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Peligro: “Scrivere è come un’analisi di me stesso, fa parte di me e del mio quotidiano” – INTERVISTA

Peligro

Peligro pubblica “Respiro”, nuovo EP di inediti distribuito da Artist First e prodotto da Hernan Brando. Un lavoro che segna un cambiamento cruciale rispetto ai precedenti: per la prima volta l’artista fonde le sonorità hip hop che lo hanno sempre contraddistinto con suoni e atmosfere pop, dance e reggaeton, senza perdere la sua natura di “rapper dei buoni sentimenti”. Il singolo “Dietro” è un brano pop rap che abbraccia la filosofia del “never look back” (mai guardarsi indietro), per imparare ad approcciarsi meglio alla vita che oggi stiamo vivendo.

Sono contento di come è venuto fuori il disco – racconta Peligro – come tutti gli artisti sono molto affezionato a tutte le mie canzoni, anche quelle venute male ma non è proprio questo il caso. Fa sempre piacere pubblicare un nuovo lavoro poi soprattutto in questo momento, avevo la necessità di farlo uscire perchè era lì, pronto. I brani sono diversi tra loro, ci sono tanti mondi diversi che vengono toccati, e anche tanti anni diversi, c’è una rumba travestita da reggaeton tipica di inizio Novecento, ci sono sonorità anni ‘90. La mia è un’evoluzione sonora continua, ogni progetto voglio che sia diverso dall’altro. Cercavo proprio di scovare sonorità che fossero diverse tra loro e che raccontassero mondi diversi. E poi sta piacendo, la cosa che più mi piace è che lo stanno apprezzando in modo diverso tante persone diverse. A quante più persone ho fatto sentire il pezzo, quanti più feedback diversi ho ricevuto. Ognuno si identifica con il brano che gli è più familiare, per gusti musicali o background. Questo mi sta piacendo molto, mi fa capire che le canzoni hanno tutte una loro specificità che arriva al pubblico in modo vario e diversificato”.

Come è nato “Respiro”, a cominciare dal titolo?

Secondo me è calzante, curioso che lo sia anche per questo periodo, perchè nasce da un’esigenza di libertà musicale che si coniuga con la ricerca della libertà di ognuno di noi. L’ho trovato evocativo, se devo scegliere un termine coerente con cosa voleva rappresentare. Le canzoni, per la prima volta, sono nate dalla musica, non ho avuto lo stesso approccio del passato. Questo è partito dalla musica, siamo partiti dalle sonorità, dai viaggi sonori che volevamo fare. Sensazioni e suggestioni che venivano fuori. Per me scrivere è un processo, un’analisi, non nel senso psicologico del termine però. Quando scrivo sento qualcosa oppure ho visto qualcosa che ha suscitato una reazione. Quando scrivo la sto decodificando, sto provando a trovare delle immagini che descrivano le sensazioni che provando. Col tempo lo scrivere a volte mi ha aiutato a crescere o superare momenti difficili, altre volte è stato accanto, ormai è una forma di quotidianità, come la sigaretta per un fumatore e il fatto che la associ ad un momento rilassante della giornata”.

Come è iniziato tutto questo?

Ho scoperto il rap, anche se ora lo faccio meno pur essendomi rimasta la radice urban, credo al liceo, verso il 2005. Mi sono avvicinato al rap post articolo 31, Fabri Fibra, Mondo Marcio, roba nuova per me e mi è arrivata addosso e mi ha subito preso. Questa musica mi ha ‘parlato’ come negli anni Sessanta quel tipo di musica lo ha fatto con i miei coetanei di allora. Da quel momento ho iniziato a scrivere, un po’ per gioco, poi c’è stato il freestyle e con quello, per caso, ho conosciuto Hernan. Con lui ho iniziato a fare musica come si deve, avevo 16 anni, ho imparato molto da lui abbiamo una connessione incredibile. Lui è un perfezionista, molto più di me. Sa esattamente cosa voglio ottenere e insieme lavoriamo al meglio per arrivarci, siamo stati anche 12 ore di fila in studio di registrazione, alla ricerca di ‘quel’ sound che stavamo cercando”.

Cosa ispira la musica di Peligro?

Ultimamente sto ascoltando pop internazionale, le grandi produzioni come Dua Lipa ad esempio, oppure Sia. Per intenderci le ultime uscite new music Friday dalle quali cerco di trovare ispirazione dall’altra parte dell’oceano. Non voglio fare l’esterofilo ma mi accorgo che hanno un approccio al lavoro molto simile a quello che voglio avere io”.

Peligro, all’anagrafe Andrea Mietta, è un rapper milanese classe ’92. Appassionato di musica fin da piccolo, comincia a dedicarvisi all’età di 14 anni. Nel 2011 scrive il suo primo album, “Scontento”, il cui coordinamento artistico è affidato al produttore argentino Hernan Brando (Hotel Buena Vida). Nel 2012 pubblica “Ep-Centro”, realizzato in collaborazione con i rapper della scena milanese Rike e Seppiah, scritto e registrato in una notte. Nel 2013 esce il secondo album, “Musica dannata” (prodotto da Hernan Brando). Nel 2015 Peligro pubblica in tre parti il mixtape “Training Camp” e l’anno seguente esce il suo terzo disco ufficiale “Tutto cambia”, distribuito da Artist First e presentato sui più importanti palchi d’Italia come quello del Deejay On Stage a Riccione, del MEI di Faenza e del Tour Music Fest di Roma. A fine 2016 esce l’EP “Assoluto” (Artist First), nuovamente prodotto da Hernan Brando. Dopo varie esperienze come la partecipazione all’Emergenza Festival, alla FluoRun di Milano, al Premio Lunezia (sezione Nuove Proposte) a Roma e Marina di Carrara, al Deejay On Stage a Riccione e varie esibizioni su palchi storici come quello della Locanda Blues di Roma e del Bundalinda di Brugherio, nel 2018 esce l’album “Mietta sono io” (prodotto da Marco Zangirolami), che viene presentato al MEI – Meeting Etichette Indipendenti, al Festival Show 2018 e al Deejay On Stage a Riccione. A giugno 2019 Peligro pubblica il singolo “Gemelli”, prodotto da Hernan Brando, e partecipa alle edizioni 2019 di Festival Show e MEI, mentre nel dicembre dello stesso anno esce il brano “Quanto ti costa”.

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