X Factor 13, il primo live punisce Sfera Ebbasta, fuori la sua under Mariam. Le pagelle

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X Factor 13, il primo live punisce Sfera Ebbasta, fuori la sua under Mariam. Le pagelle

X Factor 13

Il primo live di X Factor 13 comincia con l’immagine di Sfera che, dopo l’esibizione della sua Mariam, esulta “mai visto un inizio di X Factor così forte” e finisce con la stessa eliminata al duello finale, finito come di consueto al tilt contro il vulcaniano Enrico, incapace di esprimere un’emozione anche fosse di fronte alla santa inquisizione.

In mezzo il nulla della noia più totale, come dimostrano anche gli ascolti, crollati sotto il milione di spettatori (736mila, contro 1.100.000 dell’anno scorso e 1.400.000 di due anni fa). I giudici non pungono, sbagliano le assegnazioni, sono poco televisivi e non hanno ancora ben capito che nella competizione l’obiettivo è vincere, non dimostrare la propria cultura musicale.

Malika Ayane, Samuel e Sfera Ebbasta, dopo aver convinto (chi più, chi meno) durante le fasi registrate del programma, al primo live si fanno prendere dal braccino e per un motivo o per l’altro toppano la serata, tra brani insensati da assegnare e ritmi decisamente sotto tono, roba che se non ci pensava Mika a sputtanare gli autori (“so che avete quelle vocine nelle orecchie, mandate via quei pezzi di merda” dice più o meno testualmente ai novelli giudici, e ci vuole poco a capire di cosa stesse parlando) e a portare un po’ di qualità sarebbe stato meglio guardare l’Europa League.

Per quanto riguarda i ragazzi, i talenti, quelli che dovrebbero essere i protagonisti del programma, c’è poco per cui esaltarsi. Mariam Rouass eliminata probabilmente era proprio tra le più promettenti, ma il fatto che tra i 3 a rischio eliminazione ci fossero due under donne fa pensare che il buon Ebbasta tanto simpatico a casa non deve stare. Il dottor Spock Enrico Di Lauro, salvato dopo aver massacrato un paio di canzoni intoccabili, forse meritava più della giovane cantante di uscire, ma siamo certi sia solo una questione di tempo. Il ternano Lorenzo Rinaldi imbarazzante per pettinatura e per come uccide i fratelli Gallagher, deludono anche i Seawords e Kimono, quest’ultima presa sotto scacco dal fuoco amico del suo giudice che per lei sceglie un’intoccabile Carmen Consoli. X Factor 13

Note positive? Poche, ma ci sono. I Booda sono una realtà, e il loro giudice, pur essendo televisivo come un sasso, qualche familiarità con i gruppi e con l’elettronica ce l’ha, e si sente. Bene Nicola Cavallaro in un pezzo fuori dai suoi canoni, continua a crescere Eugenio Campagna, il cantautore senza canzoni sue, mentre i Sierra conquistano sempre più spazi. Per il resto, poco da dire, tranne che l’arpa di Giordana forse comincia già a rompere gli zebedei, e i paralleli sui social con povera la Rita Bellanza (rimasta incredibilmente nell’immaginario collettivo di una nazione) si sprecano.

Ma bando alle ciance, ecco le pagelle del primo live di XF13!

X Factor 13 – Primo Live | Pagelle

MARIAM ROUASS (team Sfera Ebbasta): Juice di Lizzo – Voto: 6

Sicuramente non meritava di uscire al primo live, e non si capisce granché perché sia successo. Anche se la performance non ha l’esplosività di Lizzo (e grazie al cazzo direi) se la cava più che bene, anche nella sfida finale. Non è proprio un periodo adatto per le ragazze oggi nel mercato discografico nostrano..

SEAWORDS (team Samuel): Pyro dei Kings of Lions – Voto: 5,5

Loro piacciono molto e sono tecnicamente molto validi, ma il primo live l’hanno cannato, c’è poco da fare. Niente di male per carità, avranno modo di rifarsi, ma occhio

EUGENIO CAMPAGNA (team Mara Maionchi): Arsenico di Aiello – Voto: 5

Il cantautore che per ora ha portato solo cover sceglie di rinunciare al nome d’arte ma non all’interpretazione sopra le righe. Però è tanto “indie” e quindi funziona, fin quando farà l’indie.

DAVIDE ROSSI (team Malika Ayane): How long (Has This Been Going On) di George Gershwin – Voto: 5,5

Canzone capolavoro, attuale come non mai e quant’altro, ma cazzo non esageriamo! Siamo nel 2019, a breve nel 2020, Gershwin lasciamolo a chi davvero ama la musica, non a una kermesse televisiva, in cui toccherebbe vincere e non farsi “i pompini a vicenda” (cit) su quante ne sappiamo. Eddai su

NICOLA CAVALLARO (team Mara Maionchi): This is America di Childish Gambino – voto: 7

Probabilmente l’esibizione più convincente, con un brano che non fa proprio parte del suo repertorio musicale tra l’altro. Bravo lui e brava Mara, sempre più la regina (ma sempre più rincoglionita e distratta durante la diretta)

LORENZO RINALDI (team Malika Ayane): Don’t look back in anger degli Oasis – Voto: 5

Ma perché? MA PERCHEEEEEEEEEEE’

BOODA (team Samuel): 212 di Azealia Banks – Voto: 7,5

I Booda già stanno in finale, mettetevelo in testa- E se la meritano tutta. Una bomba dopo l’altra, vien voglia di risentirli quanto prima (e di adottare il batterista)

GIORDANA PETRALIA (team Sfera Ebbasta): Jocelyn Flores di XXXTentation – Voto: 5

Non è tanto l’arpa, ma il suo urlare, strillare, gridare a pieni polmoni ogni cazzo di canzone che canta. Mika per salvarla si deve inventare un discorso che anche rivedendolo non ha né capo né coda. Quanto ce la dovremo tenere?

SOFIA/ Kimono (team Sfera): L’ultimo bacio di Carmen Consoli – Voto: 5,5

Ma perché? MA PERCHEEEEEEEEEEE’ (bis). Dai ma come si fa ad assegnare Carmen Consoli

ENRICO DI LAURO (team Malika Ayane): Love Will Tear Us Apart dei Joy Division – Voto: 4,5

Financo John Lennon avrebbe avuto problemi a cantare il capolavoro di Ian Curtis, figuriamoci il vulcaniano con la chitarretta! Male male, ma ancora più male l’assegnazione

SIERRA (team Samuel): Dark Horses di Katy Perry – Voto: 6

“Scrivono bene” è un’iperbole per ora scriteriata, ma per lo meno scrivono. E poi pochi cazzi, sto sound funziona

MARCO SALTANI (team Mara Maionchi): Sugarman di Sissto Rodriguez – Voto: 6,5

Ha i dread, è arrivato ai live cantando Alborosie, in diretta tv parla di riscatto del popolo sudafricano dopo l’apartheid. Anche cantasse una merda mi starebbe simpatico, figuriamoci se azzecca pure l’esibizione!

 

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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