Leave Music), il brano di cui ha scritto testo e musica. Tentativo numero 2 per lui che lo scorso anno ha sfiorato l’accesso all’Ariston con “Un rider”.

Dice del pezzo: “Goal! è la visione di un panchinaro. Tutti, almeno una volta nella vita, ci siamo ritrovati a guardare gli altri giocare”. Potrebbe essere questa la volta giusta per entrare meritatamente in partita da titolare giocandola dal primo minuto. Sfodera in attacco una canzone che cavalca l’onda delle sonorità quantomai attuali dell’Italia dei ’70/’80.

La qualità c’è, la voglia di riscatto anche. Lo denuncia il titolo stesso del brano con tanto di punto esclamativo al seguito e dedicato a chi insegue la sua rivincita prendendo la rincorsa da lontano. Già all’attivo un Ep e l’album “Così canterò tra vent’anni” oltre a diversi singoli. Ora per il cantautore romano è arrivato il momento più atteso, riuscire a entrare nello stadio dei campioni: l’ambito Ariston. Da panchinaro, onestamente, Avincola non ce lo vediamo bene. Fossimo noi i coach lo schiereremmo subito.

Videoclip:

 

Chi è Folcast, in gara con “Scopriti”

Folcast Scopriti Sanremo GiovaniÈ tra le quote soul della finalissima, nonché – con tutti gli scongiuri del caso – anche uno dei più quotati ad aggiudicarsi un posto tra le Nuove Proposte. Parliamo di Folcast e del suo “Scopriti” (Laboratori Testone/Artist First), da non fraintendere come un invito al naturismo quanto piuttosto a mostrarsi per quelli che si è uscendo dalla condizione di solitudine.

Nella composizione del brano l’apporto di Tommaso Colliva, agli archi ritroviamo nuovamente il tocco del buon don Rodrigo D’Erasmo. Daniele Folcarelli, in arte Folcast, non è un artista alle prime armi. Cantautore romano – e ce ne sono parecchi a questa finale di Sanremo Giovani – maneggia con la musica da quando aveva 11 anni. Nel gap tra allora e la partecipazione ad AmaSanremo un Ep, un disco e un secondo lavoro in studio pronto a fare il suo debutto sul mercato.

Il suo “Scopriti”, dalle tinte calde e i lievi accenni rap, è una canzone fatta e impacchettata che potrebbe tranquillamente già andare in radio. Tra poche ore scopriremo se la riascolteremo cantata e suonata dal vivo sul palco che fa più gola agli artisti italiani.

Videoclip:

Chi è Davide Shorty, in gara con “Regina”

Davide Shorty Regina Sanremo GiovaniFunky, jazz e rap tutti al servizio della sua “Regina” (Totally Imported/The Orchard). Tra i dieci finalisti Davide Shorty col brano prodotto da Tommaso Colliva.

Sa fare e vuole fare il cantautore e beatmaker siciliano che ha presentato una delle canzoni più complesse arrivate all’ultimo step di selezioni. Di strada ne ha già fatta tanta, non a sufficienza però da entrare di diritto nell’Olimpo dei Big. È come se fosse arrivato davanti alla porta con gli amici che conosce già dentro in attesa solo che il padrone di casa lo inviti formalmente a unirsi alla festa. La partecipazione tra le Nuove Proposte di Sanremo sarebbe il coronamento del percorso fatto sinora e il prequel di quello che verrà.

Al centro del suo brano una grande figura femminile vista e raccontata dagli occhi di chi la ama e vuole proteggerla. Un terzo posto da finalista nel lontano 2016 a X Factor e negli ultimi 4 anni una marea di concerti, collaborazioni e lavori in studio. Davide Shorty è pronto, ha fame di salire su quel palco. Ha voglia di aggiungere un tassello in più al suo percorso. Vedremo se l’ultima avventura in cui si è imbarcato lo porterà sino alla città dei fiori.

Videoclip:

 

Chi è Hu, in gara con “Occhi Niagara”

Hu Occhi Niagara Sanremo GiovaniL’outsider della gang che porta un po’ di sana cassa dritta. HU come Federica Ferracuti, marchigiana trapiantata a Milano, alla sua prima esperienza con le dinamiche sanremesi col brano “Occhi Niagara”.

Affronta il banco di prova come un’occasione e “sognando senza aspettative, che quelle ti fregano sempre” come scrive sui social, restando fedele a se stessa e senza il compromesso di dover ripiegare su un pezzo più festivaliero pur di spuntarla.

Ha studiato chitarra, jazz, suona il piano ma ha un viscerale legame coi synth. HU è una curiosa, un’appassionata a ogni forma di stimolo musicale e creativo. Si è fatta le ossa come producer, milita nel clubbing e nella techno e se riuscisse ad aggiudicarsi un posticino tra le Nuove Proposte porterebbe una ventata d’ossigeno all’ormai settantunenne Festival di Sanremo. Il che non guasterebbe mica.

Videoclip:

 

Chi è Wrongonyou, in gara con “Lezioni di Volo”

Wrongonyou Sanremo GiovaniDi Wrongonyou sappiamo ormai vita, morte e miracoli. Lo abbiamo visto pubblicare i primi singoli, ne abbiamo tessuto le lodi alla pubblicazione del primo disco “Rebirth“, abbiamo amato la sua svolta in italiano nel secondo album “Milano parla piano“. E ora siamo pronti a vederlo dare “Lezioni di Volo“, come la canzone che porta a Sanremo Giovani, pronto a decollare come merita verso la discografia che conta.

Scritta e prodotta insieme ad Adel Al Kassem e Riccardo Scirè, il brano con cui tenta l’approdo al festival nasce in seguito ad un periodo di profonda crescita personale e artistica che l’artista ha maturato durante I mesi del primo lockdown, mesi che Marco Zitelli (vero nome di Wrongonyou) ha dedicato al dialogo con sé stesso. Lezioni di volo è un inno al coraggio, un invito a lasciarsi andare, a lanciarsi senza timore e con sicurezza per affrontare le esperienze che la vita ci mette di fronte. Un salto da fare da soli o con al fianco la persona che si ama. Il concetto è espresso alla perfezione nell’immagine di copertina del singolo, realizzata da Valerio Bulla: due trapezisti che per “volare” e sentirsi liberi devono fidarsi l’uno dell’altro, incuranti della paura di cadere.

Mi trovo in un momento molto attivo della mia carriera – ci ha raccontato lo stesso Wrongonyou – il momento pesante del primo lockdown l’ho vissuto molto bene, ho scritto il disco nuovo che uscirà e posso dire che mi ha fatto bene, mi sono preparato per la ripresa e ora sono davvero carico

Videoclip:

 

Chi sono I Desideri, in gara con “Lo stesso cielo”

I Desideri Sanremo GiovaniSe le visualizzazioni contano davvero allora un pass per l’Ariston I Desideri, ovvero i fratelli Salvatore e Giuliano Iadicicco figli del noto cantante Nico Desideri, ce l’hanno già virtualmente in tasca.

Il loro brano “Lo Stesso Cielo” infatti è un brano che conquista, con sonorità alla Carlo Coraggio che si fondono con uno stilema e un linguaggio e una poetica tipica della musica partenopea.

La canzone, firmata tra gli altri anche da Tony Maiello (già vincitore nel 2010 del Festival tra i Giovani con “Il Linguaggio della Resa”) parla di cyberbullismo, di leoni da tastiera con sullo sfondo una storia d’amore. Un brano in cui non mancano sonorità urban, ma anche la melodia che contraddistingue da sempre il percorso artistico del duo.

Videoclip:

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