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Galeffi cala il suo “Settebello”: “il disco più prezioso del mazzo” – INTERVISTA

Galeffi

foto di Giovanna Onofri

Nel gioco della scopa il”settebello” è la carta più preziosa e quindi più ricercata del mazzo: vale di suo un punto, ti aiuta a fare la primiera e i denari oltre che naturalmente le carte. Se ci fai scopa insomma è una carta che vale 5 punti. Allo stesso modo il “Settebello” di Galeffi, secondo album di inediti prodotto dai Mamakass e uscito venerdì 20 marzo per Maciste Dischi/Polydor/Universal Music, punta ad essere il disco più prezioso del mazzo di album usciti in questo periodo.

Facile sì dirà, in questi giorni infausti di isolamento i dischi italiani usciti si contano sulle dita di una mano. Eppure “Settebello” di Galeffi è uno di quei dischi che resisterà ai segni del tempo, un album pienamente maturo che entra di diritto nell’elenco delle migliori uscite degli ultimi anni. Indie? No, scordatevelo: parliamo di cantautorato italiano, citofonare Cremonini se non ci credete.

Ho iniziato a scrivere ‘Settebello’ poco dopo essermi trasferito nel mio piccolo appartamento a Roma nel quartiere Montesacro – racconta Galeffi – In questa nuova casa ho passato giornate intere ad ascoltare tutta la mia collezione di vinili, e credo proprio che quei giorni abbiano influenzato molto il mio approccio alla scrittura. Penso che ‘Settebello’ sia in qualche maniera un album coraggioso, con un occhio verso il passato e l’altro rivolto al futuro, proprio perché pregno di nostalgia da una parte e di speranza dall’altra.

L’ultima volta mi avevi detto “è un disco da vinile”, eppure la situazione di oggi ti costringe a uscire solo online. Stanco di aspettare?

Sì, il disco è uscito ora per due motivi, in primis non ci andava più di posticipare la data, che già doveva essere il 13 marzo in teoria ma era stata rinviata proprio all’inizio dell’emergenza. Poi il primo singolo era uscito già da un bel po’ di tempo, quasi quattro mesi, ci sembravano già troppi. E poi abbiamo pensato anche ad un’altra cosa: il momento difficile che stiamo vivendo rimarrà nella memoria collettiva di tutti quanti ed essere uno dei pochi che esce con un album ora mi fa piacere da una parte a livello diciamo romantico, l’idea di tenere compagnia a chi sta a casa, dall’altra proprio a livello di presenza, esserci, far parte di questa epoca storica. Insomma, ci sembrava giusto uscire ora.

Poi chiaramente c’è il versante commerciale, l’impossibilità ora di uscire con la copia fisica. Ma visto che questo non è un disco diretto, con brani da ascoltare e non da sottofondo, magari con tutte le ore che adesso abbiamo viene voglia di risentirlo più volte, di rifletterci.. Comunque naturalmente il vinile uscirà, ma la data è ancora da definire GALEFFI

Vengono i brividi leggendo il testo e guardando il video di “Settebello”, le “file indiane per sparire”, sembrano le immagini dei nostri supermercati oggi

Sì, davvero. E considera che il video è stato il primo che abbiamo girato, era pronto già da ottobre.. 

Come mai “Settebello”? Cosa c’è dietro, passione per la numerologia, per le carte

Per entrambe. Le carte sono proprio uno dei miei hobby preferiti, sono un patito di scopone scientifico, poi briscola, tresette, burraco, scala quaranta. Per il poker invece non ci volo troppo. Invece per quanto riguarda i numeri sono quasi malato, arrivo a dirti che metto la sveglia ad un orario per cui la somma delle cifre delle ore è uguale a quella delle cifre dei minuti: 8:44 o 8:53 o 8:17. I numeri mi affascinano e cerco di portarli nei miei album, che per esempio hanno entrambi 10 tracce (come il numero di Totti).

In generale ho scelto il titolo della prima traccia perché volevo valorizzare quello che giudico un brano incredibile, anche se so che non vale se me lo dico da solo, però davvero, non ho idea di come mi sia uscito fuori questo pezzone e quindi volevo sottolinearlo. Poi mi piaceva la doppia chiave di lettura del “settebello”, come carta con il suo fascino quasi esoterico da cartomante e con il suo valore nel gioco, il “settebello” col quale fai anche primiera e denari: per similitudine, il disco più prezioso di tutto il mazzo di dischi usciti nell’anno.

Musicalmente ci sento tanto cantautorato italiano degli ultimi anni, da Cesare Cremonini ai Verdena

Ti ringrazio, sono due anime, due estremi della musica italiana che mi hanno formato e che mi fa piacere si siano colte. Cremonini è semplicemente il mio idolo, i Verdena ho imparato ad ascoltarli col tempo ma fanno ugualmente parte del mio bagaglio musicale. 

Nel disco anche uno strumentale e un brano, “Tre metri sotto terra” che è una somma di citazioni parodistiche della canzone nostrana

Sì, “Tre metri sotto terra” è una sorta di pernacchia a tutti i Disney e i Moccia che ci hanno distrutto l’infanzia crescendo con quest’idea dell’amore. Io col mio pessimismo da ragazzo reduce dalle botte sentimentali ho voluto dire “non è vero tutto quello che ci hanno detto, le favole non sempre esistono”. Pensavo “Dove vanno a finire tutti gli amori che vanno a puttane”? E ci ho fatto un pezzo.

Lo strumentale quasi quasi non voleva essere quello che poi è stato, avevo questo riff e non riuscivo a trovargli la quadra, non veniva come volevo, non uscivano le parole giuste. Quindi è rimasta solo una base ed è rimasta come traccia così

L’amore è protagonista del disco

L’amore c’è, è ovvio, non lo posso negare. Ma io lo definisco più un disco esistenziale, o almeno così è nella mia testa. Poi parte fondamentale dell’esistenza è l’amore, quindi di certo non poteva mancare nel disco, ma è un amore più adulto, più completo.

Galeffi – Settebello | Tracklist

1 Settebello

2 Monolocale

3 America

4 Dove non batte il sole

5 Grattacielo

6 Quasi quasi

7 Tre metri sotto terra

8 Cercasi amore

9 Gas

10 Bacio illimitato

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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