#AspettandoSanremo2020 – Rita Pavone non molla. Dopo 48 anni torna a Sanremo per cantare la sua “Niente (Resilienza 74)”

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#AspettandoSanremo2020 – Rita Pavone non molla. Dopo 48 anni torna a Sanremo per cantare la sua “Niente (Resilienza 74)”

RITA PAVONE

Amata, contestata, emulata, dimenticata. Una vita pubblica di picchi, tra alti e bassi che dall’intoccabile Olimpo dei divi l’hanno spesso trascinata nel fango delle polemiche, persino negli ultimi giorni. Ma lei resiste e torna a Sanremo per cantarne quattro alla società benpensante e urlare a chiare lettere “io sono ancora qua”. Dopo 48 anni dal suo ultimo festival, Rita Pavone torna sul palco dell’Ariston con “Niente (Resilienza 74)”.

Annunciata a sorpresa tra i 24 Big in gara, la Gian Burrasca della canzone italiana è carica e pronta a far sentire il suo ruggito. Settantaquattro anni e non sentirli, non fosse per quelle rughe che indossa fiera, segni visibili di anni vissuti con tenacia e “resilienza”. “74” (anni) come il numero che spicca nel titolo del suo pezzo sanremese. Torna al festival agguerrita, affrontandolo come un’occasione di rivalsa, come un trampolino da cui ricominciare. Non ha voglia di smettere Rita Pavone, ora che l’amore per la musica ha ripreso a bruciare forte, ora che ha nuovi pezzi da far ascoltare e valigie da fare e disfare subito dopo Sanremo 70 per portarli in giro per il mondo tra Argentina, Germania e Brasile. rita pavone

La sua, col festival, è stata una “relazione complicata” che non le hai mai portato grande fortuna. C’è stata nel 1969 con “Zucchero”, nel 1970 con “Ahi ahi ragazzo” e nel 1972 con “Amici mai” senza però riuscire a raggiungere in nessun caso le parti alte della classifica. E una volta è stata persino scartata, era il 1989 e il suo brano non riuscì a passare le selezioni. Nota positiva il Premio alla Carriera ricevuto al festival del 2017. Acquista ancora più valore e peso, quindi, il senso di riscatto che accompagna il Sanremo 2020 di Rita Pavone. Artista venerata più all’estero che in casa, dove ha alternato momenti di idolatria a fasi in cui l’opinione pubblica l’ha messa al bando. Ma la Pavone ha la corteccia dura, si è fatta le ossa, non si è fatta spezzare dalle critiche e ha vinto persino la sua partita con la morte in quel 2003 in cui fu operata d’urgenza per una grave ostruzione all’aorta. Dopo l’episodio, le ci sono voluti anni e la forza che le ha dato l’affetto delle persone care per tornare sulle scene. Primo grande passo che l’ha riavvicinata alla dimensione live nel 2010, ospite dell’amico Renato Zero che la volle al suo fianco nel concertone con cui festeggiò i suoi 60 anni.

Con Rita Pavone sul palco dell’Ariston salirà un pezzo di storia della canzone italiana. Il brano con cui è in gara, “Niente (Resilienza 74)” – a suo stesso dire “un gran bel pezzo” – è un uptempo dalle sonorità pop rock scritto da Giorgio Merk, figlio della cantante. Una canzone che non risparmia critiche alla società del televoto e che parla anche di orgoglio e senso di rivalsa, due tematiche che la Pavone sente cucite addosso a quanti come lei dagli “sgambetti” che gli gioca la vita sanno rialzarsi e rimettersi in piedi a testa alta. E chissà se con un pezzo così tosto presentato in una vetrina talmente in vista ed esposta ai “cecchini”, la Pavone porterà nuova burrasca tra l’opinione pubblica.

Rita Pavone a Sanremo 2020 – La scheda

Nome: Rita Pavone

Album in studio: 22 (ultimo album “Masters”, 2013)

Presenze a Sanremo: 3

Frase tratta da uno dei suoi brani: “Come te non c’è nessuno, è per questo che t’amo ed in punta di piedi entrerò nei tuoi sogni segreti” (da “Come te non c’è nessuno”, 1963)

Quota bookmakers: 50,00

Brano con cui è in gara a Sanremo 2020: “Niente (Resilienza 74)

Rita Pavone – Niente (Resilienza 74) | Testo

di G. Merk
Ed. BMG Rights Management (Italy)/
Nel mio piccolo di Rita Pavone – Milano – Morbio Superiore

Niente, qui non succede proprio niente
E intanto il tempo passa e se ne va
Meglio cadere sopra un’isola o un reality che qualche stronzo voterà
Niente, adesso non ricordo niente
Fammi sentire che sapore ha
E la mia testa sul cuscino certe notti vuoi sapere quanto male fa
Male fa, male fa (and I like it, I like it)
Male fa, male fa (yes I like it, I like it)
Non hai mai saputo spezzarmi, travolgermi
Resto qui nel fitto di un bosco
E il tuo vento non mi piegherà
Qui non succede proprio niente
Pensavo
Che ad ogni seme piantato corrispondesse un frutto
Dopo ogni fiato spezzato ricominciasse tutto
Che la parola di un uomo valesse oro e invece
Trova un amico ma non toccargli il tesoro
Niente, non ci ho capito proprio niente
Ma anche l’orgoglio si rimargina
Picchia più forte, non lo vedi che sto in piedi
Non ti accorgi che non servirà
Non hai mai saputo spezzarmi, travolgermi
Resto qui nel fitto di un bosco
E il tuo vento non mi piegherà
I love you, I love you, I love you, I love you, I love you
I love you.
Non hai mai saputo spezzarmi, travolgermi
Resto qui nel fitto di un bosco
E il tuo vento non mi piegherà
Mai più
Il vento non mi piegherà mai più
Il vento non mi piegherà
Qui non succede proprio niente

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