X Factor al capolinea: Sfera non basta. Giudichiamo i giudici, edizione 2019 vs 2018

Brunori Sas
Brunori Sas torna con “Per due che come noi”, il singolo che anticipa l’album “Cip!”
11 dicembre 2019
Galeffi
“America” è il nuovo singolo di Galeffi che anticipa il suo secondo disco di inediti
12 dicembre 2019

X Factor al capolinea: Sfera non basta. Giudichiamo i giudici, edizione 2019 vs 2018

X Factor

Siamo alle battute finali per X Factor 13: domani, giovedì 12 dicembre, andrà in onda la finale. Ultimo capitolo di un’annata pressoché dimenticabile. Ed è tempo di bilanci, di valutare quanto è stato fatto e cosa ne sarà del talent show canoro di Sky. Ci avevano promesso “un’edizione allegra” e gli avevamo quasi creduto, peccato che poi le attese sono state miseramente disilluse e gli ascolti ne sono l’eclatante dimostrazione. Non c’è live dell’edizione in corso che abbia superato, o perlomeno eguagliato, i numeri registrati nel 2018.

Basti pensare alla prima serata, quella che – in teoria – insieme alla finale dovrebbe attirare più pubblico, andando a pescare anche la fetta di spettatori che XF non se lo sono mai inculati. Bene, se nel 2018 erano circa 1.16 milioni a seguire il live d’esordio del talent, l’edizione corrente ne ha registrati invece appena 736 mila. Oltre 300 mila persone in meno che hanno trovato di meglio da fare in quell’anonima serata di fine ottobre. E la situazione è andata solo peggiorando, con gli ascolti in caduta libera. La serata degli inediti quest’anno ha catturato solo 782 mila spettatori rispetto agli 1.19 milioni che l’hanno vista nel 2018. Non ha fatto meglio la semifinale, 746 mila contro i circa 1.34 milioni in media dello scorso anno. Facendo statistiche spicciole, stentiamo fortemente a credere in una remuntada della finale dando per scontato che non potrà neanche lontanamente competere con i numeri della scorsa, la più vista di sempre coi suoi 2 milioni e 824 mila spettatori medi.

Qualcosa è andato storto, “cosa” nello specifico spetterà ai dirigenti Fremantle e Sky valutarlo. X Factor è un programma che va avanti da anni e che per godere di buona salute deve fare l’impresa di rinnovarsi stupendo e dando ogni volta qualcosa in più, esattamente quel qualcosa che all’edizione 13 è mancato. Non è facile come non lo è ripartire con 3 giudici su 4 alle prime armi con la tv. È da loro che dipende in buona misura il successo dell’edizione: dalla loro affabilità, dalla famigerata “attitude” che cercavano nei concorrenti e invece è stata assente proprio nel quartetto di giudici di quest’anno, dalla loro capacità di tenere banco e far lavorare bene le proprie categorie. Divertiamoci allora a vestire per qualche minuto i loro panni, giudicando i giudici in una sorta di battle tra edizione 2019 ed edizione 2018, con “scontri” 1 a 1 tra i vari componenti del team attuale e dello scorso: Sfera Ebbasta vs Fedez, Samuel Romano vs Manuel Agnelli, Malika Ayane vs Lodo Guenzi. Ok, Mara Maionchi resta sempre Mara Maionchi ma scindiamola nella Mara del 2018 e in quella del 2019 e vediamo che succede e quale edizione delle 2 merita effettivamente “4 sì”.

XF giudichiamo i giudici: Mara Maionchi 2019 vs Mara Maionchi 2018 

Gli dei nuovi e quegli antichi sempre la benedicano perché basta la sua presenza per portare una boccata d’aria al talent. Il calo, però, c’è e lo dicono anche i risultati: dopo aver chiuso per due anni di fila lo show da giudice vincitrice, quest’anno arriva alla finale con zero concorrenti. Passano gli anni e zia Mara sembra sempre meno motivata, specie nell’ultima edizione. Lecito che si sia anche un po’ rotta i coglioni di fare il giudice ma certo è che se dovesse dare forfait per la prossima edizione, non riusciamo a immaginare quale sarà il destino del talent. Meno brillante, più spenta e più stanca persino del suo Over Eugenio Campagna, penalizziamo la Maionchi rispetto allo scorso anno sia sul versante “scelta squadra” che su “televisività” e “commenti memorabili”. Nel primo caso, ci è dispiaciuto che non si sia portata ai live il pianista Gabriele Troisi. Ha fatto meglio invece, a nostro giudizio, sul fronte “assegnazioni”. “Another brick in the wall” dei Pink Floyd data lo scorso anno ad Anastasio è già storia, ma in questa edizione ci ha stupito ancora di più la scelta di affidare “Old town road” di Lil Nas X a Nicola Cavallaro e “Una buona idea” di Niccolò Fabi a Eugenio Campagna. Mara, non te ne andare.

XF giudichiamo i giudici: Malika Ayane vs Lodo Guenzi 

Ci eravamo lamentati di Lodo, che dire della Ayane? Il “ricciolino” l’anno scorso per la “squadra” s’era ritrovato il piatto già pronto, “ai fornelli” Asia Argento, e non lo consideriamo. D’altro canto, alla luce dei percorsi che ha fatto fare ai suoi, non perdoniamo alla Ayane di aver lasciato a casa Michele Sette. Tasto dolente anche quello delle “assegnazioni”. Premiamo Lodo con la sufficienza per aver fatto cantare ai Red Bricks Foundation la “Thoiry” di Achille Lauro feat. Gemitaiz. Ok, poi sono usciti ma almeno lasciandoci il ricordo di una bomba d’esibizione. Quanto alle “assegnazioni” della Ayane, non ne abbiamo parlato già abbastanza? La cantautrice non supera Guenzi neanche in “televisività” – e Guenzi è quello della “lodorrea”, non dimentichiamolo. Tolto il piacere di immaginarci ogni tanto che ci fosse Lady Gaga quest’anno tra i giudici di X Factor Italia, Malika non ha brillato. Peccato, dalle audizioni ai bootcamp c’era piaciuta ma in diretta non ha funzionato. Sorrisi plastici, sempre tesa e schiacciata dalla pressione di fischi e critiche. Meglio Lodo Guenzi che, pur rimanendo sempre nel suo senza mai attaccare briga coi colleghi, ci è piaciuto proprio per questo e per aver speso parole buone per tutti.

XF giudichiamo i giudici: Sfera Ebbasta vs Fedez 

Doveva essere il valore aggiunto di questa edizione, “il personaggio” che avrebbe garantito al talent un seguito più giovane e invece Sfera non è bastato. Ci mancherebbe, è stato comunque meglio di un calcio negli stinchi ma il confronto con Fedez non regge. Il trap boy di Cinisello rischia di chiudere la sua prima (e ultima?) presenza a XF da giudice vincitore ma, insomma, ritrovandosi a capo della categoria più forte (le Under Donne) e con un talento fuori dal comune come quello di Sofia Tornambene, un suo trionfo non sarebbe da considerarsi un colpaccio. Nulla da ridire sulle “assegnazioni”. Sfera supera di gran lunga quelle fatte da Fedez nella sua ultima edizione, in cui si è distinto più per scazzo che per aver centrato i brani. Non diamo al Ferragnez l’insufficienza solo perché negli ultimi live, capiti gli errori commessi con Naomi Rivieccio, riuscì a cambiare il destino dell’interprete facendola arrivare sino alla finale. Quanto ai “commenti” non c’è storia. L’ironia di Fedez, la sua arguzia e preparazione non sono paragonabili agli interventi di Sfera che, per carità, in molti casi ci ha preso ma ci lascerà solo il ricordo di “hai spaccato” e “grande, frate’”.

XF giudichiamo i giudici: Samuel Romano vs Manuel Agnelli 

Lo ammettiamo: Manuel occupa un posto preferenziale nella nostra classifica di migliori giudici di ogni edizione. Ci è dispiaciuto doverlo salutare, ma Samuel nonostante non sia stata una vera e propria rivelazione ha lavorato comunque a dovere. Si è fatto ben volere dai suoi Gruppi, li ha trainati il più avanti possibile ed è l’unico giudice ad essere arrivato alla finale di XF con due band. Onore al merito. Ne abbiamo apprezzato le “assegnazioni”, affidare Morricone alla Sierra parla per tutte. Meno bene il Manuel dello scorso anno, l’esibizione di Martina Attili su “Material Girl” di Madonna ancora torna a tormentarci la notte. Sempre impeccabile, però, nei “commenti”. Il leader degli Afterhours e il suo black humor battono la timida verve del frontman dei Subsonica.

Alla vigilia della finalissima di X Factor 13 aspettiamo di scoprire quale sarà il futuro del talent e quali giudici occuperanno le “4 sedie” del talent di Sky. Voi, chi ci vorreste vedere?

Comments on Facebook

Comments are closed.