Road to Sanremo Giovani: Chi sono i Réclame, la band romana che strizza l’occhio alla poetica d’autore in finale con “Il viaggio di ritorno”

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Road to Sanremo Giovani: Chi sono i Réclame, la band romana che strizza l’occhio alla poetica d’autore in finale con “Il viaggio di ritorno”

Réclame

Stasera, in diretta su Rai 1 a partire dalle 21:25, la finale di Sanremo Giovani 2019 da cui conosceremo i nomi delle 8 Nuove Proposte del prossimo festival. Tra gli artisti arrivati sino all’ultima fase di selezioni per partecipare all’evento musical-mediatico più prestigioso d’Italia, la band romana Réclame col brano “Il viaggio di ritorno”.

Marco Fiore (voce), Gabriele Roia (basso), Edoardo Roia (batteria), Riccardo Roia (piano e tastiere), sono loro i membri del gruppo. Réclame o “famiglia Roia + 1”, la band ambasciatrice dei ventenni di oggi con un organico composto da 3 fratelli e 1 amico di infanzia con cui due dei “Roia bros.” si conoscono dalle elementari. Portano a Sanremo Giovani la canzone a sfondo sociale ed in effetti “Il viaggio di ritorno” si presenta a nostro avviso come uno dei brani più interessanti in gara, non solo per il contenuto ma anche per il tipo di ricerca sul sound e sulla poetica che ne regge la struttura. Reclame

I Roia e Fiore sono cresciuti nutrendosi delle influenze musicali dei genitori che li hanno svezzati a botta di classica, cantautorato italiano “d’essai” con Fabrizio De André come punto di riferimento, rock che ha fatto storia e jazz. E a noi viene da pensare ai “figli di domani” a cui mamma e papà invece faranno ascoltare Fedez e Baby K e un po’ di magone ci sale. Ma torniamo ai Réclame, il percorso di studi dei quattro ragazzi, i loro gusti e preferenze, hanno poi completato il background musicale della band arricchendolo delle tendenze più moderne dell’elettropop alla Radiohead style. Risultato: testi che ammiccano alla narratività dei giganti del cantautorato italiano ricordandoci un po’ il buon Giovanni Lindo Ferretti e Manuel Agnelli, un sound che contamina il pop con l’alternative rock e l’elettronica.

Il viaggio di ritorno” è la fotografia della società del 2000 scattata da 4 ragazzi di 20 anni che anziché postarla nelle story con hashtag e gif, preferiscono esporla nella vetrina musicale più guardata del belpaese. Parla dell’informe massa che tendiamo a rifiutare ma di cui tutti inevitabilmente facciamo parte, dell’insofferenza dei singoli a caccia di un’identità ma per cui è più forte la necessità di appartenenza, di riconoscersi in un gruppo senza però un vero “credo” e senza sentirne addosso i presunti ideali e valori. Uno dei pochi brani arrivati in finale che merita di essere ascoltato più volte, per comprenderne a fondo il messaggio. Non di certo uno di quelli che passano in radio e la prima volta che lo senti stai già con le casse sparate a canticchiarlo al semaforo. “Il viaggio di ritorno” va ascoltato, va capito.

L’avventura sanremese, come i loro colleghi, i Réclame la vivono come l’opportunità per far conoscere la loro musica a un bacino di pubblico più grande ma in qualsiasi

modo dovesse andare la finale di stasera hanno un album già pronto la cui uscita è prevista a marzo, subito dopo il festival. La curiosità di riascoltarli su altri pezzi ce l’hanno lasciata. Se a febbraio non dovessimo ritrovarli nella città dei fiori, aspetteremo comunque l’uscita del primo disco.

Sanremo Giovani – Réclame | Scheda Tecnica

Nome: Réclame

Brano con cui tentano Sanremo 2020: “Il viaggio di ritorno”

Album all’attivo: 0 ma il primo è già pronto per essere lanciato nei primi mesi del 2020

Forse li ricordate per: probabilmente vi sarà noto Gabriele Roia, bassista in precedenza di Gazzelle

Punti di forza del brano: qualità del testo e dell’arrangiamento

Réclame – Il viaggio di ritorno | Testo

Il viaggio di ritorno

è una corrente senza tempo

piena di facce qualunque ritratte sui muri

e persone per bene

senza dei grandi ideali

che sperano un giorno o l’altro

di vedere un’altra faccia allo specchio

di non essere se stesse

di non dovere camminare

a testa bassa

con gli occhi stanchi

essere una fra le voci dei tanti

che non hanno poi molto da dire

se non urlare a squarciagola

qualche frase fatta per non morire

a testa bassa

con gli occhi stanchi

essere una fra le voci dei tanti

che non hanno poi molto da dire

se non urlare a squarciagola

qualche frase fatta per cui morire

Le scarpe consumate sull’asfalto

il peso di qualche inutile affanno

le parole d’odio

sgranate con furore

i manifesti di partito senza colore

e chi ritorna irrispettabile di giorno

e detestabile la sera

chi ritorna a bere molto

e a rimanere in piedi ancora

con la fede al dito ma sempre pronto

a nuove occasionali storie d’amore

con i pugni stretti e una croce senza valore

con la speranza sotto le suole

di vedere un’altra faccia allo specchio

Ma forse è giusto così

forse è meglio camminare

a testa bassa

con gli occhi stanchi

essere una fra le voci dei tanti

che non hanno poi molto da dire

se non urlare a squarciagola

qualche frase fatta per non morire

a testa bassa

con gli occhi stanchi

essere una fra le voci dei tanti

che non hanno poi molto da dire

se non urlare a squarciagola

qualche frase fatta per cui morire

a testa bassa

con gli occhi stanchi

che non hanno poi molto da dire

a testa bassa

con gli occhi stanchi

a testa bassa

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