“La Differenza” di Gianna Nannini, l’album che riparte dalle origini ignorando le mode

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“La Differenza” di Gianna Nannini, l’album che riparte dalle origini ignorando le mode

Gianna Nannini

Foto di Daniele Barraco

Un disco vero, autentico, ruspante che riprende un discorso interrotto anni fa con “California“: è “LA DIFFERENZA” (Charing Cross Records Limited / Sony Music), il nuovo atteso disco di inediti di GIANNA NANNINI, fresca vincitrice del PREMIO TENCO 2019, che torna negli store due anni dopo “Amore Gigante“.

Nelle mie radici c’è sempre stato un sangue bianco-nero, sono ripartita dal blues verso il soul e il rock alla mia maniera” racconta la Nannini “Conny Plank mi diceva che ogni paese ha il suo blues, basta che lo si faccia, che lo si produca che lo si alimenti, nella propria cultura di appartenenza. Ma soprattutto, ed è il motivo per il quale ho scelto di punto in bianco di registrare questo disco a Nashville, qui grazie alla bravura dei musicisti non si registra con gli “overdubs” ma suonando tutti insieme nello stesso momento senza correzioni, post take.

Nello stesso modo ho anche scritto i testi, condividendo con Pacifico delle live session sui testi, parole scritte con la voce e il microfono. Tutte le canzoni sono nate nel mio studio, vicino a Gloucester Road, a Londra “Una stanza tutta per me” (come diceva Virginia Woolf) che ho chiamato “MYFACEStudio” e che mi ha consentito un’intimità assoluta e una concentrazione totale dedita alla scrittura.

Questo disco fa “La differenza”, e si sente, lo spirito live pervade ogni canzone.” 

Registrato nei Blackbird Studio di John McBride a Nashville, Tennessee, nel regno dell’analogico, sede di grandi produzioni artistiche blues-rock “La differenza” vede 10 tracce registrate in presa diretta, “che bruciano di un fuoco puro e antico ma suonate in epoca digitale“.

A marzo 2019 sono andata a Nashville” ricorda ancora Gianna “Al buio, non conoscevo nessuno. Avevo solo l’indirizzo e il telefono del chitarrista e producer Tom Bukovac, contatto che mi ha dato il mio amico Dave Stewart.

L’esigenza era quella di registrare le mie canzoni in presa diretta, senza campionature e senza i cosiddetti “overdubs”, il metodo per cui si registra uno strumento alla volta, prima la batteria, poi il basso, poi la chitarra, etc. Doveva essere un live in studio, un disco registrato in presa diretta ma con le attrezzature tecniche di oggi. Un disco che bruciasse di un fuoco puro e antico ma suonato in epoca digitale.

A Nashville ho capito che si poteva fare, ma solo con una “killer band”, la band che mi ha trovato Tom. Tutti super musicisti americani di una specie precisa: «Suonano insieme registrando in presa diretta».

La cosa bella è stata quando hanno ascoltato la mia voce nei provini – perché mica mi conoscevano! – Tom si è alzato in piedi e ha detto che la mia voce è “Awesome”… non capivo il termine… sono andata nel vocabolario, voleva dire qualcosa come “impressionante”. Quindi la mia voce per loro faceva una certa “differenza”, come il titolo della canzone.

E così ho registrato “La differenza” in America, in Tennessee, dove ho trovato il suono che cercavo. Un suono che mi stava a pennello, un suono per le mie corde, perfetto per le mie canzoni. Questo era il momento adatto per questo disco, il momento in cui io e l’America eravamo pronte l’una per l’altra. Loro, l’altra “differenza”.

Quando ho deciso di fare il mio nuovo album era settembre 2018. Non avevo ancora scritto niente ma avevo un’idea precisa: ripartire dalle mie origini folk-blues-rock senza prestare il fianco a nessuna moda. Volevo riprendere quel capitolo sospeso con l’album “California”. A quei tempi lo slogan era “Siamo noi la California” e lo seguii, grazie all’aiuto di Conny Plank cercai e trovai la mia identità sonora e vocale: mediterranea ed europea. Ora volevo e potevo andare oltre.

E così ho cominciato, piano, voce e chitarra, a buttare giù idee molto ‘bluesy’ nella mia stanza presa in affitto a Gloucester Road (come dice la canzone), uno spazio mio, dove poteva entrare solo la musica e chi la condivideva con me. Incoraggiata dal libro di Virginia Woolf “Una stanza tutta per sé (A Room of One’s Own)” ho pensato che sarebbe stato bello condividere questa stanza e quello che succedeva lì dentro sul mio profilo Instagram. E quella stanza l’ho chiamata “MYFACEStudio”.

Il primo ad entrare nel “MYFACEStudio” è stato Gino Pacifico. Un connubio che è più di una certezza di verità nei testi. Sì, perché non volevamo buttarci a scrivere testi su un computer, ma fare delle session sulla parola, cantare subito il testo al microfono come si fa nello slang blues, cantare come parlare, fare Jam con le parole finché non viene il “brivido”. In quella stanza a Gloucester Road mi ha raggiunto anche Fabio Pianigiani compagno di dischi “belli e impossibili”… Con lui siamo partiti da Noi, ascoltando i suoni grezzi del Tennessee e pensando alla promessa fatta a Conny Plank quando mi disse: «Gianna, un giorno dovrai fare un disco soul perché quella è la vera musica per la tua voce».

Poi un giorno il magico reincontro con Mauro Paoluzzi. Mi hanno fatto un’intervista in TV per LA7 durante la quale si riaprivano i master originali. L’album era “Latin Lover” e si sono presentati i musicisti che hanno fatto parte di quel progetto, fra cui Mauro. Dentro quello studio televisivo mi si sono spalancate le porte dell’America. L’abbiamo pure suonata quell’ ”America”, nella versione originale, e ci siamo riabbracciati forte. Lì, su un pianoforte, abbiamo messo le note di quella che è diventata “La differenza”. Poi anche Mauro col suo calore e la sua chitarra avvolgente è arrivato al MYFACEStudio.

MYFACEStudio dopo un mese era il porto di mare di amici e nuovi musicisti, incontrati anche un po’ per caso. Come è stato con i Baytrees. L’elettricista che metteva i cavi del Wi-Fi in studio sente che io suono e mi dice che lui conosce una band molto forte, i Baytrees. Ho detto che volevo incontrarli, una band tutta di origine Jamaicana. Con loro ci siamo buttati in svariate session blues-rock una dietro l’altra à gogo, un delirio di idee, che ha portato a scrivere una bellissima canzone, “A chi non ha risposte”, a cui la vocalist Wendy Moten ha regalato le sue meravigliose improvvisazioni “soul-gospel”.

Ovviamente non poteva mancare un pezzo con Dave Stewart. Ci eravamo rivisti durante una trasmissione TV in Germania dove ho cantato per il tributo a NENA. Anche lui era lì per lo show e gli ho ricordato della promessa a Conny Plank (sia io che gli Eurythmics siamo nati lì, nel suo studio). L’ho praticamente solleticato e invitato a nozze. Così collaboriamo, ci rivediamo a Londra nella camera del suo “Hospital”, e da lì salta fuori questo Harbour Reggae diventato “Romantico e Bestiale”.

E poi avevo la prima canzone che avevo scritto per questo album: “Motivo”, e ne volevo fare un duetto. Mi piace la voce graffitara di Coez, lo scopro prima de “La musica non c’è”, con “Faccio un casino”. Lo chiamo, era a Londra, mi raggiunge, si va al sushi e si improvvisano parole. “Motivo” lo colpisce particolarmente, mi dice che vuole provare a fare una cosa alla sua maniera. Ecco, mi dico osservando quel suo modo elegante di fare, un altro che fa la “differenza”. Unico duetto di questo album, una perla.

In tutto questo una scelta finale è stata fondamentale, quella dei missaggi. Chi poteva capire la forza di questo disco suonato da un ensemble? Alan Moulder! E la fortuna ha voluto che dicesse di sì, che erano anni che non sentiva un disco così, suonato tutti insieme, da poter mixare. E poi grazie anche a Pino Pinaxa che ha fatto in tempo a fare suoi due dei mix di questo album, facendo anche lui la sua differenza.

Insomma, è il disco che volevo fare, dall’inizio alla fine.

E non sarebbe stato tale senza questi mix di Alan, senza le registrazioni straordinarie fatte a Nashville con quei musicisti e con quei microfoni unici nelle mani di John McBride, senza gli interventi e l’assistenza di un produttore Italiano del calibro di Michele Canova, e senza l’Amore di tutte le persone che mi sono state davvero vicino per realizzare questo album, un album che è “LA DIFFERENZA”.

Gianna Nannini – La Differenza | Tracklist

1. La differenza

2. Romantico e bestiale

3. Motivo feat. Coez

4. Gloucester Road

5. L’aria sta finendo

6. Canzoni buttate

7. Per oggi non si muore

8. Assenza

9. A chi non ha risposte

10. Liberiamo

Gianna Nannini – European Tour | Date

15 maggio LONDRA Shepherd’s Bush

18 maggio PARIGI Olympia

20 maggio BRUXELLES Cirque Royal

21 maggio LUSSEMBURGO Rockal

30 maggio FIRENZE Stadio Artemio Franchi

23 giugno COLONIA Tanzbrunnen

24 giugno EHINGEN Marktplatz

26 giugno BERLINO Zitadelle

27 giugno AMBURGO Stadtpark Openair

9 ottobre AALEN Ulrich Pfeifle Halle

10 ottobre LUDWIGSBURG MHP Arena

12 ottobre MONACO Philharmonie

13 ottobre FRANCOFORTE Alte Oper Frankfurt

15 ottobre KEMPEN Big Box Allgau

17 ottobre NORIMBERGA Meistersingerhalle

21 ottobre ZURIGO Hallenstadion

23 ottobre GINEVRA Theatre Du Leman

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