Lilo: con “Diverso” vi invito a sedervi e ascoltarmi – INTERVISTA

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Lilo: con “Diverso” vi invito a sedervi e ascoltarmi – INTERVISTA

lilo

Lilo pubblica l’EP “Diverso“, un condensarsi di esperienze, talvolta molto diverse, di racconti un po’ della cantautrice, un po’ presi in prestito dalle vite di chi la circonda. È un invito “siediti, per sei canzoni, e poi ti lascio libero. Di andare, e di ritornare se vorrai… Da qui è «tutto diverso, ogni cosa è al suo posto»”.

Punto d’arrivo e di partenza. Da cosa e verso cosa?

Dopo qualche singolo ho voluto scrivere un lavoro più lungo, questo è il punto di arrivo. Da qui poi parto verso nuovi orizzonti.

Hai voluto prenderti più spazio, perchè? Cosa hai sentito dentro da dover esprimere?

Ho voluto dire di più perché avevo bisogno di farlo. Il mercato della musica ultimamente sta davvero puntando sulla strategia “a singoli” ma è come arrivare ad un appuntamento con una persona e questa ti dice solo il suo nome e poi va via. Io vorrei sapere di più. “Diverso” permette a chi ascolta di conoscermi per 20 minuti.

Sei partita dritta a fare un EP o è venuto fuori mentre scrivevi?

Non parto mai con l’idea di confezionare un EP. Io scrivo, poi retrospettivamente, se le canzoni lo richiedono, le si mette assieme. A me sembrava che queste sei canzoni avessero voglia di essere ascoltate insieme, che avessero un senso insieme.

C’è un filo conduttore tra i brani?

Non c’è un vero e proprio filo conduttore. È raro che scriva due canzoni sullo stesso identico mood. Quando scrivo seguo quello che mi detta la mia emotività che per natura è sfaccettatissima. Non capisco molto gli album tutti tristi o tutti di hit. La vita non può essere di un solo colore, annoierebbe altrimenti.

Parli di viaggi, libertà, idee che nascono e si scompigliano. Cosa c’è nel tuo quotidiano che influenza la tua arte?

Il quotidiano in generale ispira la mia arte e la influenza. Scriviamo tutti di quello che succede a noi o a chi ci sta vicino. A me piace molto osservare. Mi appunto una sensazione, la interiorizzo e poi la rendo in prima persona nella canzone.

Parliamo di te. Come nasce Lilo, il suo nome e la sua musica?

Lilo come nome nasce molto tempo fa, mia sorella cominciò a chiamarmi così quando eravamo molto piccole e da lì nella mia famiglia mi si conosce come Lilo. Anche il mio scrivere canzoni è piuttosto “antico”, la prima l’ho scritta che facevo la prima media (copione simile a chiunque ad un certo punto senta l’esigenza di dire qualcosa con il mezzo musica).

Chi ti ha ispirato e a chi ti ispiri?

Io ho dei miti molto irraggiungibili, mi ispiro ai grandissimi del passato. Solo così accendo il motore dello studio e della voglia di conoscenza. Mi piace il mistero di chi mi fa dire “wow, ma come fa a fare quella cosa?”

Come promuoverai il disco?

Vorrei tanto programmare delle serate live, ma ora come ora è tutto ancora abbastanza fermo. Spero che la situazione si sblocchi per il meglio.

Stai lavorando a qualcos’altro o questo progetto ha preso tutto?

Sto lavorando molto a tante altre cose che spero di far sentire al più presto. Qui cito Cesare Cremonini che dice che quando si scrive una canzone nuova ci si immerge nell’abisso, ne esci stremato e non credi di poterlo fare di nuovo. Poi però lo fai ancora, e ancora.

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