Dell’impossibilità (o quasi) di vincere X Factor da favoriti

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Dell’impossibilità (o quasi) di vincere X Factor da favoriti

X Factor 13

Ti sei accorta anche tu che siamo tutti più soli, tutti col numero dieci sulla schiena e poi sbagliamo i rigori..” canta Cesare Cremonini nella stupenda “Nessuno vuole essere Robin“, magistralmente impressa sulle luminarie di via d’Azeglio a Bologna per questo Natale speciale. E l’avrebbe cantata anche Eugenio Campagna in arte Comete (o come_te) se solo avesse superato la prima manche della semifinale di X Factor 13, andata in onda su SkyUno ieri sera. Invece il buon Comete non solo non ha superato la prima manche, ma ha anche perso (ai punti e senza andare al tilt) nel ballottaggio contro i Booda, tornando mestamente a casa dopo due mesi di titoloni, tweet, visualizzazioni sui video e streaming su Spotify. Sofia, Sierra, Davide e Booda per l’appunto i quattro finalisti dell’edizione numero 13, con Mara Maionchi che dopo due anni di trionfi affronta la finale senza concorrenti.

Nessuno vuole essere Robin” certo, ma nessuno vuole essere anche il favorito d’obbligo, specie se stiamo a X Factor. Le pressioni mediatiche, le responsabilità che crescono, le etichette che pregustano e cominciano a programmare investimenti, le parole analizzate millimetro per millimetro per poterle poi utilizzare contro. E la gara naturalmente, che più si avvicina alla finale più riesce a far emergere antipatie, vis polemiche, giochini strategici tra i giudici di tutte le età e di tutte le edizioni. A X Factor da favoriti non si vince, e se non è una regola poco ci mancaLorenzo Licitra

Se lo ricordano bene i Maneskin, super stra favoriti nell’edizione 2017, una roba da scommetterci tutti i risparmi di una vita. Vince Lorenzo Licitra, il grande, irreprensibile Lorenzo Licitra, e i bookmakers di tutto il mondo festeggiano. Ma nella lunga storia di X Factor Italia gli esempi sono ben numerosi.

Si parte fin dalla prima edizione, annata 2008, Giusy Ferreri con la vittoria già in tasca e gli Adam Quartet sul gradino più alto del podio a fine serata; alla stessa maniera nell’anno successivo Matteo Becucci sbaraglia tutti i pronostici e batte i Bastard Sons of Dioniso, ben più quotati come scriveva Renato Franco sul Corriere.

Nell’ultima edizione trasmessa dalla Rai la vincitrice Nathalie non è neanche nel lotto dei possibili finalisti (“Meno quotate le vittorie di Ruggero, dei Kymera e di Nathalie.commentava davidemaggio.it) e nella prima di Sky la musica non cambia: fino alla sera della finale la favorita degli scommettitori è Antonella Lo Coco (lo titola pure Lazzaro Langellotti su Fanpage), alla fine vince Francesca Michielin.

Dal 2015 ad oggi poi solo sorprese: Giosada che sbaraglia i favoritissimi Urban Strangers (addirittura quotati 1,20 come ricorda BlastingNews, neanche la Juve in casa), i Soul System nel 2016 che all’inizio del percorso sono i più papabili ad uscire (quotati a 20, sotto di loro solo Loomy a 33 scriveva Giulio Pasqui su SoundsBlog) e che anche alla vigilia della finale seguono Gaia e Roshelle nelle classifiche dei bookmakers (salvo poi trionfare) e naturalmente i già citati Maneskin nel 2017. Con una menzione a metà per Anastasio, favoritissimo già dal quarto live l’anno scorso ma che al principio dell’avventura cede il passo a quelle che tutti indicano come le probabili vincitrici dell’edizione, i talenti di Manuel Agnelli Sherol e Martina Attili.

Poi c’è chi ha portato a casa la vittoria pur essendo il favorito della vigilia: Marco Mengoni nella terza annata (come scriveva Debora Marighetti su Blogo), Chiara Galiazzo nella sesta (articolo di Angela Leucci su DireDonna), Michele Bravi nella settima (testimonianza su today.it) e Lorenzo Fragola nell’ottava (Gianni Poglio su Panorama). Tutta gente che poi qualche soddisfazione nell’industria discografica se l’è tolta: non ce ne voglia Eugenio, forse tutta gente di un’altra categoria.

E ora, per la finale di quest’anno, la favorita diventa Sofia, con i streamatissimi Sierra ad un’incollatura. Quindi, ça va sans dire, vincerà Davide Rossi. Il grande, irreprensibile, Davide Rossi.

 

 

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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