Mattia De Simone: “Scrivo le mie canzoni d’istinto, nell’arte non bisogna pensare troppo” – INTERVISTA

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Mattia De Simone: “Scrivo le mie canzoni d’istinto, nell’arte non bisogna pensare troppo” – INTERVISTA

Mattia De Simone

Mattia De Simone pubblica “Tu sei un’emozione”, singolo che anticipa il suo primo album. Un brano pop, fresco e positivo (distribuito da Believe, produzione artistica Davide Tagliapietra) dal mood romantico, caratterizzato da un ritmo coinvolgente. Racconta la storia di una sera d’estate, l’incontro con una persona che sin da subito è riuscita a trasmettere all’artista forti emozioni, tanto da essere al tempo stesso motivo di gioia e turbamento. Questo singolo per Mattia è anche una dedica speciale alla musica: quasi come se fosse una persona che ti ascolta, ti parla e ti fa provare quelle emozioni che nascono dentro di te al suono di ogni singola nota.

La canzone già l’avevo dentro di me – racconta Mattia de Simone – ho dovuto solo fare rewind per tornare a quelle sere e alle emozioni che ho vissuto. Sentivo dentro di me qualche cosa e così è uscita, l’ho composta di getto, partendo dal ritornello. Stava aspettando me la canzone, non il contrario è stata facile da scrivere, un istinto. Secondo me quando crei qualcosa è peggio se ci ragioni sopra, nell’arte è meglio essere istintivi più che riflessivi. Poi il mio obiettivo da sempre è arrivare alle persone, fa uscire quello che sento io per darlo al pubblico. Secondo me la vittoria per un artista è quella. Già dal titolo si capisce il tema della canzone. È una storia vissuta, per scrivere secondo me bisogna vivere e scavare a fondo dentro se stessi. Incontrai una ragazza una sera d’estate, grazie a lei ho vissuto tante emozioni quella sera e le ho volute mettere dentro questo brano. Anche con il video siamo riusciti a far assaporare quelle sensazioni. Poi c’è un aneddoto da raccontare perchè la mattina del primo giorno di riprese mi chiama il regista dicendo che l’attore protagonista non poteva venire. Abbiamo dovuto trovarne un altro in fretta ma devo dire che lui e anche l’altra ragazza che compare sono stati bravi, hanno rappresentato bene il senso della canzone”.

Cosa ci aspetta per il futuro?

Sto lavorando all’album, che abbiamo bloccato per questa situazione. Ho già i brani ma, non si sa mai, può sempre uscire qualcosa di nuovo, un’altra canzone. Non so se ha un filo conduttore che lega le canzoni, ce ne sono alcune sulla vita e sui momenti, letti sempre con un senso di ottimismo. Partono da un senso di abbattimento ma sempre verso il positivo. Poi ci sono canzoni romantiche, che parlano d’amore, di amori ritrovati e passati”.

E dal passato?

Sono cresciuto con la musica anglosassone, artisti stranieri come Maroon 5, One republic, Coldplay, U2, anche Elton John ma sono stato cullato con quelli italiani e in particolare napoletani. Da piccolo in macchina c’era sempre la cassetta di Pino Daniele o di Bennato. Per ora non ho pensato di cantare qualcosa in napoletano o con un sound tipico della mia città ma nella vita non si sa mai. Non mi è venuto ancora di scrivere qualcosa però dico che sono stato 8 volte a Londra che è sicuramente la mia città preferita. Però sentivo un sacco la mancanza di Napoli, ho scoperto un legame fortissimo che mi lega e spero moltissimo di esibirmi al più presto nella mia città. Cantare a piazza Plebisicito ad esempio sarebbe un onore”.

Magari aprendo il concerto di un altro big come James Blunt

La mia casa discografica me ne aveva parlato perchè stava facendo un tour in Italia. Me l’hanno detto e l’ho presa a ridere. Poi un giorno mi chiamano mentre ero in piscina con un amico e quasi non ci credevo. Siamo andati a provare I brani ed è stato meraviglioso. Un’esperienza che mi ha fatto crescere in modo esponenziale. Suonare per Quattro volte prima di un grande artista, davanti a un grande pubblico, non mio tra l’altro. Una sera a Padova c’era il concerto alle 21 e alle 19 l’Inghilterra che giocava agli Europei. Blunt stava guardando la partita con la band e ha posticipato di una mezz’ora l’inizio di concerto. La mia mezz’ora, quindi alla fine ho suonato davanti all’intero pubblico. Mi ricordo che quando battevano le mani sentivo il palco tremare”.

Come si riparte?

Purtroppo ancora nn ho cantato la canzone davanti a un pubblico. Però finora la risposta è molto positiva. Come ho detto è fresca, orecchiabile e arriva. Fa bene sentirla, specialmente in questo periodo, è un brano colorato. In tutta sincerità ora è difficile immaginare un concerto e organizzarlo, ma mi piacerebbe molto provare a riaprire il tour di qualche artista.

Mattia De Simone dimostra fin dalla più giovane età una forte passione per la musica. A soli due anni ruba allo zio la sua prima chitarra, strumento che non lascerà più, e a undici anni inizia a prendere lezioni di musica ed entra nell’orchestra scolastica, dove sperimenta diversi strumenti e si avvicina anche al canto. Già durante l’adolescenza comincia già a comporre e nel 2015 riceve dal Comune di Napoli il Premio “BonSuarè” come cantautore emergente napoletano nel corso di una serata al Maschio Angioino dedicata alla memoria di Pino Daniele. Il 2018 lo vede come Opening Act delle quattro date italiane del Tour mondiale di James Blunt, ricevendo grandi consensi dal pubblico e dalla critica. Il 2019 è stato un anno molto importante perché Mattia si è impegnato nella realizzazione del suo primo album lavorando costantemente in studio. Oggi, è finalmente pronto a far conoscere le sue canzoni.

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