“Ruok” il nuovo singolo di Giraffe come terapia alle orecchie che sanguinano a causa dei tormentoni estivi – INTERVISTA

Canova
Addio ai Canova. La band comunica lo scioglimento con un post sui social
27 luglio 2020
Billie Eilish
Billie Eilish ritorna con il nuovo singolo “My future”. Online anche il video
31 luglio 2020

“Ruok” il nuovo singolo di Giraffe come terapia alle orecchie che sanguinano a causa dei tormentoni estivi – INTERVISTA

Giraffe

La pandemia è tornata: l’estate ha portato con sé una nuova ondata di tormentoni virali che non danno scampo, stazioni radio infestate e non bastano lavaggi accurati delle mani e mascherine per non esserne contagiati. Per chi volesse sfuggire all’Italia nuova patria dei ritmi latini, una cura però c’è: crearsi una cartella personale e inserire nella playlist Giraffe, il cantautore di Tarquinia che da poco ha sfornato il nuovo singolo “RUOK” (Artist First).

Nulla a che vedere coi brani creati a puntino per l’estate, siamo su un altro pianeta. Giraffe, al secolo Lorenzo Passamonti, ci regala un singolo dal sound pop-rap impreziosito da calde suggestioni blues con un messaggio che è una domanda aperta che si estende dalle vicende personali al più ampio quadro sociale: “RUOK” come “are you ok?”.

Incuriositi dal suo progetto discografico, abbiamo scambiato due chiacchiere con Giraffe e ci siamo fatti anticipare anche qualcosina sull’Ep in procinto di pubblicazione. Ecco che ci ha raccontato.

Lorenzo, in una calda estate in cui persino la Ferragni s’è cimentata col tormentone tu hai scelto invece di pubblicare un singolo cantabile e ballabile sì ma non disimpegnato. Ti va di parlarci di “RUOK” e del messaggio che hai nascosto tra le rime?

 Mi piace definire “RUOK” uno “sfogo” perché è nata completamente di getto, scritta in un’ora massimo. Ogni frase è stata un “buona la prima” e mi piace pensare che sia nata da un mio flusso di coscienza. A un primo ascolto può sembrare una storia d’amore ma tra le righe ho nascosto dei dettagli che spero facciano riflettere sull’importanza di questa domanda “are u ok?” ovvero “stai bene?” che è una domanda che ci facciamo sempre meno spesso e che invece secondo me se fatta in alcuni contesti, specie questi ultimi, può assumere un significato molto profondo, quasi esistenziale.

 Alla regia del video nuovamente il tuo big bro Alessandro, videomaker e batterista. L’idea del video di “RUOK” come è nata, insieme o gli hai dato carta bianca?

Sì, tutto il mare di idee di cui parlavo poco fa è stato riassunto in video da mio fratello, Alessandro Passamonti a cui ho dato ovviamente carta bianca. Alessandro ha centrato il segno secondo me perché ha capito e compreso le esigenze della canzone ed ha messo al servizio di questa le Arti. “Tutti i soggetti sono la stessa persona con abiti diversi eppure lei è attratta da qualcosa di diverso, forse unico”. Il video è un vortice comunicativo: mentre dal brano “parlano” le parole, nel video parla la danza ed entrambi i linguaggi raccontano la metafora più vera, la vita che a volte ti respinge in modo inspiegabile e prende strade inaspettate che sfuggono al nostro controllo. 

Nel video piccolo omaggio a Pulp Fiction e a una delle scene cult della storia del cinema. Quando hai visto il video del “Bam bam twist” di Achille Lauro, onesto, ti è dispiaciuto che abbiate avuto entrambi la stessa idea?

Onesto? Nì… da una parte eravamo davvero contenti di aver avuto questa idea contestualmente ad Achille, dall’altra sapevamo che se fossimo usciti prima magari la scena in sé avrebbe avuto più risonanza. Stima per Achille Lauro comunque…

Parliamo di un altro video, quello del singolo “Lontano”. Lo hai pubblicato a dicembre, prima che scoppiasse la pandemia, e le figure femminili sono tutte in mascherina. Sul curriculum di Giraffe possiamo aggiungere “doti da veggente”?

Ahahah ci credi che mi hanno scritto in moltissimi per questa cosa? Io vi garantisco che l’idea è nata assolutamente in tempi non sospetti, una settimana prima dell’uscita del video la mascherina serviva magari solo quando dovevi usare qualche prodotto chimico o in ambito medico. Infatti quando andai ad ordinare 100 mascherine mi presero per matto, poi in una piccola città come quella in cui abito io ti immagini?! Non avrei mai pensato che una settimana dopo sarebbe scoppiata una pandemia.

La tua musica spazia dal pop al blues, dall’indie italiano al rap: non ti senti comodo a chiuderti in un solo genere?

Cerco di essere semplicemente me stesso. Avendo studiato la musica nella sua totalità mi sono trovato a dover affrontare le situazioni più disparate. Nella mia vita ho ascoltato di tutto… non escludo che il prossimo singolo possa essere un reggae!

In previsione l’uscita di un Ep: ci puoi anticipare quando potremo ascoltarlo e come sarà?

Di sicuro non sarà qualcosa di finto… mentre scrivo cerco di non farmi influenzare assolutamente dalle richieste del mercato o da quello che è di tendenza. Spero fortemente che al di là di quanto possa piacere la mia musica un giorno potrò guardarmi dietro e dire “ok ho detto la mia”. Non ho intenzione di focalizzarmi in un unico genere, voglio sperimentare il più possibile e azzardare qualcosa che possa suonare nuovo.

Tempo di vacanze, facciamo finta di aprire la tua valigia: 3 cose che sicuramente troveremmo al suo interno? 

Anticoncezionali, t-shirt gialle e calzettoni da tennis.

Ringraziamo Giraffe e per chi volesse tenere sott’occhio l’evoluzione del suo progetto può restarne aggiornato seguendo le news attraverso la sua pagina Facebook:

https://www.facebook.com/Giraffeoff

Comments on Facebook

Comments are closed.