Vincenzo Incenzo: “Ego non è isolamento ma la mediazione tra noi stessi e la realtà esterna” – INTERVISTA

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Vincenzo Incenzo: “Ego non è isolamento ma la mediazione tra noi stessi e la realtà esterna” – INTERVISTA

Vincenzo Incenzo

foto di Patrizia Zalocco

Vincenzo Incenzo pubblica “Ego” (Verba Manent / distribuito da Artist First) nuovo album del cantautore, scrittore, regista e autore, preceduto dal singolo “L’amore ha un nome solo”, una ballad con due anime melodiche che fonde pianoforte ed elettronica e che fotografa con immagini toccanti l’amore assoluto, quello che fugge dalla ragione, “quello che hai lasciato un giorno morire ma che ti inseguirà per sempre, anche quando sembrerà che avrai trovato pace e conforto in un’altra casa e un’altra vita”. Prodotto da Jurij Ricotti (Andrea Bocelli, Queen, Ariana Grande, Dua Lipa), è un disco romantico e politico, nato da una profonda riflessione dell’artista, che mettendosi coraggiosamente a nudo, racconta tutta la sua rabbia, il suo spaesamento sociale e il suo bisogno d’amore in questo presente smaterializzato, che non ha più identità, voce e differenze.

Intorno al disco – racconta Vincenzo Incenzo – c’è un’attenzione bella, pubblico e giornali sono stati molto carini con me e sono contento. Noi artisti siamo sentinelle del nostro tempo secondo me, ricettivi e attenti a quello che ci circonda per tradurlo in musica. Vedo un’opportunità per artisti con grande bacino di utenza anche di fare qualcosa per aiutare gli altri e portare avanti dei messaggi positivi. Si è persa questa cosa recentemente secondo me ed è un peccato. Non sono però troppo nostalgico o legato al passato anzi, sono molto attento ai codici nuovi. Uso certi codici ad esempio del rap perchè è un modo di dire le cose in maniera diretta e veloce che mi piace molto e utilizzo spesso”.

Qual è stata la strada che ti ha portato a scegliere il titolo?

Ego per la mia volontà di riconsiderare il termine in accezione positive. Si usa a volte in accezione negativa come egocentrico, ego smisurato invece con la lettura della psicologia ti accorgi che è un termine ponte tra parte intima e la societa in cui vivivamo. Media gli impulsi tra noi e l’albiente che di circonda e per questo deve tornare al centro della vita delle persone. La sfida del nostro tempo è conservare la nostra natura in un mondo che va a mille all’ora. Ci dobiamo muovere tra la nostra libertà e il mondo esterno e possiamo farlo solo riscoprendo il nostro ego. Tutto il disco è legato a questa duplicità tra una parte intima e una sociale, ci sono canzoni più intime e altre più polemiche che guardano il mondo esterno. L’osservatorio non deve mai mancare nella canzone. In questo guardo ai grandi cantautori per I quali non c’erano canzoni gratuite, tutto era denso e nei brani c’era sempre un qualcosa, il perchè la canzone dovesse esistere. Quando Venditti, considerato uno dei più pop, faceva Sara c’era dietro la scuola, Roma, la società di quel periodo. Un’attenzione al mondo che non vorrei perdere mai. Un doppio binario fra il mio essere e quello che c’è fuori. Questo ego che deve essere valorizzato”.

Come è nato?

Ego nasce da un viaggio in America Latina, ho chiesto di partecipare a un grande concerto, una specie di primo Maggio in Colombia e sono stato invitato. Ho fatto poi 10 concerti in Colombia, un giro in Cile e ho conosciuto vari artisti con cui ho stretto legami. Ho cambiato l’ottica con cui vedevo le cose e ho messo via metà del disco che era già pronta. Ho trovato nuove sonorità perchè il sono nuovo arriva da là. Il produttore Jurij Ricotti ha individuato le persone giuste per creare il sound giusto e così è venuto fuori il disco. La ricerca di un suono che portasse aria nuova alla lezione dei cantautori come Lucio Dalla, Sergio Endrigo, la PFM, Battiato e De Gregori”.

Cosa farà ora Vincenzo Incenzo?

Anzitutto suonerò il disco, che mi dicono essere stato il primo disco della stagione. Sto pianificando delle date e sembra per quelle che abbiamo selezionato nelle grandi città sia già confermata la location. Sarà un teatro, con posti limitati che mi consentiranno però di avere un pubblico raccolto. Ho avuto la fortuna di vedere il pubblico del grande musical come la serata al locale romano con poca gente quindi devo dire che mi piace tutto e non ho preferenze particolari perchè fino a oggi non l’ho vissuta, visto che il mio disco è uscito due anni fa. Mi piace però il contatto con la gente, da li partirei con molta umiltà per poi aprirmi un po’. In certi spazi provo a fare un passo avanti, proponendo un altro spettacolo. Mi piace questo noviziato del crearmi. Vorrei arricchire il concerto con proiezioni, dipingere che a me piace molto, creare uno spazio più aperto rispetto al piccolo club”.

Come nascono le tue canzoni?

Sembra una condizione perenne, ho sempre qualcosa in cui scrivere, la nota vocale sempre aperta, per me è quasi una traduzione di quello che vedo e sento, una cosa che mi emoziona. L’inizio è stato complicato, io volevo fare il cantautore a 18 anni, non avrei mai pensato di fare l’autore e lo continuo a fare da 30 anni. È un’esperienza così intima per me, come spogliarti davanti agli estranei lavorare con e per altri cantanti, a cui ho dovuto abituarmi. Molte volte rimane l’isolamento, che io cerco e apprezzo molto, perchè ti mandano la musica e devi scrivere da solo. Quando poi diventi molto amico come con Renato Zero e Zarrillo scrivi e parli come loro quindi è tutto più facile”.

Vincenzo Incenzo – Ego | Tracklist

“Allons Enfants!”

“L’amore ha un solo nome”

“Fuori fuoco”

“Benvenuta”

“Un’altra Italia”

“Il capolavoro”

“Il paradiso”

“Rispondimi”

“L’indifferenza”

Vincenzo Incenzo – Biografia

Vincenzo Incenzo ha iniziato il suo percorso artistico come autore per Renato Zero, Lucio Dalla, Antonello Venditti, Sergio Endrigo, PFM, Michele Zarrillo, Franco Califano, Ornella Vanoni, Patty Pravo, Al Bano, Tosca, Massimo Di Cataldo, Paolo Vallesi e molti altri. È presente come autore in numerose edizioni del Festival di Sanremo: tra i brani “Cinque Giorni” (Michele Zarrillo), “Che sarà di me” (Massimo Di Cataldo), “L’elefante e la farfalla” (Michele Zarrillo), “L’acrobata” (Michele Zarrillo), “Il passo silenzioso della neve” (Valentina Giovagnini), “Un altro amore no” (Lorella Cuccarini), “L’alfabeto degli amanti” (Michele Zarrillo) e “Nel perdono” (Al Bano). Per il teatro ha scritto la versione italiana del musical “Romeo e Giulietta – Ama e cambia il mondo” di Gerard Presgurvic e “Dracula Opera Rock” su musiche della PFM, entrambi prodotti da David Zard. Ha scritto e diretto i musical “Diana & Lady D” e “Rosso Napoletano”; con Renato Zero “Zerovskij, Solo Per Amore” e con Ron “Lucio!”, dedicato a Lucio Dalla. Inoltre, ha scritto le canzoni per “Il Principe Abusivo” di Alessandro Siani con Christian De Sica e ha curato la versione italiana delle canzoni di Cole Porter in “Vacanze romane”, riconosciuta come versione ufficiale dalla Cole Porter Society. Ha pubblicato i libri “La Partitura Infernale” (Fonopoli), “Il sorriso d’avorio d’una ragazza d’ebano” (LietoColle), “Cinema Mundi” (LietoColle), “La Canzone in cui viviamo” (No Reply), “Valentina Giovagnini” (Zona), “#Romeo E Giulietta Nel Duemilaniente” (No Reply), “Zero” (Tattica). È direttore artistico e autore della mostra “ZERO” (2014), dedicata a Renato Zero. Per la televisione ha scritto canzoni per la fiction Mediaset “Non smettere di sognare” ed è co-autore della edizione 2013 di “Capodanno di Canale 5” e di “Romeo & Giulietta, una storia mai raccontata” (Raidue). La sua canzone “Creatura Nuda” è entrata nella famosa serie internazionale “Beautiful”. Le sue canzoni appaiono nei film “Il Paradiso all’improvviso” di Leonardo Pieraccioni, “Dalla vita in poi” di Gianfrancesco Lazzotti, “Ho sposato mia madre” di Domenico Costanzo e “Luce oltre il Silenzio” di Giuseppe Racioppi. Del 2018 è uscito in lingua italiana e spagnola “Credo”, il suo primo album da cantautore, prodotto da Renato Zero. Tra i numerosi riconoscimenti ha ricevuto due volte il Premio Lunezia, il Premio SIAE Autori, la Medaglia d’argento della Camera dei Deputati per l’attività d’autore, il Premio Internazionale di Poesia Alfonso Gatto e il Premio Giffoni Film Festival.

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