Da Roma a Napoli passando per Nocera Inferiore: viaggio al centro di Coez – REPORTAGE

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Da Roma a Napoli passando per Nocera Inferiore: viaggio al centro di Coez – REPORTAGE

Coez

A Roma fa freddo, fa buio presto, c’è l’allerta meteo e gli uffici pubblici rimangono chiusi: non proprio il miglior modo per concludere quest’autunno uggioso che non ci ha risparmiato con la pioggia praticamente mai. Una tempo perfetto praticamente per nulla se non per una gita fuori porta lì dove il sole c’è sempre, nel cielo nel cuore e pure nel forno: Napoli, naturalmente.

Ecco, è con questa voglia di scappare dalla capitale che me ne vado verso il PalaPartenope di Fuorigrotta, a due passi dal San Paolo, per la data napoletana del “E’ sempre bello in tour“. E’ anche il compleanno di un amica e, come cantava un altro che faceva rap e poi è passato al pop (finendo a cantare la pubblicità del cornetto..) “tutti sanno, la congrega festeggia la forza che ci unisce“. Un giro al lungomare, una passeggiata tra i presepi, la pizza fritta di Sorbillo, la margherita di Michele, le sfogliatelle di Attanasio (drammaticamente finite), una cinquantina di giorni di palestra per recuperare i carboidrati assimilati. In mezzo, incidentalmente, il concerto di Coez.

Di Coez live oramai sappiamo vita, morte e miracoli, lo abbiamo visto al PalaLottomatica o al Rock in Roma, quando cominciava appena a riempire i palazzetti e quando era già una realtà ben consolidata nel panorama musicale nostrano; rimaneva la curiosità di vederlo giocare fuori casa, fuori da quella Mamma Roma che l’ha svezzato artisticamente, prima come writer e poi come rapper, fuori dalla congrega che l’ha lanciato quasi come finalizzatore, come centravanti di sfondamento di un mondo (neanche poi tanto) sotterraneo che nella capitale muoveva già qualche numero importante nel decennio precedente. Certo, non proprio fuori casa, lui che in realtà è nato a Nocera Inferiore (pochi chilometri da Salerno, “sicuramente ci sarà qualche rivalità calcistica” chiede dal palco), ma pur sempre una location dove, per sua stessa ammissione “non ho suonato più di un paio di volte“.

Setlist sulla falsa riga degli altri concerti del tour (cinque sei canzoni più non starebbero male, il reportorio c’è, lasciare fuori “Non erano fiori” è una cattiveria), qualche stonatura che ci sta, perché dei concerti perfetti ne abbiamo piene le palle (probabilmente dovuta a qualche problema di ritorno audio), tanta gente rapita e trascinata dall’energia e dall’emozione di un concerto che, come da titolo, è sempre bello.

Chissà quanto c’è di Nocera inferiore nel successo, nei testi o nel percorso di Silvano, lui che anche nell’inflessione dialettare è ormai un romano doc, che a Mamma Roma ha dedicato un brano emozionante (ma verrà mai inciso e pubblicato?), che qui non ci ha suonato più di un paio di volte. E chissà dove finirà il suo percorso, lui che è partito dalla strada, che ancora ama ricordare durante i concerti le sue canzoni più vecchie, “sperando che anche chi non le conosca le vada a sentire“, anche se sempre di meno a dirla tutta (tutta la stagione pre Sinigallia condensata in “E invece no“, quella con cui si chiudevano i concerti tanto tempo fa), ma che ormai è pienamente dentro al pop più pop che ci sia: di qualità, che funziona, che riempie i palazzetti e spacca le radio, ma pop. Come saranno gli anni 20 di Silvano Albanese in arte Coez? Ce lo ritroveremo a cantare le canzoni del cornetto nelle torride estati dei tormentoni italiani?

Noi siamo di quella generazione che ti ascoltava nei Brokenspeakers, nun ce delude Silva’!

Coez @ PalaPartenope di Napoli – Scaletta

Mal di gola
Gratis
Faccio un casino
Catene
Vai con Dio
Forever alone
Siamo morti insieme
Domenica
Niente che non va
E yo mamma
Ninna nanna
Fuori di me
Ciao
La tua canzone
Lontana da me
Jet
Ali sporche
Mamma Roma
Vorrei portarti via / Le parole più grandi
Le luci della città
Occhiali scuri
E invece no
Aeroplani
La musica non c’è
È sempre bello
La strada è mia

Coez @ PalaPartenope di Napoli – Gallery

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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