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Xavier Pompelmo racconta tutte le sue “Valanghe”: “Un disco di cuore e di pancia. Ma non dite che sono indie” – INTERVISTA

Xavier Pompelmo

foto di Francesco Casarin

Ma io non mi sento indie neanche un po’, perché l’indie si autodefinisce e soprattutto autolimita. E poi il buon pop è meglio dell’indie. Però oh, se volete datemi dell’indie, basta che vi ascoltate il disco..” Così si apre, anzi in realtà si conclude, la mia chiacchierata con Xavier Pompelmo (Xàvier e non Xavièr), al secolo Davide Bastolla, già noto nell’ambiente musicale per aver ha ideato e realizzato numerosi videoclip, tra cui “Tengo il respiro” di Rancore & dj Myke e “Ipocondria” di Giancane feat. Rancore.

Xavier stavolta non presenta un nuovo video o un nuovo lavoro visuale, bensì un album, “Valanghe“, il suo primo lavoro discografico, 8 tracce che sballottolano l’ascoltatore da una parte e dall’altra, proprio come una serie di valanghe in successione. Totalmente autoprodotto, il disco lo vede oltre al ruolo di autore e produttore di testi e musiche, anche come ideatore e creatore di tutta la parte grafica e degli stessi videoclip che si accompagneranno all’uscita. Un lavoro completamente artigianale, curato in ogni aspetto della composizione creativa, dalle idee visive fino alle scelte stilistiche e di scrittura, che mantiene nelle sonorità un po’ di quello stile onirico, ma anche oscuro, intimo ed evocativo che contraddistingue l’artista romano anche nelle sue produzioni visive.

Il disco è stato anticipato dal singolo “Nebulosa”, brano che lo ha lanciato nel panorama musicale italiano, seguito da “Chimera”, il cui videoclip è stato girato dallo stesso Xavier Pompelmo in Colombia, e dall’ultimo estratto “Macigno con le gambe

Innanzitutto come mai questo nome? Te lo avranno domandato in cento ma non posso non chiederlo

Io volevo separare i due miei mondi, quello dei video e quello musicale, e anche per questo non ho utilizzato il mio precedente nome d’arte, per un fatto d’identità. Pensavo di non voler mischiare le mie due realtà, anche se poi sul fatto ho cambiato idea. Il nome in sé è venuto in una maniera completamente casuale, inizialmente volevo chiamarmi solo Pompelmo, perché è un frutto strano, che non riesco ancora a capire. Non è limone, non è arancia, sta in mezzo a dei mondi che non si capiscono troppo. Poi una sera ho avuto un incontro abbastanza strano con un tedesco, completamente ubriaco, che mi chiamava da lontano “Xàvier, Xavier”. Mi guardava e si avvicinava e io sono rimasto turbato ma affascinato, ho avuto una specie di epifania e ho pensato “vuoi vedere che io sono davvero Xavier e questo è un guru?” e alla fine è venuto fuori il mio nome. Una cosa grottesca e tragicomica che a me piace

Volevo parlare della tua esigenza di scrivere, di comunicare non più attraverso immagini ma con la musica. Da dove è uscita fuori? Le cover di canzoni indie che hai pubblicato su youtube a suo tempo erano un esperimento intermedio?

Io suono da prima di fare visual, il mio approccio all’arte comincia con la musica, con la chitarra, fino ai 18 anni ho avuto un mio progetto di musica sperimentale, eravamo anche forti. Solo che poi sono rimasto affascinato dal mondo del disegno, sono diventato illustratore e poi animatore e videomaker. Ma nel frattempo ho continuato a produrre cose mie, sempre musicali, dall’elettronica all’acustica. Poi mi sono lanciato e ho cominciato a cantare e mi sono detto “oh, proviamoci”. Ho scoperto ad avere una voce. Da lì ho cominciato a scrivere i testi e anche a produrre, proprio con i software e sono arrivato ad un punto in cui avevo tutti gli strumenti che mi servivano per fare quello che mi pareva. E l’ho fatto!

Le cover invece sono state una coincidenza. Io avevo già il materiale pronto, parliamo di due anni fa, ma per me era difficile pensare di fare un cambio di passo da visual artist a musicista. In questa fase di stallo ascoltavo Pop X e pensavo “ma perché in giro c’è roba così figa ma arrangiata così male? Questo brano potrebbe far commuovere” così ho provato a riscriverla in senso malinconico, l’ho sentito e ho pensato “anvedi! Ma se questa cosa la facessi per tutti, anche quelli che non mi piacciono?” e così ho cominciato ad attivare un percorso, buttando qualche semino anche per raccogliere dei meri numeri sulla pagina. Xavier Pompelmo Valanghe

Poi arriva “Nebulosa” e fa bei numeri anche senza essere una cover, mentre “Fendinebbia”, il secondo singolo arranca un po’. E’ per quello che non compare nel disco?

A me “Fendinebbia” è un pezzo che fa impazzire, uno dei meno contemporanei dei miei inediti. Le sonorità più retrò hanno portato a lasciarlo fuori dal disco, per un fatto di coerenza estetica diciamo.

Io nel disco ho sentito tante cose, in primis tanti anni 90, e poi tanto Franco Battiato. Non ci credo che te l’abbia detto solo io

Gli anni 90 sono tanto presenti, anche se a me piacciono più gli anni ’80. Non ho fatto una ricerca di riferimento, non ho voluto omaggiare uno stile o qualcuno in particolare. Per quanto riguarda il maestro Battiato non sei il primo a dirmelo in effetti. E’ il mondo di suoni, gli spazi che uso.. la cosa particolare è che non l’ho mai ascoltato tanto, conosco i singoloni ma poco altro.

Un’altra cosa che ho sentito nel disco è una tensione continua, da brano a brano, tra suoni marcati e più asettici.

Sul bilanciamento del disco ci sono stato mesi e mesi, la tracklist era una chimera. Io volevo fare un disco contemporaneo, che non spazientisse chi lo ascolta, de core e de panza, che ti porta su e giù, in maniera caotica ma mantenendo una linea comune, una natura di “valanghe”

Dal titolo però uno si aspetta un climax proprio da valanga

Però attenzione, è “Valanghe”, non valanga. Sono tante, vengono da ogni direzione, partono in momenti diversi. Imprevedibili, e chi sta in mezzo se le becca tutte. . E questa la sensazione che volevo dare

Come il sapore di un pompelmo

Esatto, proprio così

E a proposito di sapori, un’altra cosa che ricorda il disco è il menù degustazione: assaggini piccoli, mi fa venire voglia, mi rimane la fame. Un disco da impatto breve, con solo 8 canzoni molto brevi. Esigenze del mercato discografico attuale?

C’hai beccato, considera ho tagliato molte canzoni, tantissimi strumentali, code e intro per me fighi ma che ho voluto tagliare in nome del ritmo. Un ascolto importante ma veloce. I pezzi sono abbastanza pesanti a livello di testo, il disco breve ti porta a rimanere stordito, a volerlo risentire. Ma non vuol dire trovare un compromesso che rende più brutto il prodotto, piuttosto la consapevolezza dei tempi che corriamo, volendo fare una cosa figa nel rispetto delle regole del gioco.

Sono usciti 3 video, il disco ha 8 tracce, tu sei un videomaker.. usciranno video di tutti i brani mancanti?

Sono un videomaker ma ho una particolare difficoltà per quello che riguarda le mie canzoni. Mi fanno impazzire sia i registri stilistici che i contenuti rapportati al brano, e per i tre video ho faticato più di quanto mi immaginassi. Io comunque ho intenzione di fare almeno un altro video, ma potrebbe anche essere di un brano inedito, sono molto veloce nel produrre e non voglio aspettare un anno per uscire con un nuovo disco

Non hai paura però che così metti da parte tutti gli altri brani di “Valanghe” che non saranno neanche disponibili su youtube?

Per me sono tutti singoli i brani di “Valanghe”, quindi sicuramente mi dispiacerà. Ma bisogna sentirsi il disco per apprezzarli, e spero che venga sentito ed apprezzato nella sua interezza e non per singoli o attraverso i video.

Non trovo da nessuna parte delle date live. Hai intenzione di esibirti in breve, abbiamo già qualcosa in programma?

E’ tutto in divenire, sto cercando di essere alla altezza di tutto, di imparare. Per ora faccio delle mini session live in radio, ma stiamo già cominciando a fare prove per andare davanti al pubblico. Lo stiamo arrangiando più suonato, con una veste che non sarà solo elettronica.

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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