Valentina Polinori si racconta in “Trasparenti”: “stavolta mi metto in gioco in prima persona” – INTERVISTA

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Valentina Polinori si racconta in “Trasparenti”: “stavolta mi metto in gioco in prima persona” – INTERVISTA

Valentina Polinori

foto di Cristina Coral

Si chiama “TRASPARENTI” ma non fatevi confondere dal titolo, l’album è tutt’altro che leggero o “insapore”. Assolutamente no. “Trasparenti” viene declinato infatti nel senso di autenticità, di “accountability” come direbbero quelli che la sanno lunga. Questo e molto altro è il secondo disco di Valentina Polinori, che arriva tre anni dopo il precedente precedente “Mobili”, lavoro che l’artista romana ha portato a lungo in tour in tutta Italia, realizzando anche numerosi concerti di apertura, da Lo Stato Sociale a Galeffi, da Julie’s Haircut & Persian Pelican a Cristina Donà e Ginevra Di Marco.

Trasparenza quindi nel senso di limpidezza: la difficile onestà nel raccontarsi con una canzone. Ma trasparenza anche relativamente ai rapporti umani. Tutti i brani, infatti, si snodano attorno a riflessioni relative al relazionarsi agli altri, soprattutto nell’amore, e alla difficoltà di lasciarsi guardare dentro. 

Ho colto due elementi presenti in quasi tutti brani: l’acqua ed il percorso

L’acqua è un elemento in cui mi trovo molto bene, non può non essere presente nei miei brani, così come il movimento, il percorso, anche sconclusionato nel caso, chiedersi dove si sta andando. Sì, sono due elementi del mio mondo

L’immagine del “Lago in salotto” mi ha colpito moltissimo, oggi sarebbe veramente utile a tutti avere un lago in salotto. Come ti è venuta?

Il lago è un ambiente che ho conosciuto da poco è ho apprezzato da subito, c’è l’acqua ma anche una sensazione di protezione, di tranquillità, uno spazio necessario in casa, uno spazio invece che non vivo con troppa tranquillità. Un modo di renderla più vivibile

Musicalmente la tua voce, nonostante la delicatezza, sovrasta il resto della composizione che diventa quasi solo sottofondo. 

Era una cosa voluta, considerando anche che i brani sono tutti molto diversi a livello di produzione e quindi volevamo tenere la voce come filo conduttore, come tratto distintivo di tutto l’album

Altro tratto distintivo è la tua presenza, in prima persona e non più attraverso figure in cui proiettare le tue sensazioni

L’utilizzo di personaggi terzi è una cosa che ho un po’ abbandonato, in questo disco è rimasta solo “Camilla”. Cerco di non utilizzare dei filtri, di mettermi più in gioco parlando in prima persona. Una cosa un po’ differente rispetto alla mia scrittura del passato

“Trasparenti” è una parola molto ambigua e in un certo punto di vista l’album è tutt’altro che trasperente, anzi è solidissimo

Mi piacciono le parole ambigue, che hanno diversi significati a seconda del contesto. La parola “Trasparenti” mi piaceva, mi è rimasta dentro, porta ad un’idea di limpidezza ma può avere connotazioni negative, trasparente come invisibile. L’ho notata dopo, non era voluta, ma accetto anche il lato negativo della parola: specie oggi, specie nel mondo della musica, è davvero frequente sentirsi trasparenti

Valentina Polinori – Trasparenti | Tracklist

01) 16 vasche

02) Bosco

03) Lontani

04) Camilla

05) Andiamo Fuori

06) Niente

07) Lo Spazio

08) Io credo che

09) Fa lo stesso

10) Sembra un fiore

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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