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Diego Moreno racconta la sua versione di “Bella Chao” – INTERVISTA

foto di Gino Tramontano

Diego Moreno, cantautore argentino, il 3 aprile pubblica “Bella Chao”, versione rivisitata in spagnolo del celebre canto popolare italiano “Bella ciao”. Il brano è stato pubblicato in una raccolta e con il suo particolare arrangiamento ha ottenuto fin da subito un ottimo successo di pubblico. Utilizzata da altri utenti per la realizzazione di video su YouTube, ha registrato oltre 40 milioni di visualizzazioni, influenzando anche gli autori della serie tv “La Casa di Carta”.

Mi piace molto questa cosa – racconta Diego – dovevamo mettere una bonus track per il mio album di inediti, “Singoli” che uscirà in autunno. L’ho prodotta già 15 anni fa quando Roy Tarant mi ha commissionato un progetto sulle canzoni latino americane dedicate alle rivoluzioni. Amando l’insegnamento di libertà, non ho potuto che apprezzare ‘Bella ciao’. Inoltre, lavorando al progetto abbiamo trovato delle chicche bellissime, ad esempio delle canzoni attribuite ai resistenti del Chapas, canti di tradizione orale neanche così antichi, uno addirittura sul subcomantante Marcos. Da 40 brani ne ricavai 4 e per realizzarli ho coinvolto tanti musicisti. Credo che la canzone impegnata sia un genere vero e proprio. Nel 2005 il risultato è stato soddisfacente. Dopo tanti anni quindi ho deciso di mettere mano a ‘Bella Ciao’ e il risultato è stato al di sopra delle nostre aspettative visto che, senza poterlo controllare, oltre 40 milioni di persone l’hanno scelta e utilizzata per i loro video. Un risultato eccellente. Un giorno ero nella mia città a Mar de Plata, in Argentina e proprio per questo brano una ragazzina tre generazioni dopo la mia mi ha riconosciuto durante una cena in famiglia come l’autore di quel brano. Una soddisfazione”.

Un rapporto intenso con l’Argentina ma anche con l’Italia: “Ho vissuto un mese in Sicilia, vicino a Acireale, poi stavo andando a Roma da Rita Pavone e Teddy Reno, grande amante della musica argentina. Durante il viaggio mi sono fermato a Napoli e non mi sono più mosso, sono oltre 26 anni. Posso dire di essere un flegreo a tutti gli effetti”.

In autunno un album di 9 inediti: “Sono brani ognuno con la sua identità, ognuno ha la sua storia, nove episodi che hanno come filo conduttore la mia voce e la mia interpretazione. Per me è come una tesi di laurea in italiano. L’ho scritto anche in spagnolo, poi in italiano ho plasmato testi. Ci ho lavorato oltre sei mesi, con musicisti eccellenti, il produttore Vassallo e tanti altri. C’è un bel brano ritmico sudamericano che si chiama ‘Sogno (Sofia sul divano)’, poi ‘Piove (canzone allegra)’, la cui melodia nonostante il tema, mette un po’ di allegria. Poi canto l’amore esistenziale che nasce da te stesso o verso il mare. Ho riflettuto sul poco tempo che abbiamo e che dedichiamo agli altri, solo quando succede qualcosa di triste ci rendiamo conto. Il disco è già finito, stiamo lavorando a una cosa che forse lo completerà, con un orchestra di archi, volevo un tocco classico”.

Il disco prende forma come una creatura: “Succede che a un certo punto plasmi dei momenti che porti in giro, sono uno da live che nasce sul palco. La musica è sempre nella mia vita, quando fai un disco invece devi lavorare su un’emozione, scegli di cambiarlo e modificarlo ma è chiuso a un certo punto.”

Diego Moreno e i primi passi nella musica: “La musica si respirava in casa quando ero piccolo perchè mio padre è un fan di Gardel, è presidente di un’associazione che ne ricorda la grande figura. Non avevo iniziato a suonare nessuno strumento da piccolo, ho tentato di suonare il bombo, una specie di tamburo molto usato in Argentina. Con un amico pigro, più pigro di me, Leonardo abbiamo formato un duo e da lì è nato tutto. Conoscevo tre accordi e con quelli ho iniziato a scivere le prime canzoni. Da lì è cominciato, non sapendo copiare gli altri ho dovuto fare da me”.

Diego Moreno è conosciuto al pubblico per aver dato vita ad un linguaggio musicale originale e coinvolgente che unisce il ritmo latino del Sud America alla magia della musica napoletana, caratteristica emersa soprattutto nel disco “Tango Scugnizzo” (2008) che si è aggiudicato nel 2014 il Premio Masaniello e nel 2020 il Premio Nicolardi. Nel corso della sua carriera ha realizzato numerosi progetti musicali ma anche letterali come “La voce del Tango. Il mio Don Carlos Gardel” (edito oggi in Italia da Stampa Alternativa), un libro/CD sulla vita del più grande cantante di tango di tutti i tempi Carlos Gardel. Parallelamente alla carriera da solista, Diego Moreno ha collaborato per diversi anni con Fred Bongusto curando gli arrangiamenti di più di 30 dei suoi brani, e ha partecipato alla realizzazione del progetto “Poeta Massimo”, poesie di Massimo Troisi musicate da Enzo Decaro. Nel 2018 ha pubblicato il progetto “Che Bella Idea! Canzoni di BuOngustO”, un viaggio nella melodia italiana d’eccellenza, parte dell’opera di Fred Bongusto, composto da brani che hanno lasciato il segno nell’immaginario collettivo italiano, e non solo, che vanta tra gli ospiti Peppino Di Capri, Fabio Concato, Enzo Gragnaniello, Paolo Fresu, Maria Nazionale, Valentina Stella e Antonio Onorato. Nel 2019 Diego Moreno ha girato l’Italia in tour interpretando come baritono i ruoli di Porteño Gorriòn con sueño, Ladròn Antiguo Mayor e El Payador nell’opera di Astor Piazzolla “Maria De Buenos Aires” insieme a Michele Placido, Alina Di Polito e Vincenzo Bocciarielli.

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