Ho cantato Calcutta sul palco di X Factor ma era solo per litigare

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Ho cantato Calcutta sul palco di X Factor ma era solo per litigare

X Factor 13

Non volevo far festa, mi serviva un pretesto.. Ma in verità c’è qualcosa di più dietro la battuta a vuoto di Eugenio Campagna in arte Comete nel sesto live di X Factor 13 andato in onda ieri su Sky Uno, serata che ha visto l’eliminazione di Giordana Petralia (e chi se lo sarebbe mai aspettato) e di Nicola Cavallaro (già contattato dai legali di Simon e Garfunkel per la sua versione di “The Sound of Silence“).

C’è la stanchezza di un programma che da qualche anno va avanti per inerzia reggendosi di volta in volta sui talenti della cucciolata (Maneskin e Anastasio, per non fare nomi) talenti che (e qui siamo alle note dolenti) mancano terribilmente quest’anno, per quanto possiamo menarcela con la modernità della Sierra, con l’energia dei Booda o con la classe di Sofia. X Factor 13

C’è la stanchezza di Eugenio, come candidamente ammesso dallo stesso e l’avesse mai fatto visto lo sdegno provocato. Un onesto mestierante della musica pompato a dismisura per aver scritto frasi come “ed io che sono qua nel letto solo con le buste di Glovo, che se poi esco magari ti trovo con la testa da un’altra parte“, non proprio De André ecco, che ora viene massacrato dagli stessi che lo pompavano fino a ieri, un tipico caso italiano.

C’è la stanchezza di Mara, che con una doppia assegnazione suicida ci vuole probabilmente comunicare in maniera inconscia quanto si sia rotta i coglioni di fare la giudice: su Cavallaro spero si esprima la magistratura perché nulla rimanga impunito, mentre per quanto riguarda Calcutta beh, chiunque l’abbia portato sul palco del talent di Sky è tornato a casa con la coda tra le gambe, insieme ad Adele l’interprete killer di queste edizioni. Che ce la potesse fare Comete era una speranza vana.

Chi invece mai e poi mai ci stancherà è Anastasio, che zitto zitto quatto quatto ha tirato fuori un singolone che seppur poco radiofonico vale la pena ascoltare, che sta studiando per andare a Sanremo quest’anno e per cominciare un po’ a riempire i live e che speriamo continui in una carriera che merita. Menzione anche per Sofia, che non sarà Carmen Consoli ma il suo lavoro lo fa più che bene, e per la Sierra, anche se solo chi vive in un altro mondo può reputare modernissima una cosa che la Lovegang faceva 4 anni fa. Bravo Samuel tra i giudici, mentre a Malika verrebbe naturale darle ragione su tutto, poi uno ripensa alle sue assegnazioni e l’effetto non può che essere di straniamento.

Per concludere avevo deciso di seguire questa puntata bevendo uno shottino ogni volta che Sfera Ebbasta avesse detto “hai spaccato“, ma dopo un’ora ero ancora sobrio e sono andato a vedere il concerto di Gio Evan. Ecco, tra gli stanchi mi ci metto anche io, insieme a tanti altri spettatori: fateci risvegliare, dateci una botta di vita!

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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