Sanremo 2020, le pagelle della seconda serata: bene i Pinguini, Junior Cally tanto rumore per nulla

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Sanremo 2020, le pagelle della seconda serata: bene i Pinguini, Junior Cally tanto rumore per nulla

Sanremo 2020 Elettra Lamborghini

E anche la seconda serata di Sanremo   “se la semo levata dalle palle“. Si è concluso infatti (a orari improponibili) il secondo appuntamento del Festival numero 70, con i 12 big mancanti che hanno presentato il loro inedito.

Se lo spettacolo è notevolmente migliorato rispetto alla prima serata di ieri, per quanto riguarda la qualità musicale dei brani in gara beh, non c’è nulla che ci abbia sorpreso o abbia spostato il nostro giudizio e le nostre preferenze. Tra chi non ha azzeccato pienamente l’esibizione (Piero Pelù ma anche Enrico Nigiotti) e chi ha cannato il brano da presentare (Levante e Tosca su tutti) i 12 big che si sono esibiti oggi non hanno lasciato un segno importante sulla gara, fatta eccezione per i Pinguini Tattici Nucleari e per Rancore (relegato però a tarda notte). Levante Sanremo 2020

In un turbine di noia mista a paillette ecco le nostre irreprensibili pagelle della seconda serata di Sanremo 2020!

Sanremo 2020 – Le pagelle della seconda serata

Piero PelùGigante: 6-

Arrangiamento e produzione centrata, canzone pienamente nel suo stile tra urli e chitarre. Peccato per l’interpretazione un po’ fuori fuoco: che il buon Piero si sia emozionato all’esordio sul palco dell’Ariston da concorrente?

Elettra Lamborghini –  Musica (e il resto scompare): 5+

La canzoncina è quello che è, poco tormentone e molto sud America becero. Beninteso, non che ci si aspettasse chissà che capolavoro, ma almeno un inciso su cui ballare come pazzi sui tavoli ci stava tutto e invece niente. Certo aver lasciato la voce a casa non ha proprio aiutato..

Enrico Nigiotti –  Baciami adesso: 6-

Spero che ci sia stato un problema di ritorno audio in sala stampa perché di almeno metà canzone abbiamo ascoltato qualche sbiascico o poco più. Ma sono sicuro che si sia trattato semplicemente di un disguido tecnico e che già venerdì l’esibizione sarà al livello del pezzo che, diciamocelo, è proprio un bel brano.

LevanteTikibombom: 6–

Un’esibizione che lascia un po’ interdetti: la voce c’è, è innegabile, la presenza scenica pure. Il brano invece è la tipica canzone di Levante ma di quelle che non diventano neanche singoli.. Poteva scegliere meglio per l’esordio al Festival, sicuramente nel cassetto aveva pezzi migliori.

Pinguini Tattici NucleariRingo Starr: 6,5

I Beatles sono difficili da trovare nella loro canzone (più Bennato che Ringo Starr in alcune transizioni ma fa niente) però almeno siamo nel 2020. Orecchiabile, radiofonica, arrangiata e orchestrata in maniera perfetta con una presenza scenica da veterani. Magari non vinceranno ma il podio è proprio a portata di mano

ToscaHo amato tutto: 5,5

Classe da vendere, voce precisa e pulita, mai un’imperfezione o una stonatura. Peccato che il pezzo sia in ritardo di almeno 50 anni.. Nel 1970 un posto sul podio non glielo toglieva nessuno, oggi si può aspirare al massimo al premio della critica.

Francesco Gabbani –  Viceversa: 5,5

Il problema di avere avuto un successo incredibile con un’unica canzone (one hit wonders direbbero gli anglosassoni) è che qualsiasi cosa proponi e proporrai la gente si aspetterà sempre una scimmia che balla e il tormentone ammazza radio come ritornello. Ecco, “Viceversa” non ha nulla di tutto ciò e non è neanche una perla a livello di composizione e scrittura. Ma a Francescone vogliamo sempre bene, scimmia o non scimmia

Paolo JannacciVoglio parlarti adesso: 5

Consiglio per chi costruirà le scalette della prossime serate: magari Jannacci piazzatelo prima delle 22.00, altrimenti la quota “mi ha preso una botta di sonno” comincerà a influenzare i dati dell’auditel. Non proprio moderna ecco, e nemmeno imperdibile

RancoreEden: 6+

Dal miglior rapper italiano uno si aspetta sempre il pezzone della Madonna che spacca il culo ai passeri di tutta la penisola. Invece “Eden” non arriva diretta, pur avendo uno dei testi più belli del festival. Ma al miglior rapper italiano si perdona tutto, anche un pezzo poco potente come questo.

Junior CallyNo grazie: 5+

Dopo settimane di polemiche tutti speravano in un brano incredibile, di quelli che fanno discutere, con un testo pesante come un macigno e un flow che entra in testa prepotentemente. E invece nulla di tutto ciò, sonorità miscellanee (per non dire senza né capo né coda, con rimandi palesi a Kanye West e Salml) e testo con pochi guizzi. Bah, per ora rimandato.

Giordana AngiCome mia madre: 6,5

Di certo non è una canzone radiofonica, però è una bella canzone. Le capacità di Giordana sia a livello di scrittura che di interpretazione migliorano a vista d’occhio e come se non bastasse su quel palco sembrava una veterana. Uno dei brani migliori di questo Festival, la finale a tre non è poi così lontana

Michele Zarrillo –  Nell’estasi o nel fango: 6

Quando un artista “datato” si confronta con le sonorità più contemporanee o succedono cose belle o succedono disastri. Stavolta è andato tutto bene e il buon Zarillo sorprende nonostante l’ora più che tarda. Magari la prossima volta fatelo esibire prima dell’una, sarebbe carino

 

 

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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