Sanremo 2020 – Il pagellone della serata cover: Rancore una conferma, Levante una delusione

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Sanremo 2020 – Il pagellone della serata cover: Rancore una conferma, Levante una delusione

Sanremo 2020 Francesco Gabbani

E’ giovedì, siamo a Sanremo e finalmente ascoltiamo canzoni belle! Dopo la due giorni in cui  gli inediti l’hanno fatta da padrone, tra stroncature e promozioni, oggi con la serata dedicata ai 70 anni del Festival di Sanremo ci siamo potuti permettere una carrellata di capolavori riarrangiati in maniera più o meno convincente.

Tra stecche, stravolgimenti d’armonia e apprezzate rivisitazioni rap abbiamo valuto le 24 cover dei big di Sanremo 2020. Ecco le nostre pagelle

Sanremo 2020 – Le pagelle della serata cover

Michele Zarrillo con Fausto Leali su “Deborah” (Sanremo 1968 – Fausto Leali e Wilson Pickett): 6

Mettere in mezzo l’interprete originario del brano oggetto di cover è un po’ un “ponciponcipoppopò”, ti piace vincere facile insomma. Però funziona e tanto basta

Junior Cally con i Viito su “Vado al massimo” (Sanremo 1982 – Vasco Rossi): 6 –

Esaltare al massimo il lato reggae del capolavoro Vaschiano non può che essere un punto a favore, stonare ogni tre per due un po’ meno. Comunque gradevole però

Marco Masini con Arisa su “Vacanze romane” (Sanremo 1983 – Matia Bazar): 6

Sembrava quasi che il big in gara fosse Arisa e che Masini fosse solo il featuring nascosto. Però la riproposizione era ben fatta, è innegabile.

Riki con Ana Mena su “L’Edera” (Sanremo 1958 – Nilla Pizzi e Tonina Torrielli): 5

Ah era una cover di Domenico Modugno? Ah era “L’Edera”? Ah.. Sanremo 2020 Piero Pelù

Raphael Gualazzi con Simona Molinari su “E se domani” (Sanremo 1964 – Fausto Cigliano e Gene Pitney) 6

Se, e sottolineo se, questa versione del capolavoro cantato da Mina non vi è piaciuta allora di musica non capite proprio nulla. In alcuna maniera in sintonia con il gusto medio del mercato musicale italiano degli ultimi anni, ma sinceramente chissenefrega

Anastasio con la PFM su “Spalle al muro” (Sanremo 1991 – Renato Zero)  6

Guardare la PFM sul palco di Sanremo ci fa battere il cuoricino e ogni giudizio diventa una semplice  conferma del nostro amore per la band più grande della storia musicale italiana. Però Anastasio potrebbe pure fassela pià a bene, sta sempre incazzato sto ragazzo, fate qualcosa

Levante con Francesca Michielin e Maria Antonietta su “Si può dare di più” (Sanremo 1987 – Gianni Morandi, Enrico Ruggeri, Umberto Tozzi): 5,5

La versione al femminile del trio vincitore nel 1987 non ci ha convinto a pieno. Ed è un peccato perché prese singolarmente le tre sono tra le migliori voci del panorama musicale italiano. Però la versione contrita di Tozzi-Morandi-Ruggeri non se po’ senti’

Alberto Urso con Ornella Vanoni su “La voce del silenzio” (Sanremo 1968 – Tony Del Monaco e Dionne Warwick): 6-

Alla Vanoni si vuole sempre bene, defaillance o meno. La loro versione non rimane nella storia della musica, ma si fa ascoltare

Elodie con Aeham Ahmad su “Adesso tu” (Sanremo 1986 – Eros Ramazzotti): 6–

Che fosse un duetto lo abbiamo capito dopo svariati ascolti, che fosse una riproposizione quasi pedissequa di un brano ormai entrato nell’immaginario collettivo lo abbiamo capito fin dal primo ascolto invece

Rancore con La Rappresentante di Lista e Dardust su “Luce (Tramonti a Nord-Est)” – Elisa): 7

Lo abbiamo già detto che Rancore è il miglior rapper italiano vero? Quindi figuratevi se il miglior rapper italiano fa una cover di un capolavoro coinvolgendo gli autori del miglior album dell’ultimo anno e il miglior produttore nostrano. Impossibile non creare un evergreen

Pinguini Tattici Nucleari super medley che va da “Papaveri e papere” (Sanremo 1952 – Nilla Pizzi) a “Rolls Royce” (Sanrmeo 2019 – Achille Lauro): 6+

Ci si aspettava i botti, gli scoppi e i triccheballacche, e invece quello che ci regalano è un mash-up ben fatto ma senza nessun guizzo particolare. Però le canzoni scelte salverebbero qualsiasi esibizione, figuriamoci la loro che era comunque perfetta

Enrico Nigiotti con Simone Cristicchi su “Ti regalerò una rosa” (Sanremo 2007 – Simone Cristicchi) 5,5

La canzone è un capolavoro, e a meno di stonarla in maniera becera riuscirai sempre a portare a casa l’esibizione. Però ecco, una rivisitazione è una rivisitazione, rifarla uguale uguale all’originale non ha così senso…

Giordana Angi con il Solis String Quartet su “La nevicata del ’56” (Sanremo 1990 – Mia Martini): 6

Lei ci mette il cuore e si sente, l’interpretazione è decisamente focalizzata la voce non delude mai. Solo che Mia Martini è un’altra cosa, o la rivoluzioni o il confronto è inevitabile. E lo perdi per forza

Le Vibrazioni con i Canova su “Un’emozione da poco” (Sanremo 1978 – Anna Oxa) 5,5

Mara Maionchi direbbe che è vietato cambiare l’armonia dei capolavori, e avrebbe pienamente ragione. E poi due band insieme risultano e risulteranno sempre dissonanti, c’è poco da fare

Diodato con Nina Zilli su “24 mila baci” (Sanremo 1961 – Adriano Celentano e Little Tony) 6 –

La voce di Antonio è troppo pulita per fare un brano di Celentano e il duetto non sembrava così assortito rispetto ad altri. Però che orchestrazione e che voce!

Tosca con Silvia Pérez Cruz su “Piazza Grande” (Sanremo 1972 – Lucio Dalla) 6 —

Com’era la questione del “ti piace vincere facile”? Ecco, se vai fuori tempo non funziona granché.. E neanche se rendi caraibico Lucio Dalla. Però che voce ragazzi

Rita Pavone con Amedeo Minghi su “1950” (Sanremo 1983 – Amedeo Minghi): 6–

Rovinare un capolavoro cantandolo insieme all’autore è davvero difficile, e nonostante ciò Rita Pavone c’ha provato fino alla fine. Fortunatamente non ci è riuscita pienamente, ma che peccato..

Achille Lauro con Annalisa su “Gli uomini non cambiano” (Sanremo 1992 – Mia Martini): 6,5

Dite quello che vi pare ma la versione di Annalisa del capolavoro di Mimì mi è piaciuta molto. E il fatto che ci fosse dietro Achille Lauro vestito da David Bowie non ha fatto altro che arricchire l’esibizione.. bravi!

Bugo e Morgan su “Canzone per te” (Sanremo 1968 – Sergio Endrigo e Roberto Carlos) 6-

Vabbè ma come si fa a non voler bene a Bugo e Morgan? A prescindere da stonature e da polemiche su tastiere non date.. due artisti che cantano un capolavoro di un altro artista. A noi ci basta

Irene Grandi con Bobo Rondelli su “La musica è finita” (Sanremo 1967 – Ornella Vanoni e Mario Guarnera): 6,5

Un brano di più di cinquant’anni fa che diventa quasi moderno.. Bravi! e poi la voce di Bobo Rondelli sembra perfetta per questa versione

Piero Pelù su “Cuore matto” (Sanremo 1967 – Little Tony e Mario Zelinotti): 7-

Canta Little Tony alla maniera di Piero Pelù, e fa centro in pieno. Peccato l’orario d’esibizione, ma con questa versione sveglierebbe anche le ottantenni in vestaglia. Il featuring con la buonanima è un colpo basso ma gli si perdona anche questo

Paolo Jannacci con Francesco Mandelli su “Se me lo dicevi prima” (Sanremo 1989 – Enzo Jannacci): 6

Ma sì, un po’ di jazz con improvvisazione cazzona a Sanremo ci sta tutto, specie se cantato alle 2 del mattino.

Elettra Lamborghini con  Myss Keta su “Non succederà più” (Sanremo 1982 – brano non in gara, Claudia Mori): 5,5

Il trash funziona se non stoni ogni tre per due. Peccato perché l’idea era anche buona

Francesco Gabbani su “L’italiano” (Sanremo 1983 – Toto Cutugno): 6+

Possiamo dire che la versione di Gabbani è meglio di quella di Toto Cutugno? Sì, possiamo.. certo che se non fa il cazzone non è contento, ma ci piace anche per quello

 

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