Manuel Finotti: “Forse dovremmo parlare”, la mia reazione allergica all’incapacità di dire le cose – INTERVISTA

Il Volo
Posticipate ad ottobre 2021 le date nei palasport de Il Volo. Il nuovo calendario
27 luglio 2020
Maroon 5
Nuovo singolo e nuovo video per i Maroon 5 che tornano con “Nobody’s Love”
27 luglio 2020

Manuel Finotti: “Forse dovremmo parlare”, la mia reazione allergica all’incapacità di dire le cose – INTERVISTA

Manuel Finotti

Manuel Finotti pubblica “Forse dovremmo parlare” (Isola degli Artisti/Virgin Records), nuovo singolo che parla delle cose non dette, a volte, quelle che aprono la strada alle più grandi opportunità ma che verbalizzarle fa paura. La canzone è scritta per tutti i rapporti da salvare, per tutte quelle verità da tirare fuori anche quando sembra troppo tardi. L’artista omaggia chi ha il coraggio di abbracciare i propri sentimenti, dando loro voce. Le sonorità derivate dal background londinese dell’autore spiccano grazie al contributo del batterista Ash Soan (Adele, Dua Lipa, Sam Smith ecc.), donando a questa ballad un carattere internazionale.

Sono molto contento del brano – racconta Manuel Finotti – ho superato I 100k ascolti su Spotify e c’è ancora gente che va ad ascoltarla quindi grande piacere. Non ho realizzato un video perchè in questo periodo era difficile realizzarlo, penso che dal prossimo singolo, a settembre, farò uscire anche un bel video. Il feedback più importante su Forse dovremmo parlare l’ho avuto da tante persone che si sono riviste nel pezzo, persone che hanno vissuto la stessa situazione e me lo hanno fatto sapere. È una soddisfazione far arrivare il messaggio così bene. Il pezzo è nato come una reazione allergica all’ incampacità mia di dire le cose al momento giusto. Le canzoni escono quando servono, brutto detto in questo modo ma è così, e questa allo stesso modo. Volevo esprimere questa cosa, parlando a una ragazza che stavo conoscendo. Sono partito da una storia che stavo vivendo, non riuscivo a dirle le cose che volevo nel momento giusto. Quindi per non cascare nel gioco del te lo potevo dire ma non l’ho fatto ho scritto la canzone. Poi l’ho mandata a lei e il messaggio è arrivato”.

Manuel post lockdown: “Stiamo preparando l’uscita dei nuovi pezzi, uno a settembre e stiamo lavorando in studio con vari artisti, alcuni che già sono sulla scena altri emergenti. Prima, durante la quarantena c’è stato il vuoto totale della creatività, stavamo vivendo tutti la stessa situazione e non c’era molto da dire. Ora stiamo riacquisendo la pseudo normalità e con questa la voglia di esprimerci e creare. Da una parte poi è stato giusto così perchè ci siamo salvati, ne siamo usciti condizionati sicuramente, ma anche più spensierati e più maturi. Abbiamo capito quanto costa e quanto pesa la felicità, soprattutto la mia generazione. Tutto prima era scontato, superficiale, ora diamo più peso alle cose.”

Progetti futuri: “Come ho detto sto collaborando alcuni artisti come Giulia Molino, Francesco Bertoli e altri. Stiamo scrivendo moltissimo quindi sono molto soddisfatto. Poi ci sono i miei singoli che usciranno slegati da un album per ora. Preferisco così, costruire qualcosa che mette insieme dei pezzetti che poi andranno a formare qualcosa di più, che magari tra qualche anno diventerà un disco. Vorrei fare dei concerti. Mi piacerebbe molto proporre un format abbastanza stereotipato ma che a me piace molto, i concerti nelle case, avere un ambiente ristretto e intimo che ti permette di raccontare qualcosa di tuo sottovoce e proporre la tua musica al pubblico. Lo trovo spettacolare, mi piacerebbe partire da lì”.

Uno sguardo al passato di Manuel Finotti: “La mia famiglia è formata per gran parte da musicisti, era impossibile fare altro quindi per me. Da piccolo era un gioco, poi qualcosa ti sblocca e capisci che non è più un gioco ma qualcosa che hai dentro e va convertito in qualche modo. Nasce l’esigenza di scrivere una canzone, prima magari senza pretese o ambizioni, poi cambia. A casa sono cresciuto con Jannacci, Battisti, Venditti, poi Fabi, Silvestri e gli artisti della scena romana. Mi ha sempre appassionato, soprattutto Silvestri, la sua capacità di scrivere cose così complesse in maniera semplice e diretta. Adesso ascolto molti giovani indie partendo da Calcutta e molto rap”.

Manuel Finotti nasce il 21 marzo del 1995 a Roma; è un polistrumentista, cantautore e autore. Nonostante la giovane età i suoi testi hanno una poetica d’altri tempi, in cui ci si può ritrovare per la sincerità, punto di forza dell’artista romano. Tra le attività live ha all’attivo diversi concerti e manifestazioni in tutta Italia, dall’Auditorium Parco della Musica di Roma al Premio Lunezia, rassegna d’autore. Tra gli ultimi lavori nel 2019 ha collaborato con diversi artisti di fama nazionale, tra cui Giordana Angi, un sodalizio artistico che li vede scrivere insieme diversi brani pubblicati nell’album d’esordio “Casa” che ha conquistato due dischi d’oro e nella partecipazione al Festival di Sanremo 2020 con il brano “Come mia madre”. Lo scorso 29 maggio ha pubblicato un nuovo brano dal titolo “Forse dovremmo parlare” (Avarello Music Srl/Virgin Records), disponibile in rotazione radiofonica dal 12 giugno.

Comments on Facebook

Comments are closed.