Francesca Michielin torna con il nuovo album “Feat (Stato di natura)” – “Un disco sull’incontro nei giorni di isolamento”

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Francesca Michielin torna con il nuovo album “Feat (Stato di natura)” – “Un disco sull’incontro nei giorni di isolamento”

Francesca Michielin

Francesca Michielin l’aveva sicuramente immaginata diversa l’uscita del suo nuovo progetto discografico “Feat (Stato di Natura)“, 11 tracce in featuring con 11 artisti amici tra più importanti e interessanti del panorama musicale attuale. Ma l’emergenza coronavirus ha portato Francesca dapprima a riprogrammare i suoi live di presentazione in streaming e poi a scegliere se rimandare l’uscita del disco (come fatto da molti suoi colleghi) o confermarla per il 13 aprile (perdendo così la possibilità di programmare firmacopie e quindi, in definitiva, di vendere più dischi). E la scelta, questa volta possiamo dirlo, è stata una scelta giusta

Rimandando l’uscita avrei dato un brutto messaggio: la musica non deve fermarsi proprio ora, ce n’è più che mai bisogno” dichiara la giovane artista, che torna quindi domani negli store (quelli digitali naturalmente) due anni dopo il fortunato “2640“. Una bel segnale, la voglia di non fermarsi senza per questo fare finta di niente “Mi dispiace che la release date cada in un momento del genere, ma era giusto uscire così“.

Feat (Stato di Natura)” è un disco che parla di incontri, di contatti, paradossalmente in un periodo come questo in cui si chiede alla nazione intera di rimanere a casa “Incontrarsi è difficile. Risulta sempre più semplice scontrarsi, elencare le differenze, usarle per allontanarsi. Credo, però, non ci sia specchio migliore se non nell’Altro. Credo ancora che le differenze siano belle perché non tolgono nulla, anzi, riempiono davvero – racconta Francesca – Questo progetto è stato un lavoro impegnativo ed ambizioso, fatto di incontri e paralleli, tesi a creare qualcosa che non avevo mai fatto prima, una storia di contrasto e unione, tra quei due mondi, Natura e Urban, che mi lasciano da sempre divisa e in bilico ma che mai come oggi mi appartengono. Il confronto è il mio Stato di Natura“. Francesca Michielin

L’album nasce dalla voglia di incontrarsi e di far incontrare due mondi che all’apparenza sono molto distanti: il mondo urban e quello più analogico, che corrispondono alla dimensione cittadina e a quella della natura. Le 11 tracce permettono all’ascoltatore di scoprire una Francesca Michielin inedita, che attraverso la curiosità e il confronto con gli altri artisti ha scelto di rivelare il suo Stato di Natura, che sono l’incontro e la contaminazione. In questo progetto infatti l’artista ha adottato colori e suoni nuovi, dati proprio dal dualismo tra analogico ed elettronico, enfatizzato ancora di più dalla diversa personalità e dai diversi stili di produttori e artisti differenti.

Questo disco ha come caratteristica il fatto di essere eterogeneo, la sua ricchezza è la sua varietà. Ho voluto omaggiare gli artisti che ho sempre ascoltato da piccola, come i Rage Against The Machine, Annie Lennox, Run D.M.C. e Red Hot Chili Peppers. È stata per me anche una sperimentazione vocale: ci sono parti cantate in growl, che è tipico del rock, passando per il gospel fino allo scat jazzistico. È un disco tutto suonato, c’è meno elettronica digitale, ci sono suoni nudi e crudi, tastiere analogiche, body percussion.

“Feat (Stato di Natura)” raccontato da Francesca Michielin traccia per traccia

1. STATO DI NATURA feat. Måneskin

“È il brano che apre l’album e ne è il manifesto. Lo “Stato di natura” è un’espressione filosofica. – racconta la cantautrice – Indica la condizione dell’uomo prima dell’avvento delle leggi, dell’urbanistica, della civilizzazione. Con l’avvento della vita frenetica nelle città, nel momento di massimo sviluppo per la tecnologia, l’uomo è paradossalmente regredito di nuovo a uno stato di inciviltà e di aggressività che troppo spesso si riversa sulle donne. I Måneskin hanno aggiunto il loro sound e un punto di vista diverso nel testo, quello maschile, del quale avevo bisogno per questo brano.”

2. MONOLOCALE feat. Fabri Fibra

“Il monolocale rappresenta per me il simbolo del “vivere sintetico”: poco spazio per la propria vita quotidiana, ma anche per il dialogo. Il passaggio dalla natura incontaminata agli spazi ristretti e chiusi della città è traumatico e influisce anche sulle relazioni. Il contributo di Fabri Fibra mi ha offerto spunti di riflessione in un brano ironico. Lui è stato il primo che ho scelto di incontrare e al quale ho proposto questo featuring, che è stato il primo che ho scritto. L’incontro con lui mi ha dato la giusta energia per partire con tutto il progetto.”

3. SPOSERÒ UN ALBERO feat. Gemitaiz

“È un inno alla vita spensierata, alla libertà, al bisogno di ricongiungersi con la natura, amandola e rispettandola. È stato scritto in un momento di rifiuto nei confronti della città e della sua frenesia, in cui sentivo di avere un’impellente esigenza di armonia. Racconta di come ci siano momenti della vita nei quali abbiamo bisogno di riallacciarci con le cose più semplici e fondamentali.”

4. GANGE feat. Shiva

“Il titolo del brano nasce da un gioco di parole con il nome dell’artista del feat, Shiva, perché entrambi ci ricordano l’India. Il Gange è un fiume sacro indiano, luogo di purificazione, ma è anche uno dei più inquinati e compromessi del mondo, un po’ come alcune relazioni d’amore. Da qui nasce quindi una nuova riflessione sulla natura, sull’ambiente, sull’importanza del rispetto per la terra. È questa la sottotrama del brano, che si aggiunge al tema principale, l’amore. In questo brano ho voluto parlare di amore cercando di unire il linguaggio tipicamente trap di Shiva con il mio.”

5. YO NO TENGO NADA feat. Elisa e Dardust

“Mi piace pensare a questo brano con Elisa come una piccola pazzia collettiva. Io ed Elisa abbiamo deciso subito di “tuffarci” in questo brano inaspettato, che non è la ballad che forse ci si poteva aspettare da noi. Ognuna di noi ha scritto la propria strofa e abbiamo costruito un racconto dal ritmo mediterraneo, che sa di nord-est, di nebbia, di parole non dette, di freddezza – talvolta – anche dei sentimenti. È una specie di rito di scioglimento collettivo, il cui ritornello in spagnolo è l’ennesimo pezzo “pazzo” di un brano inaspettato.”

6. RISERVA NATURALE feat. Coma Cose

“In Riserva Naturale emerge l’esigenza di avere un luogo sicuro, un’isola felice interiore, spirituale, dove far tesoro dei ricordi. Mi sono immaginata su una sorta di Arca di Noè, che mi facesse sfuggire dalla dimensione cittadina per farmi rifugiare in un abbraccio. È un brano in cui canto la mia fase di adattamento a Milano, che è una parte davvero importante della mia vita. È una collaborazione della quale sono davvero felice ed onorata perché ho avuto l’opportunità di cantare di quel periodo della mia vita con chi, inconsapevolmente, ne ha fatto parte attraverso la musica.”

7. ACQUA E SAPONE feat. Takagi&Ketra e Fred de Palma

“Acqua e Sapone racconta di un amore genuino, sublime, pazzo, tipico dei film anni Novanta. Il titolo potrebbe considerarsi uno spin off di “Stasera non mi trucco che sto anche meglio”. Anche in questo caso racconto infatti cosa voglia dire decidere di mostrarsi, appunto, “acqua e sapone”, in un dialogo d’amore molto sincero.”

8. LA VIE ENSEMBLE feat. Max Gazzè

“Un brano in francese che parla d’amore, di oppressione, di spazi e condivisione, ma anche della difficoltà dell’incontro con l’altro. La vie ensemble è il brano attraverso il quale ho deciso di raccontare, con un velo di malinconia, il momento in cui ci si rende conto di non riuscire più a stare con qualcuno perché si prende consapevolezza di aver finito le cose da condividere o di non avere più il piacere di farlo”.

9. STAR TREK feat. Carl Brave

“Ascoltando Star Trek si potrebbe pensare ad un fil rouge con Io non abito al mare: non ci abito, ma l’ho visto e l’ho vissuto come luogo in cui scappare da una situazione opprimente, che si tratti di una storia d’amore o di vita quotidiana. Ho voluto cantare dell’insofferenza che ho provato durante un’estate in cui mi sentivo schiacciata dal caldo e dalle situazioni e in cui l’unica cosa che mi dava conforto era il pensiero di poter riversare le mie sensazioni tra le onde del mare.”

10. CHEYENNE feat. Charlie Charles

“In Cheyenne ho cercato di scardinare le sovrastrutture, volevo essere come una freccia ed arrivare dritta al cuore di chi mi ascolta. È il brano con cui ho voluto anticipare l’album perché è quello che più di tutti racconta ciò che sto vivendo. Diventare adulti significa anche sentirsi divisi tra nostalgia e futuro, tra la propria comfort zone ed un altro continente. Cheyenne racconta tutto questo ma ci parla anche della melanconia del ricordo capace di scatenare emozioni quando associata alla vita.”

11. LEONI feat. Giorgio Poi

“Leoni è un inno all’estate, alla libertà, all’unione che nasce nel nome della spensieratezza di una relazione, di un’amicizia. Si tratta di un brano molto descrittivo, quasi cinematografico. È una canzone che riesce a restituire la sensazione della brezza estiva, dell’inconsapevolezza della gioventù, della voglia di partire, ricominciare di nuovo. Con Leoni avevo voglia di ricordarmi che, a volte, abbiamo bisogno tutti di uscire dagli schemi, può servire e “va bene così se abbiamo perso davvero il controll

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