Sanremo 2020, le pagelle della prima serata: promosso Achille Lauro, sorpresa Rita Pavone

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Sanremo 2020, le pagelle della prima serata: promosso Achille Lauro, sorpresa Rita Pavone

Achille Lauro Sanremo 2020

Per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia stesso festival! Come ogni febbraio siamo qui a giudicare lo show, gli outfit, i ricchi premi e i cotillon e, last but not the least, le canzoni dei big, vere protagoniste del Festival di Sanremo.

Dopo la scorpacciata di polemiche, frasi fatte e chi più ne ha più ne metta, finalmente abbiamo potuto ascoltare i primi 12 brani di Sanremo 2020, e le impressioni non sono così disastrose. Assolutamente promosso Achille Lauro, con un pezzone radiofonico e una tutina che più sgargiante non si può. Sorprende Rita Pavone, 74 anni e non sentirli, mentre si confermano Raphael Gualazzi e Anastasio. Deludono un po’ Marco Masini e Irene Grandi, rimandati Riki e Alberto Urso.

Ecco artista per artista le nostre irreprensibili pagellone! Rita Pavone Sanremo 2020

Sanremo 2020 – Le pagelle della prima serata

Irene GrandiFinalmente io6-

Vasco si sente, la voce di Irene si sente, il rock viscerale e la voglia di spaccare si sente, però.. però non convince a pieno. Tutto bello eh, ma non è quel ritornello che ti entra in testa e non se ne va più, né tantomeno il capolavoro che le firme e l’interprete avrebbero meritato. Peccato

Marco MasiniIl confronto: 5,5

Masini ritrova una dimensione più intima e meno esplosiva e purtroppo non riesce pienamente nel suo intento. La voglia di cercare sonorità più contemporanee tende a banalizzare un interpretazione che è sempre e comunque al top. Bene la volontà di sperimentare, meno il punto d’approdo

Rita PavoneNiente (resilienza 74): 6,5

Ma sì dai, abbastanza dissonante a livello di percezione (della serie, uno si aspetta di certo l’orecchiabilità, le chitarre elettriche e i riff di basso da Piero Pelù, non da Rita Pavone) ma la canzone si fa ascoltare più che volentieri. Il testo è quello che è, ma chapeau per l’interpretazione. Standing ovation più che dovuta

Achille LauroMe ne frego: 7-

Corre il rischio che corse Gabbani con la scimmia, esser ricordato come quello della tutina con le paillette e non per il brano. Sempre se possiamo chiamarlo rischio, visto i precedenti: ciliegina sulla torta, pure stavolta il pezzo entra nella testa e non se ne va più via. Ora via alla corsa al possibile brano plagiato (ce ne saranno pure cinque, ma sti cazzi) ma intanto il buon Lauro porta a casa un bel set point. Purtroppo a livello di sonorità l’autotune sia solo un lontano ricordo, o forse per fortuna..

DiodatoFai rumore: 6-

La classe è cristallina, sia come interpretazione che come scrittura. Però è assolutamente agli antipodi rispetto alle tendenze musicali degli ultimi anni, e anche se non può che essere un bene poi a livello radiofonico (e di classifica) l’argomento pesa come un macigno. Bravo, ma poteva dare di più

Le VibrazioniDov’è: 6+

Rimangono nel loro con sonorità familiari (ma comunque più smussate per venire incontro al gusto di oggi) e senza strafare per quanto mi riguarda fanno centro. Ottima l’orchestrazione (ben ritrovato Maestro Vessicchio), convincente l’interpretazione. Molte volte non c’è bisogno di spingersi oltre e sperimentare troppo e Le Vibrazioni ne sono una dimostrazione.

AnastasioRosso di rabbia: 6

Il brano è sempre un pezzone, di quelli incazzati a cui ci ha abituati. Però ecco, si poteva anche provare qualcosa di diverso a Sanremo, il personaggio contro il mondo e contro tutti a un certo punto viene un po’ a noia. Sulla composizione e sulla scrittura poco da dire, un po’ più di ricerca non guasterebbe però.

ElodieAndromeda: 6

Il tocco di Mahmood (e soprattutto di Dardust) si sente in pieno, la canzone andrà nell’airplay radiofonico fino all’ossesso, la balleremo nei club notturni e non ce la leveremo dalla testa fino ai tormentoni estivi. Elodie nel suo percorso up-tempo è sempre più convincente e l’esibizione è stata più che soddisfacente, ma non è un brano che ti fa cascare dalla sedia. Promossa ma senza lode

Bugo e MorganSincero: 6+

Probabilmente il miglior testo ascoltato stasera, e anche la linea melodica riflette la qualità degli autori. L’interpretazione ha lasciato un po’ a desiderare ma siamo sicuri che la versione incisa sia di un altro livello. La speranza è che nelle prossime serate trovino più confidenza col palco, l’esperienza è dalla loro parte

Alberto UrsoIl sole ad est: 5+

La quota “Il Volo” è la quota “Il Volo”, prendere o lasciare. Noi lasceremmo volentieri, ma Urso piace a grandi e piccini (anzi, piccine) ed è addirittura uno dei favoriti. Occhio al sole ad est, nella tripletta finale ce lo potremmo ritrovare

RikiLo sappiamo entrambi: 5

Sanremo non è Sanremo senza la smielata canzone d’amore che tutti definiremmo, per l’appunto, sanremese. Fortunatamente non è più il periodo storico per le vittorie delle canzoni sanremesi

Raphael GualazziCarioca: 6,5

E che gli vuoi dire a uno come Gualazzi? Uno che ti porta il jazz sul palco più mainstream che esista, lo colora con sonorità elettroniche e regala una canzone che ci fa volare a Cuba pur rimanendo seduti sul divano. Speriamo che nei prossimi giorni lo facciano esibire ad un orario più decente

 

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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