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VASCO ROSSI: in tutti gli store digitali e in video il nuovo singolo “Se ti potessi dire”

Vasco Rossi

L’ultima nuova canzone di Vasco Rossi si intitola “Se ti potessi dire” (testo e musica V.R.), è uscita oggi, 25 ottobre ed è Una Bomba! Una nuova canzone fortemente autobiografica, sfacciata e toccante per la sua verità. Una ballata ispirata, di quelle destinate a entrare nella sua storia. Vissuta e maturata in tutti questi anni di cambia-menti e, improvvisamente, venuta fuori già con le parole. Finalmente pronta per essere divulgata, questo è il momento giusto per condividere le sue riflessioni.

Accenni a questo brano si trovano in interviste del 2009, ce l’aveva ben chiara in testa e ne parlava come della “quarta canzone della mia vita”, alludendo a “Sally” e a “Un Senso”, oltre che a “Vita spericolata” ovviamente.

Il miracolo” si è avverato ancora una volta ma non sarà facile scriverne un’altra così”- confessa dal suo Instagram – “non vedo l’ora che l’ascoltiate” .

Chi è “Kom-patibile” (sembrerà strano ma ancora oggi Vasco Rossi è “di” tutti ma non è “per” tutti) e lo segue dall’inizio, chi è cresciuto come e con lui e ne ha condiviso le rinascite, il suo variopinto popolo insomma, l’aspetta e non vede l’ora di ascoltarla, ogni sua nuova canzone. Questa in particolare è molto attesa anche perché, un po’ ironicamente e un po’ provocatoriamente, l’ha chiamata l’”ultima” e “definitiva” (nel libro “Le mie emozioni Non Stop” con la linguaccia in copertina). Il brano esce a qualche anno da “Sono Innocente ma” e dopo “La Verità”, l’ultima hit che “vale come un album”. Come la nuova “ Se ti potessi dire”.

Non sarà sicuramente l’ultima canzone della sua carriera. Ma “definitiva” lo è per il peso delle parole, dure e crude. Sintesi del suo ‘mestiere’ di vivere come artista e come uomo, l’istinto e la passione per guida. La sua salvezza, la musica. “Se ti potessi dire” arriva a chiusura di un’era e insieme con la consapevolezza di entrare in una nuova fase artistica: VASCO 4.0. Tutto da scoprire e da scrivere ancora.

Così come il record mondiale di Modena Park ha rappresentato il punto di non ritorno tra passato e presente, questo brano costituisce il ponte, il passaggio definitivo tra passato e futuro.

E poi domani si vedrà.

Se ti potessi dire

Quante volte ho voluto morire…

Quante volte camminando sul filo

Sono stato sono arrivato vicino

all’inferno della mente

Quell’ inferno

che esiste veramente

Non ha mezze misure quando scrive e canta le sue ballate, è senza pudore onesto e sincero, fino in fondo. Usa espressioni forti, immagini e metafore “esagerate” come è nel suo stile, quando arriva lui dà una bella scossa di adrenalina a cervello cuore e stomaco, tutti sintonizzati sulle sue stesse onde.

Coraggioso, racconta cose scomode, che daranno fastidio a qualcuno, forse. Ammette che “l’inferno della mente” “esiste veramente”, per chi, almeno, non ha la consolazione della fede e non si aspetta che ci sia nell’al di là qualche cosa, chissà.

Il perno di tutto rimane sempre la vita, il vocabolo che, se ci si fa caso, ricorre più spesso nelle sue canzoni importanti. La vita con i suoi annessi e connessi, tutto compreso, tra ideali e realtà e scelte. Vivere intensamente o “vivere solamente”.

“Vivere per amare… vivere per rischiare…vivere per sognare…vivere per diventare”.

Non c’è dubbio, lui rifarebbe tutto:

“…le rifarei esattamente così,

stessi errori, stesse passioni e

le stesse delusioni, sì.”

Originale e sorprendente è l’idea musicale del M.ro Celso Valli: alla drammatica intensità del testo fa da contrappeso un arrangiamento ritmico e solare, colorato e incalzante, fino all’esplosione finale. Da ascoltare.

Emblematico il video che accompagna il brano, il regista Pepsy Romanoff gioca sull’ambiguità. Il Vasco che non ti aspetti è truccato, metafora della maschera che indossa, semmai, nella vita. Mai sul palco, “quando sono sul palco e la musica comincia, allora tutto torna”

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