Assomusica alla Milano Music Week tra microcredito, biglietti nominali e note stonate

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Assomusica alla Milano Music Week tra microcredito, biglietti nominali e note stonate

Assomusica

ASSOMUSICA, l’Associazione di Organizzatori e Produttori Italiani di Spettacoli Musicali dal Vivo, è tra le protagoniste nell’ambito della Milano Music Week, con i primi appuntamenti di questa terza edizione della manifestazione. Si sono svolti venerdi e sabato due incontri importanti, il primo nell’elegante location della Terrazza Martini dal titolo “Il Microcredito: strumento di inclusione e sviluppo del territorio”, che ha analizzato una delle principali problematiche nel settore dello spettacolo dal vivo: la difficoltà di accesso al credito come elemento ostativo alla realizzazione di eventi che, potenzialmente, avrebbero un importante ritorno dal punto di vista culturale ed economico per i territori e la possibilità, per il settore della microfinanza, di porsi come invece come un efficace strumento contro l’esclusione finanziaria e sociale. Il secondo “Biglietto Nominale: una nota stonata”, ha invece avuto luogo presso l’Auditorium MMW Spazio B, (BASE Milano) nell’ambito del Linecheck Music Meeting and Festival

Assomusica – Il Microcredito: strumento di inclusione e sviluppo del territorio

All’incontro sono intervenuti il Presidente di Assomusica Vincenzo Spera, il Presidente AGIS lombarda Nicoletta Rizzato, Silvia Costa, già Parlamentare europea, il Presidente Ente Nazionale per il Microcredito Mario Baccini, il Presidente Federculture Andrea Cancellato, e il Direttore Fidicomet Leonardo Marseglia. Ha moderato l’incontro il giornalista Andrea Biondi.

La musica live è da sempre una delle espressioni artistiche più apprezzate dagli spettatori e l’Italia rappresenta non a caso il sesto mercato più importante al mondo in questo settore, dopo Stati Uniti, Germania, Giappone, Regno Unito e Francia, con un volume di affari che si attesta sui 500 milioni di euro nel 2018. Nel comparto degli spettacoli di musica dal vivo operano oltre 1.110 imprese e sono impiegati direttamente oltre 36.000 occupati. Per ogni euro pagato al botteghino per l’acquisto di un biglietto si generano 1,50 euro di spesa diretta, relativa cioè a ristorazione, alloggio e trasporti locali, che restano sul territorio in cui ha avuto luogo l’evento live.

Il tema dell’accesso ai finanziamenti in questo senso è centrale: oltre la metà delle imprese ricorre infatti a finanziamenti bancari, molte ricorrono a sponsorizzazioni private. Ma servirebbero strumenti finanziari adeguati e specifici. Il microcredito in questo senso ha registrato un risultato positivo di 2,43 posti di lavoro generati in media nel medio periodo da ogni singola operazione, per un totale di 311 milioni di euro di finanziamenti erogati dal 25 maggio 2015 al 30 settembre 2019.

«Come Assomusica registriamo una crescita di settore che si è attestata dal 2012 sull’8% annuo, da settembre 2018 a settembre 2019 registriamo una crescita addirittura del 25%, laddove in Inghilterra la crescita si è attestata sul 10% – dichiara Vincenzo Spera, Presidente di Assomusica, in apertura dell’incontro – Quello della musica live è un settore che ha bisogno di essere aiutato nel rapporto con chi potrebbe farlo crescere ancora di più. La cultura è l’unica infrastruttura che l’Europa non ha perso e pertanto va preservata ad ogni costo. D’altra parte è indubbio che chi fa credito ha difficoltà a comprendere un settore come quello della musica dal vivo, fondato su attività labili che nascono dalla creatività. Mancano soprattutto strumenti specifici che facciano da anello di collegamento tra le varie possibilità a cui le imprese possono accedere. Questo è il punto fondamentale oggi: avere delle possibilità per far crescere chi crea».

«Un microcredito ben articolato può certamente fornire uno strumento che rispettando gli obiettivi europei, come sostegno alla creazione, crescita, sviluppo, fornisce alle imprese culturali effettivi strumenti volti ad un’azione di consolidamento – aggiunge Nicoletta Rizzato, Presidente AGIS lombarda – per diventare più solidi e più pregnanti sul tessuto nazionale e internazionale. Questi strumenti rappresentano un fattore di crescita per le nostre imprese, che devono poter essere usati con semplicità ma al tempo stesso con parametri definiti e attinenti alle specifiche esigenze delle nostre attività».

«Con il programma Europa Creativa già dal 2014 abbiamo messo a punto un nuovo strumento finanziario europeo di garanzia agli istituti finanziari nazionali che fanno credito o danno prestiti al settore così complesso e così resiliente del mondo dell’impresa culturale e creativa – commenta Silvia Costa – Nella nuova programmazione 2021/27 questo strumento di garanzia europea a chi credito nel settore in cui rientra la musica live confluirà nel nuovo Programma InvestEU insieme a tutti gli altri fondi di garanzia con un budget di 15,5 miliardi che dovrebbero generarne 40. Uno strumento che sfianca due novità del nuovo Europa Creativa 2021/27, ovvero la nuova linea di finanziamento dedicata alla musica e il nuovo programma di mobilità europea e internazionale di artisti e professionisti culturali. Il fondo di garanzia dedicato a questo settore è stato quello che in questi anni ha meglio operato. Tuttavia nessuna banca italiana ad oggi ha aderito, attraverso una convenzione con il FEI (Fondo Europeo per Gli Investimenti), a questo nuovo strumento, salvo la Cassa Depositi e Prestiti. Lancio un appello alle banche ma soprattutto alla rete italiana del microcredito ad avere maggiore coraggio e una maggiore attenzione rispetto a questo ambito.».

«Grazie al microcredito per l’impresa in Italia nell’ultimo triennio sono nate 13 mila nuove imprese. L’Ente Nazionale per il Microcredito è in grado di operare con caratteri di “trasversalità” rispetto ai diversi soggetti beneficiari ed ai diversi settori di riferimento, potendo raggiungere non solo il tradizionale pubblico della microfinanza (cioè i soggetti più marginalizzati della società), ma un vasto bacino di aree e di beneficiari chiave, ivi inclusi quei soggetti, quali ad esempio i creatori di imprese ad alto contenuto tecnologico e culturale – dichiara Mario Baccini, Presidente dell’Ente Nazionale per il Microcredito, che aggiunge: – infatti l’impresa culturale rientra a pieno diritto in questo ambito e si propone come modello per lo sviluppo di attività di microimpresa che esaltino quelle capacità straordinarie ed esclusive dei professionisti del settore artistico: dai musicisti, agli showmen/women, agli artigiani, alle maestranze cinematografiche, musicali, creative, agli imprenditori che insistono in tutto l’ambito creativo e musicale. L’Italia, da sempre è il Paese dei geni musicali, degli artisti, degli impresari e di coloro che amano l’arte e operano attraverso di essa facendone una professione. Per questi professionisti della cultura, il microcredito può essere una risorsa utile ad avviare un’impresa senza garanzie reali ma con una idea che porti alla creazione di un’attività sana e produttiva».

La connessione tra turismo e cultura pone le città italiane a un buon livello nel confronto internazionale, lo stesso non si può dire del legame tra cultura e benessere complessivo dei cittadini, che vede il nostro Paese indietro. Per accrescere la ricchezza generata dalle imprese culturali occorrerebbero maggiori investimenti.

«La possibilità di crescita per le imprese culturali, dello spettacolo e non solo, e quella di aumentare le proprie capacità operative dipendono molto dalle opportunità di investimento e quindi di accesso al credito – dichiara a questo proposito il Presidente Federculture Andrea Cancellato – come dimostra una ricerca di Intesa Sanpaolo, che abbiamo ospitato nell’ultima edizione del Rapporto Annuale di Federculture, le imprese del settore sono realtà sane e vitali che aspirano ad investire, ma sono frenate dalla mancanza di strumenti finanziari adeguati e di interlocutori qualificati, in grado di rispondere alle loro specificità. Noi auspichiamo che sempre più si affinino gli strumenti di sostegno a questo settore, che rappresenta una grande risorsa per il Paese, anche nell’ambito dell’accesso alle fonti finanziarie, così come in quello della fiscalità che, come abbiamo proposto anche in emendamento alla manovra di bilancio in discussione, dovrebbe prevedere delle norme di vantaggio per le imprese della cultura a partire dai decreti attuativi della normativa sulle imprese culturali e creative (introdotta con Legge Finanziaria 2018)».

Come spiega il Direttore Fidicomet Leonardo Marseglia: «I Confidi sono soggetti deputati per funzione e prossimità ad essere interlocutore ottimale per le micro e piccole imprese. Un Confidi non è solo facilitatore e agevolatore di credito, ma è un vero e proprio “tutor” per le M-PMI nella assistenza finanziaria di base: come sistema dei Confidi di Confcommercio abbiamo dato vita a MeritodiCredito.it, un PORTALE di EDUCAZIONE FINAZIARIA per M-PMI, uno strumento semplice e di facile consultazione (anche su mobile) che vuol rendere gli Imprenditori più consapevoli della necessità di gestire nel continuo i rapporti con le Banche, della necessità di presentarsi adeguatamente ai soggetti Finanziatori, della (ormai) assoluta rilevanza delle numeriche d’impresa, della (ormai) assoluta impossibilità a rinunciare ad un supporto alla «funzione finanza» d’impresa. Benvenuti a bordo. #MeritodiCredito.it per la inclusione finanziaria».

Assomusica – Biglietto Nominale: una nota stonata

Durante l’incontro sono intervenuti Vincenzo Spera Presidente di Assomusica, Sergio Battelli Deputato, Presidente Commissione Politiche UE – Camera dei Deputati (M5S), Riccardo Grassi Direttore di Ricerca presso SWG e Stefano Lionetti CEO TicketOne. Ha moderato l’incontro il giornalista Renato Tortarolo.

«Abbiamo voluto questo incontro non per scatenare polemiche ma per favorire un confronto proficuo, a prescindere dalle posizioni di ciascuno dei presenti – dichiara in apertura il Presidente di Assomusica Vincenzo Spera, che, al fine di contestualizzare il fenomeno del Secondary Ticketing, aggiunge: – Storicamente ci siamo occupati, ed io in prima persona bussando alle porte di SIAE, Agenzia delle Entrate e Finanza, di sottoporre alle istituzioni la problematica della vendita di biglietti non conforme alle regole di una deontologia professionale. La risposta che abbiamo ricevuto è sempre stata negativa. Il 14 ottobre 2016 abbiamo presentato un emendamento, inserito nel Decreto Fiscale, che tuttavia è stato bocciato. Subito dopo è scoppiato il noto scandalo del servizio realizzato dalle “Iene” che rese a tutti evidente il problema del bagarinaggio online, creando un forte movimento di opinione. Tuttavia sussisteva un grave problema: all’epoca tutti erano in grado di rivendere i propri biglietti a dei prezzi diversi da quelli ufficiali, compresi gli organizzatori dei concerti e gli artisti, poiché non esisteva una legge che lo vietasse. È in questo momento che l’allora Ministro Franceschini riprese l’emendamento da noi proposto, rivisto insieme a SIAE e portato nella legge Finanziaria del 2017. Dall’1 gennaio al 31 dicembre 2017, nonostante la legge, lo Stato non ha applicato come avrebbe dovuto i provvedimenti contro questa dannosa prassi, mentre, d’alta parte, gli organizzatori e tutti quei soggetti prima coinvolti nella vendita secondaria di biglietti hanno smesso del tutto di dedicarsi a tale prassi. Su questo quadro generale, si innesca la nuova norma sul biglietto nominale del Presidente Battelli, inserita nella Finanziaria del 2018, che da norma generale, è stata poi ristretta ai soli organizzatori di eventi di musica popolare contemporanea, escludendo però altri soggetti come l’Arena di Verona o altre forme di spettacolo. Dal mio punto di vista la funzione di questa norma, invece che punire i responsabili del bagarinaggio, crea soltanto problemi al pubblico e agli organizzatori, per la quantità di risorse che devono impiegare».

L’Associazione torna così a porre l’accento su tutte le contraddizioni di una nuova normativa, che, stando anche ad una recente ricerca realizzata dall’Istituto SWG, sembra molto lontana dal risolvere il problema del bagarinaggio online.

A questo proposito, Riccardo Grassi, Direttore di Ricerca presso SWG, dichiara: «L’indagine SWG evidenzia come la passione per i propri cantanti e gruppi preferiti spinga spesso i fan a cercare i biglietti dei concerti attraverso tutti i canali possibili. Il 44% di acquista i biglietti all’ultimo minuto li cerca da canali non ufficiali, spesso senza badare al prezzo di vendita. Al momento dell’acquisto on line, inoltre, meno del 40% degli intervistati sa distinguere rivenditori ufficiali da siti di Secondary Ticketing che, spesso, compaiono ai primi posti nei motori di ricerca. SWG ha condotto una simulazione d’acquisto per 8 dei maggiori concerti previsti per i prossimi mesi, per i quali sarà richiesto il biglietto nominale. In tutti i casi la disponibilità di biglietti su siti di Secondary Ticketing si è rivelata ampia, con prezzi fino a 11 volte superiori a quelli originali».

«La norma va sicuramente capita e rodata, come accade per tutte le nuove norme che entrano in vigore – replica l’On. Sergio Battelli – È vero anche che sulla Legge per il contrasto del Secondary Ticketing c’è un accanimento senza precedenti. Credo ci sia bisogno di altro tempo prima di poter cominciare a pensare ad una soluzione diversa. Trovo anzi che sia pretestuoso dare ad una norma la colpa dei disagi che si sono verificati in occasione del primo concerto con biglietto nominale obbligatorio».

Di diverso parere sono invece alcuni esponenti di altre forze politiche che, seppure non presenti all’incontro, hanno fatto pervenire il proprio contributo.

In un appunto sul tema, l’On. Guido Germano Pettarin, Deputato, Componente Commissione Politiche UE – Camera dei Deputati (FI) sottolinea come: «Siamo di fronte ad un eccesso di legiferazione: per sanzionare il fenomeno del “bagarinaggio online” è stata colpita tutta la filiera dello spettacolo musicale, dal pubblico agli organizzatori di eventi, che non trae alcun beneficio da quanto disposto. Sarebbe necessario tornare a ragionare sul tema e ammettere onestamente che la normativa sul biglietto nominale non coglie l’obiettivo, che è quello di combattere i siti che acquistano massivamente biglietti online per rivenderli a prezzi maggiorati».

Dello stesso parere il Senatore Roberto Rampi, Componente Commissione Industria – Senato (PD), che attraverso un video contributo dichiara: «Credo sia il tempo di prendere atto che questa norma non serve e crea solo problemi ai cittadini invece di combattere veramente il bagarinaggio. Il mondo della musica e dei concerti è un grande momento di divertimento e di aggregazione, un pezzo importante dell’economia, che ha bisogno di semplificazioni e non di ulteriori complicazioni».

Simona Malpezzi, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (PD), in collegamento telefonico, aggiunge: «Partendo dal fatto che la lotta al bagarinaggio ci vede tutti compatti, riteniamo che vi sia la necessità di trovare una soluzione per non penalizzare tutti coloro che lavorano nel settore della musica dal vivo, i quali vengono di fatto danneggiati dal biglietto nominale. Bisogna piuttosto pensare ad un confronto sereno tra le parti politiche per trovare una soluzione che sia veramente efficace contro il fenomeno del bagarinaggio online».

Dopo l’introduzione della nominatività il pubblico non ha sin qui ridotto gli acquisti per gli eventi, tuttavia le problematiche agli accessi sono del tutto evidenti – dichiara Stefano Lionetti, CEO TicketOne – Dopo pochi eventi sono chiare le difficoltà nel garantire la regolarità degli accessi nonostante un impiego massiccio di risorse che non potrà essere garantito sempre e dovunque. Nel frattempo, i siti di secondario hanno automatizzato la raccolta dei dati degli spettatori e sono tranquillamente in grado di garantire biglietti correttamente intestati anche nei casi di vendite a prezzo maggiorato facendosi beffe della legge e di tutti coloro che per motivi personali o per incomprensioni si trovano invece con un biglietto irregolare all’accesso. La vera soluzione non è il biglietto nominativo, ma la rigorosa applicazione della legge ripetutamente richiesta da TicketOne e da altri operatori con un esposto e con continui solleciti alle autorità. Nel frattempo, TicketOne ha lanciato sul proprio sito la piattaforma etica di rivendita fanSale dove sono garantiti il prezzo originale e l’autenticità del biglietto a prescindere dalla nominatività dello stesso».

In conclusione dell’incontro Assomusica ha presentato un documento, realizzato su dati estrapolati dall’ “International Ticketing Yearbook 2019”, che analizza il fenomeno del Secondary Ticketing e i modi attuati dai diversi governi per contrastarlo in 20 paesi europei ed altrettanti nel resto del mondo.

«Molti paesi hanno legiferato contro il fenomeno del Secondary Ticketing, ma nessun Paese al mondo ha introdotto per Legge la nominalità dei biglietti» conclude Vincenzo Spera. «In base a tutte le analisi qui rappresentate e ai dati raccolti, l’unica via praticabile per contrastare il fenomeno del bagarinaggio è quella di ammettere la possibilità, come già accade in Germania e in altri paesi europei, di imporre delle regole ai siti di Secondary Ticketing e applicare alla rivendita dei criteri ben chiari e dei limiti precisi di sovrapprezzo».

Dopo aver ascoltato i vari studi e le tesi presentate dagli altri, il Presidente Battelli si è detto disponibile a costituire un tavolo tecnico che possa migliorare la norma e trovare comuni soluzioni per rendere tale norma più efficace contro chi opera al di fuori dei sistemi di biglietteria ufficiali.

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