Maestro Pellegrini: con “Fragile” apro il mio cassetto di parole – INTERVISTA

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Maestro Pellegrini: con “Fragile” apro il mio cassetto di parole – INTERVISTA

Maestro Pellegrini

Il Maestro Pellegrini pubblica “Fragile” (Blackcandy Produzioni), primo progetto discografico della carriera solista, dal 30 ottobre in formato fisico negli stores. L’album sarà disponibile su tutte le piattaforme di streaming dal 27 novembre. La produzione artistica dell’album è stata curata dall’autore e da Andrea Pachetti.

Anticipato nei mesi scorsi dai volumi 1 e 2 che lo compongono, è un lavoro profondamente intimo ed autobiografico in cui l’artista esplora e mostra una dimensione personale, come essere umano e come musicista, frammentandola in piccoli, fragili pezzi di vita che diventano canzoni. Attraverso le nove tracce incluse nell’album, Maestro Pellegrini si denuda senza riserve, offrendo all’ascoltatore un variegato scenario di vita vissuta tra musica, tenerezza e inquietudine. Tracce registrate negli studi di 360 Music Factory a Livorno con undici musicisti. Il mastering è stato curato da Andrea De Bernardis. Tre brani dell’album – “Cent’anni”, “Semplice” e “Francesco” – vedono rispettivamente il featuring di Appino (Zen Circus) & Giorgio Canali, Lodo Guenzi (Lo Stato Sociale) e Motta, amici e colleghi dell’artista.

L’idea del disco – racconta Maestro Pellegrini – in formato fisico nasce con l’emergenza sanitaria. Doveva uscire a maggio ma vista anche per l’impossibilità di creare materialmente dischi con la casa discografica abbiamo dovuto trovare un’altra strada per far ascoltare le canzoni al pubblico. È arrivato il Volume 1 senza sapere se ci sarebbe stato un 2 ma con la speranza di far uscire l’intero lavoro. Poi la situazione di emergenza è continuata e si è creato il Volume 2. Ora finalmente il disco può uscire con le 8 tracce più una nona che inizialmente sarà soltanto nel disco e di cui parlerò in seguito, quando uscirà”.

Come nasce “Fragile”?

Nasce da un’esigenza di raccontare la mia vita in un momento di crescita, dalla volontà di raccontarmi attraverso le canzoni. Sono un chitarrista e sono anche autore, mi sono sempre cimentato nelle canzoni e nella musica. Circa 10 anni fa era normale, dopo anni a suonare ho intrapreso un percorso accademico con il fagotto e vorrei portarlo a termine. Come dico in una delle mie canzoni, durante questi anni ho messo nel cassetto un sacco di parole. L’ho aperto ad agosto, in un periodo in cui ero molto in contatto con me stesso. Mi sono accorto che riuscivo a raccontare me stesso con le parole giuste, infatti si chiama Fragile perchè parte dalla presa di cosceinza della fragilità personale, che è poi l’ ammissione che poi porta a iniziare un qualsiasi processo di crescita”.

Ha funzionato la catarsi musicale?

Sì, ora mi sento cambiato e in evoluzione, che è la cosa a cui tengo di più. Non riesco a sentirmi fermo e diciamo arrivato, in generale. Ho bisogno di sentire stimoli nuovi perchè il percorso di crescita dura e dovrebbe durare una vita intera, chi fa musica lo sa bene. Io mi sento in evoluzione, le cose stanno accadendo, il disco stesso sta facendo il suo percorso. Come musicista ad esempio sto imparando molto. Per le circostanze sono costretto a cantare chitarra e voce tenendo da solo un’ora di concerto e non lo avevo mai fatto. Il disco poi è tutt’altro che acustico però ci sto riuscendo. Questo mi mette ancora più a nudo, ma dal punto di vista tecnico mi fa crescere tanto”.maestro pellegrini fragile

Cosa mancava prima, che ha impedito di scrivere di te?

C’era un blocco creativo o forse la paura di mettersi a nudo, il cervello ha fatto sì che scegliessi la strada più facile che era quella di continuare a suonare e fare musica come l’ho sempre fatta. In questi anni non ho mai aperto quella porta, anche per mancanza di tempo e mezzi. Ci ho messo 2 anni a fare ‘Fragile’, proprio per questo motivo. Mancavano le risorse mentali, il tempo e lo spazio creativo. Le cose poi si sono mosse e il disco ha preso forma. Parlare della propria vita è difficile, non è solo intrattenimento. Io divido la musica in sincera o non sincera. Questa è musica sincera, quando parli della tua vita ci vuole più coraggio, più attenzione e questa a volte non c’è. Il pubblico deve capire te e il tuo messaggio, a volte non si riesce. Noi artisti alle volte scegliamo di farci sentire anche dove non c’è l’attenzione al massimo, è una scelta. Ho scelto di partire dal basso e conquistarmi il pubblico. Ho avuto delle risposte positive e negative, ma capisco che non sia facile. Col tempo campiranno il mio linguaggio. Perchè riconosco che non è un disco facile, ma è un disco vero”.

Varie collaborazioni con grandi artisti e amici, come sono nate?

Ogni collaborazione è nata in modo diverso. Con Lodo ad esempio è nata per caso. Siamo amici da tempo, veniva spesso a Livorno quando ci vivevo. Abbiamo fatto un weekend insieme proprio mentre scrivevo ‘Semplice’. Non era ancora finita e gli feci sentire la strofa. Mi incoraggiò molto perchè secondo lui aveva contenuti fighi e un bel messaggio. Una volta finita ho deciso di coinvolgerlo perchè era già a suo modo dentro la canzone. L’altra è nata in due momenti diversi che poi sono confluiti nella stessa canzone ‘Cent’anni’. Avevo pensato a Appino una volta composta perchè parla di una Livorno, soprattutto notturna, che appartiene a entrambi. Con Giorgio perchè durante un passaggio in macchina cercavo gesti di approvazione o disapprovazione facendogli sentire dei demo. A sopresa invece sono arrivate belle parole e gli ho chiesto di cantare nel brano. Sono strafelice di avere avuto lui come cattivo maestro”.

Riuscirai a suonare questo disco in giro?

La situazione è tragica per il settore, i numeri sono devastanti, il nostro è uno dei settori più colpiti. Per me è una situazione angosciante, la mia dimensione medio piccola mi consente di stare in quei confini stabiliti per sale e numero di persone, sono un emergente fortunato diciamo. Però capisco che per altri artisti o chi vuole uscire in questo periodo sia veramente difficile”.

Altro all’orizzonte?

Stiamo lavorando con gli Zen Circus. C’è un disco nuovo che uscirà in cui crediamo moltissimo e altri progetti. Poi sto scrivendo canzoni perchè ora ci ho preso gusto e ho un nuovo grande obiettivo finale che è diplomarmi in fagotto. Spero sia la volta buona”.

Francesco Pellegrini, in arte Maestro Pellegrini, è uno dei musicisti più influenti della musica pop/rock italiana. Polistrumentista, inizia la sua carriera con i pisani Criminal Jokers, insieme a Francesco Motta. Ha suonato con Nada come chitarrista, fagottista, voce e cori, ed ha registrato ed accompagnato dal vivo Andrea Appino (Zen Circus) per il suo secondo disco ‘Grande Raccordo Animale’. Ha inoltre inciso e collaborato con diversi altri artisti quali Enrico Gabrielli, Dardust, Bobo Rondelli, Motta, Il Pan del Diavolo. Attualmente suona in pianta stabile con gli Zen Circus con i quali, dal 2016, ha partecipato a due edizioni del Primo Maggio-Roma ed alla penultima edizione del Festival di Sanremo nella categoria Big. Comincia a lavorare al suo primo disco solista nella Primavera del 2018 in un momento importante di crescita personale. Dopo aver pubblicato “Fragile vol. 1” (Blackcandy Produzioni), disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 7 luglio, Maestro Pellegrini pubblica “Fragile vol. 2”, disponibile in digitale dall’11 settembre. Il progetto discografico full lenght dal titolo “Fragile” – costituito e anticipato dai due EP omonimi – sarà disponibile in formato fisico negli stores dal 30 ottobre e sulle piattaforme di streaming dal 27 novembre.

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