Sanremo 2020, i top e i flop della prima serata di Festivàl: per fortuna che c’è Tiziano Ferro

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Sanremo 2020, i top e i flop della prima serata di Festivàl: per fortuna che c’è Tiziano Ferro

Sanremo 2020 top flop

Sanremo 2020, buona la prima. Insomma, quasi buona, benino meno meno diciamo. Tra la necessità di ripararsi dalle polemiche degli scorsi giorni con la ricerca ossessiva del perbenismo e della tematica generalista (nel caso in questione, la violenza sulle donne), e la curiosità per gli inediti dei 12 big in “line-up”, la prima serata del 70esimo Festival di Sanremo viene archiviata senza picchi ma senza neanche troppi momenti bui.

Amadeus, vinta l’emozione, decide di fare “un passo indietro” seguendo la lezione di Baglioni e lascia molto spazio alle co-conduttrici (non sempre ben speso), agli ospiti (anche se Tiziano e Fiorello potrebbero essere più coinvolti nelle dinamiche dello show) e alle storie che raccontano. Certo, la sensazione che da un momento all’altro parta “I soliti ignoti” rimane sempre, ma a dirla tutta dava la stessa impressione Carlo Conti 5 anni fa, e tempo due giorni ha conquistato tutti.

Rula Jebreal e Diletta Leotta interpretano il ruolo di co-conduttrici in maniere diverse, una più televisiva l’altra più emotiva: di sicuro la Jebreal convince di più della Leotta, ma il giovane volto di Dazn avrà tutto il tempo di riprendersi sabato sera quando tornerà sul palco per la finale. Promosso a pieni voti Tiziano Ferro, che quando canta ci emoziona sempre anche cantasse il Mein Kampf; Fiorello potrebbe fare più il guastatore, ma la settimana è ancora lunga e c’è tempo per divertirsi. Tiziano Ferro Sanremo 2020

Tra l’emozionante duetto di Albano e Romina e qualche monologo soporifero ecco i top e i flop della prima serata di Sanremo 2020!

Sanremo 2020 – I top della prima serata

L’outfit di Achille Lauro

Tralasciando la canzone che comunque spacca, se vai al festival e ti presenti con una tutina aderente tutta sbrilluccicosa meriti di vincere il premio della critica, il premio del pubblico, la Milano-Sanremo ed il Roland Garros per le prossime tre edizioni. Ti si ama Laurone! (pure se la tutina te la puoi mettere te e pochi altri, a livello di merchandising non ci siamo)

Tiziano Ferro

Fatelo cantare le sue canzoni, fatelo cantare le canzoni della storia del festival, fatelo cantare l’Ape Maia e le Tagliatelle di Nonna Pina. Ma fatelo cantare H24, abbiamo bisogno della voce di Tiziano Ferro in questo mondo devastato da cantanti improvvisati

Albano e Romina (ma senza inedito)

Inutile raccontarcela, partono con “Nostalgia Canaglia”, “Ci sarà” e “Felicità”, ci si entusiasma un po’ tutti, ci tornano in mente ricordi di gioventù, ci emozioniamo e ci abbracciamo. L’inedito era evitabile, ma è sempre un piacere vederli ritornare nel mercato discografico con un nuovo singolo (e ben tornato pure a Cristiano Malgioglio)

Il Festivàl delle buone intenzioni

Apprezziamo lo sforzo, apprezziamo la voglia di trasmettere un messaggio più che fondamentale. Domani ci chiederemo se tutto ciò è solo una pezza alle gaffe dei precedenti giorni, per ora sottolineiamo il tentativo (certo Jessica Notaro la potevano far esibire prima dell’una..)

La qualità media dei brani

Anno dopo anno diminuiscono le canzoni smaccatamente inascoltabili e aumenta la qualità media. Almeno per i primi 12 brani bisogna dire che la commissione artistica ha lavorato bene. Vediamo domani se ci pentiremo di questo giudizio

Sanremo 2020 – I flop della prima serata

La giuria demoscopica

Ma si possono eliminare gli Eugenio in Via di Gioia dopo 12 minuti di Festival? Con quella che è forse la canzone più bella di tutta la kermesse, più bella anche di quella dei big? Ma scherziamo? Ma chi sono questi fruitori di musica che fanno parte della giuria o meglio, ma di quale musica sono fruitori? Senza considerare poi la classifica provvisoria dei big, con i migliori in fondo. Inqualificabili, speriamo non facciano altri danni

Gli autori della Leotta

Prima lo stacchetto calcistico, poi il monologo che lascia il tempo che trova. La sua presenza poteva essere valorizzata di più, invece ci ritroviamo a parlare di quanto sia bella. Non era questo ciò di cui aveva bisogno Sanremo 2020

Il regolamento delle nuove proposte

Quindi Fadi e gli Eugenio in Via di Gioia, dopo settimane di prove, di orchestrazioni, di comunicati stampa e interviste, dopo mesi di lavoro (non solo loro eh) se ne tornano con le pive nel sacco a casa con il Festival che neanche è cominciato. Meritavano più passaggi televisivi i giovani, questi scontri fratricidi non ci piacciono affatto

Il red carpet in mezzo alla città

La diretta in mondovisione, la prima volta in città, l’evento clou dei 70 anni del Festival: televisivamente “na cagata”, per la logistica degli spostamenti in città qualcosa di disastroso paragonabile solo alla distruzione di Dresda nella seconda guerra mondiale. Si poteva decisamente evitare

L’orario di chiusura

L’evergreen sanremese che non ci stanchiamo di sottolineare ogni volta: non si può chiudere all’una e venti di notte, c’è gente che c’ha una vita!

 

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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