Micol Martinez: “Nel mio album c’è tutto il mio universo” – INTERVISTA

OneRepublic
Un nuovo tour europeo per gli OneRepublic, in Italia a ottobre – Le date
3 marzo 2020
Ketama126
Ketama126 annuncia le date di recupero per i live di Milano e Bologna
3 marzo 2020

Micol Martinez: “Nel mio album c’è tutto il mio universo” – INTERVISTA

Micol Martinez

Micol Martinez è una cantautrice milanese che a marzo pubblicherà “I buoni spropositi”, album di inediti da cui ha fatto uscire i singoli “Mai io mai” e “Buon anno amore mio”. In quest’ultimo brano l’artista si trova nella sua Milano a fare i conti con l’inizio di un nuovo anno e con il bilancio di tutto ciò che ha concluso in quello precedente. Uno spezzato di quotidianità in cui tutti gli ascoltatori possono immedesimarsi, la voglia di realizzare tutti i buoni propositi in contrasto con la consapevolezza che probabilmente questo non accadrà. Allo stesso tempo Micol riesce a catapultarci nel suo universo “indie d’autore” che ha il sapore del nuovo e il fascino della nostra migliore tradizione cantautorale.

Voglia di realizzare tutti i buoni propositi in contrasto con la consapevolezza che probabilmente questo non accadrà. Pessimismo o realismo?

Semplicemente ironia.

Cosa contiene questo album? Cosa ci hai messo dentro?

Di tutto. Dichiarazioni d’amore, racconti di vita, storie immaginate ironiche o reali, dediche a persone che fanno parte della mia vita, un brano che parla di discriminazione. C’è tutto il mio universo e ciò che ho vissuto in questi anni

A chi auguri “buon anno amore mio”?

A tutte le occasioni perse, tutti ne abbiamo qualcuna.

In “Mai Io Mai” parli di un tema attuale e delicato. Nasce da un’esperienza personale, magari vista con i tuoi occhi? Che messaggio vuoi far passare?

Sostanzialmente parlo di un amore totalizzante, dove l’amato/a è idealizzato a tal punto da non percepirlo com’è realmente e nel confronto, chi ama percepisce sé come “niente”. In questo brano si arriva al riconoscimento di sé liberandosi dell’altro e recuperando la stima per se stessi. Amare dimenticandosi di se stessi può essere una scelta di comodo, perché significa anche non prendersi le proprie responsabilità. L’amore parte dal riconoscimento del proprio e dell’altrui valore. È scambio, gioco, sostegno, comprensione, passione. È tutte queste cose che si intersecano ogni giorno in modo diverso.

Ti piace essere considerata “Indie d’autore?” A chi ti ispiri e chi includeresti tra i “colleghi” in questa definizione?

Mi piace perché la mia storia mi vede crescere con il cantautorato d’autore anni 70 (per merito dei miei genitori) e poi con il rock e il dark, o comunque con una musica più ricercata di quella proposta dal mainstream. Non ho mai seguito il pop italiano (forse solo ora mi ci avvicino di più). Indie d’autore è una definizione nuova. Un tempo l’indie era di base d’autore. Oggi l’indie è pop, fatto bene o male, è solo pop. Questo credo sia un buon modo per differenziare le cose. Non saprei citarti chi può rientrare nella “categoria” perché non conosco abbastanza a fondo il panorama attuale.

Sei molto impegnata sul fronte culturale, cosa ti muove nell’organizzare serate e eventi?

Seguo un bisogno personale nel quale si identificano anche tanti altri. Abbiamo bisogno di nutrire i nostri cervelli e i nostri cuori con qualcosa di più che quattro cuoricini su instagram…

Che città è Milano culturalmente, dal tuo punto di vista?

Amo molto Milano, ci sono iniziative culturali di ogni genere. Purtrppo c’è una cultura sotterranea che stiamo abbandonando, quella voce “contro” necessaria che bisogno ascoltare e amplificare così da rendere questa città meno formale e meno omologata.

Cosa farai per promuovere il disco? Hai già in mente come lo porterai live?

Sì, al di là dei primi concerti con la band al completo, che spero riusciremo a fare data la situazione legata al Coronavirus, presenterò il disco altrove in trio o in duo avvalendomi dell’utilizzo dell’elettronica live. Chitarra, Cajon, ed elettronica.

Come procedono il romanzo e lo spettacolo?

Il romanzo a singhiozzi. Passo da momenti di fervore creativo “monopolizzante” a momenti di stasi. Ma sto scoprendo che questo per me è normale. Lo spettacolo ha una continuità maggiore perché è scritto a quattro mani con l’autore Fernando Coratelli. Devo dire che è un momento molto creativo…

Micol Martinez fin da bambina inizia a sviluppare una passione per la scrittura, all’età di 6 anni con la poesia e a 18 con il suo primo romanzo. Studia recitazione al Teatro Libero di Milano e decide di fare della musica il suo lavoro, guadagnandosi l’appellativo di “artigiana della musica” con la pubblicazione del suo cd “Copenhagen” nel 2010. Nello stesso anno si fa promotrice del movimento culturale “Milano l’è bela” ed è parte attiva nell’organizzazione di iniziative culturali sul territorio a partire dalla manifestazione di Piazza Fontana del 19 marzo 2010. Nel 2012 pubblica, invece, il suo secondo album “La testa dentro”. In quegli anni gira tutta l’Italia presentando al pubblico i suoi progetti musicali e ricevendo grande consenso dalle radio e dalla critica musicale. In seguito le collaborazioni si moltiplicano: dai primi opening act per Max Gazzè e Cristina Donà, alle produzioni con grandi musicisti come Cesare Basile, Garbo, Enrico Gabrielli, Rodrigo D’Erasmo, Alessio Russo, Roberto Dell’Era, Fabio Rondinini, Dave Muldoon, e Alberto Turra. Per circa 7 anni si cimenta anche come dj in noti locali milanesi (La Casa 139, Goganga per citarne alcuni). Nel 2016 pubblica il romanzo “Quando muori mi avvisi?” (Ed. Nuova S1). Lei e Vincenzo Costantino Cinaski, accompagnati dai due musicisti Mell Morcone e Raffaele Kohler, da sette anni organizzano il Cafè Bandini di Milano, rassegna di musica, poesia e teatro dove artisti di ogni genere salgono sul palco portando la loro sensibilità artistica. Il Cafè Bandini ha ospitato anche artisti del calibro di Vinicio Capossela, Mauro Ermanno Giovanardi e Simone Cristicchi, ma anche la magia di Walter Maffei e giovani talenti come Di Martino e Virginiana Miller. Micol sta attualmente concludendo la stesura di un nuovo romanzo e sta preparando uno spettacolo teatrale che tratterà in chiave comico-ironica temi quali il maschilismo, l’arte, la famiglia, la femminilità e la psicologia. Lo spettacolo conterrà le canzoni del nuovo disco.

Comments on Facebook

Comments are closed.