Esce domani “Tradizione e Tradimento”, il nuovo album di NICCOLÒ FABI. Testi e Tracklist

jazzmi 2019
Torna a Milano JAZZMI 2019: tanti appuntamenti e grandi nomi in giro per la città. Il programma
10 ottobre 2019
Spring Attitude
Parte stasera la decima edizione di Spring Attitude Festival, fino al 12 ottobre al MAXXI ed Ex Caserma Guido Reni
10 ottobre 2019

Esce domani “Tradizione e Tradimento”, il nuovo album di NICCOLÒ FABI. Testi e Tracklist

foto di Chiara Mirelli

Domani, venerdì 11 ottobre, esce in tutti i negozi di dischi, in digital download e su tutte le piattaforme streaming “TRADIZIONE E TRADIMENTO”, il nuovo album di NICCOLÒ FABI disponibile in versione CD, vinile e digitale.

A 3 anni e mezzo di distanza da “Una somma di piccole cose”, album che ha segnato un punto fondamentale per la ventennale carriera del cantautore, Niccolò Fabi torna con un nuovo album che parla di scelte e che rappresenta esso stesso una scelta: quella di scrivere solo quando si è mossi da una reale ispirazione e necessità.

Anticipato dai brani “Io sono l’altro” e “Scotta”, il disco “Tradizione e tradimento” è un viaggio poetico e sonoro composto da 9 canzoni che si muovono sempre sul filo che unisce l’analogico al digitale, il calore acustico e l’elettronica tagliente.

«È un disco sulla ricerca di un equilibrio all’interno di un cambiamento tra la memoria e la prospettiva – racconta Niccolò Fabi – La scelta difficile tra cosa conservare e cosa lasciare andare, come evolversi e trasformarsi rispettando la propria identità. Come trarre forza da ciò che ci è stato consegnato come tradizione e allo stesso tempo avere il coraggio di tradire quel percorso”. Niccolò Fabi

Scritto e registrato tra Roma e Ibiza, “Tradizione e Tradimento” è il risultato di un lavoro corale che vede alla produzione artistica Niccolò Fabi insieme a Roberto Angelini e Pier Cortese, storici amici e compagni di viaggio e di palco.

Determinante sui 3 brani,  “Amori con le ali”, “Nel blu” e “A prescindere da me”, la collaborazione, dal suo studio di Ibiza, con Costanza Francavilla, musicista e produttrice romana. Yakamoto Kotsuga, produttore e compositore di colonne sonore, ha invece caratterizzato l’arrangiamento di “Io sono l’altro”.

Completano la squadra che ha collaborato al disco Riccardo Parravicini che lo ha registrato e mixato, e i musicisti Daniele “mr Coffee” Rossi, Fabio Rondanini e Max Dedo.

Niccolò Fabi – Tradizione e Tradimento | Testi

SCOTTA

Scotta

una penna quando scrive l’imprevisto

quando scopre quello che è nascosto

quando non si gira dall’altra parte l’arte non è una posa

ma resistenza alla mano che ti affoga

Scotta

la cabina dell’aereo al decollo

la potenza dell’eterno dentro al quotidiano

una caraffa di acqua e limone

un bacio accanto a un gelsomino

la felicità è un momento di distrazione

mentre la mano sul fuoco

scotta.

 

A PRESCINDERE DA ME

La strada si fa stretta ed è più stretta ad ogni giro di lancette

perché è estuario e non un delta

questa strada alla fine non dà scelta

alla fine non c’è scelta.

E l’itinerario umano non prevede alcun ritorno ma un’andata,

un anno come un giorno solo sabbia colorata

nell’ampolla sottostante della mia clessidra.

Il tempo non si sfida.

Tu muoviti per sempre pigramente

si muore nel rigore

nel movimento assente nel pensiero senza amore ed io è di questo che ho paura perché quando mi fermo è arrivata la mia ora.

Non è finita non è finita può sembrare ma la vita non è finita basta avere una memoria ed una prospettiva a prescindere dal tempo. Non è finita non è finita nonostante tutto il male non è finita fino a quando ho una memoria ed una prospettiva a prescindere dal tempo a prescindere da tutto a prescindere da me. Chi tace non è vero che acconsente solamente che il rifiuto non sempre trova le parole anche io modestamente non capisco ma resisto e ammutolisco dal disgusto. Ma cosa c’entrerò mai io con tutto questo? Cosa c’entrerò mai io con tutto questo? Comandanti fateci il piacere se prendete decisioni decisive sulle nostre vite fatelo soltanto nel momento successivo a un vostro orgasmo. Grazie a quell’attimo di pace avremo un mondo senza rabbia,

un mondo senza guerra.

Non è finita non è finita può sembrare ma la vita non è finita basta avere una memoria ed una prospettiva a prescindere dal tempo.

Non è finita non è finita nonostante tutto il male non è finita fino a quando ho una memoria ed una prospettiva a prescindere dal tempo a prescindere da tutto a prescindere da me.

 

AMORI CON LE ALI

Grazie a tutti i treni, biciclette e torpedoni, zattere e gommoni, funicolari e risciò, pattini e pattini, alianti e passeggini, carrozze e carrozzine, gondole e pedalò, tricicli e carovane, ambulanze e pescherecci, taxi e metropolitane, macchine a noleggio e tavole da surf. Grazie agli aliscafi, motociclette e motorini, barche a vela e furgoni, idrovolanti e tuc tuc, elicotteri e trattori, aerei di linea e deltaplani, paracaduti aperti e dhoni, cavalli bianchi e roulotte, dromedari e vaporetti, razzi supersonici e piroghe, elefanti indiani e bighe, microscopi e cannocchiali. Amori con le ali Grazie a chi mi ha regalato un movimento allontanandomi da qualcosa e avvicinandomi a qualcos’altro avvicinandomi a qualcuno e allontanandomi da qualcun altro.

 

IO SONO L’ALTRO

Io sono l’altro sono quello che spaventa sono quello che ti dorme nella stanza accanto. Io sono l’altro puoi trovarmi nello specchio la tua immagine riflessa, il contrario di te stesso. Io sono l’altro sono l’ombra del tuo corpo sono l’ombra del tuo mondo quello che fa il lavoro sporco al tuo posto.

Sono quello che ti anticipa al parcheggio e ti ritarda la partenza, il marito della donna di cui ti sei innamorato sono quello che hanno assunto quando ti hanno licenziato. Quello che dorme sui cartoni alla stazione sono il nero sul barcone, sono quello che ti sembra più sereno perché è nato fortunato o solo perché ha vent’anni in meno. Quelli che vedi sono solo i miei vestiti adesso facci un giro e poi mi dici.

Io sono il velo che copre il viso delle donne ogni scelta o posizione che non si comprende. Io sono l’altro quello che il tuo stesso mare lo vede dalla riva opposta io sono tuo fratello, quello bello.

Sono il chirurgo che ti opera domani quello che guida mentre dormi quello che urla come un pazzo e ti sta seduto accanto il donatore che aspettavi per il tuo trapianto.

Sono il padre del bambino handicappato che sta in classe con tuo figlio il direttore della banca dove hai domandato un fido quello che è stato condannato il presidente del consiglio. Quelli che vedi sono solo i miei vestiti adesso vacci a fare un giro e poi mi dici.

 

I GIORNI DELLO SMARRIMENTO

Sono i giorni dello smarrimento dell’amore che non si inventa i giorni senza destinazione e senza un movimento quando il gioco si fa serio e si smette di giocare ed è tutta una salita fino a sera fino al sonno che ristora.

Sono i giorni dello smarrimento i giorni senza desideri degli eventi in controtempo senza un ruolo nel reale degli occhi chiusi contro il sole in attesa di un barlume quando non senti più calore e il vuoto ti assale.

Dov’è la strada per tornare? Dov’è la stella da seguire?

Sono i giorni del vagabondo di un mondo brutto e chiuso a riccio cittadino di un bel niente straniero dappertutto del pacifico e determinato esercizio del dissenso i giorni in cui capirsi è complicato i giorni fuori tempo.

Dov’è la strada per tornare? Dov’è la stella da seguire?

Sono giorni complicati i giorni dello smarrimento dove ti cerchi in una sola persona e ti perdi in altre cento e il re brucia la corona e il silenzio trova le parole.

Il mare vuole essere collina per contemplarsi dall’alto come fa uno specchio come tu guardi il riflesso di quello che non ti ho mai detto. Il mattino è così stanco di illuminare che mi ripete all’infinito buonanotte e l’acqua si fa vino come l’innocente diventa un assassino. Anche un orologio rotto ha ragione per due volte al giorno e allora perché non posso sentirmi come mi sento i tempi stanno cambiando ma l’unica cosa che conta è amare quello che ho intorno e sentire in faccia il vento

Dov’è la strada per tornare? Dov’è la stella da seguire?

 

NEL BLU

È stato come in un appuntamento su uno scoglio prima del tramonto sembrava che io guardassi solo a largo ma ti ho sentita arrivarmi accanto prima seduti con le gambe fra le braccia ognuno muto dentro i suoi richiami poi con cura ci siamo aperti come libri aiutandoci a ricordare i nomi di quelli che eravamo.

Tu arrivavi dalla fine di una guerra io ero scivolato dal mio piedistallo

un’assemblea di cocci a conversar di vasi due cani col guinzaglio alla ricerca di un padrone nella schiuma in basso ci appariva tutto chiaro che non si nasce con un coltello tra le mani guardandoci negli occhi entrambi sapevamo che alla fine qualcuno pagherà il male che ci ha fatto qualcun altro.

Così ci siamo alzati contro il vento e in pochi passi eravamo fino al bordo con il coraggio che da soli non avremmo mai trovato tu mi hai sorriso e io ho sentito di esser pronto così il peso si è lasciato andare avanti e i talloni si sono alzati dalla terra tu avevi paura, io forse un po’ di più ma l’attimo dopo in un salto noi eravamo insieme nel blu.

 

PRIMA DELLA TEMPESTA

Torneranno gli animali ad occupare il loro posto e gli umani nelle grotte a disegnare sopra ai muri e il profeta con la barba salirà sulla montagna e in regalo avrà una mappa per scappare sulla luna.

Finiranno i tempi accesi degli onori ad ogni costo degli allori sbandierati a sfregio in faccia agli indifesi e i mercanti com’è giusto affogheranno in un pantano di acqua, truffe e oro fuso dalla loro stessa mano.

“E così sia” disse l’uomo alla finestra guardando il cielo prima della tempesta “non c’è storia, non mi provocare” disse il mare prima della tempesta.

Cercheranno i miliardari di sfuggire al camposanto ma uno scherzo del destino li accomuna ai mendicanti cominciamo ad insegnare la gentilezza nelle scuole che non è dote da educande ma virtù da cavaliere.

“E così sia” disse l’uomo alla sua festa “mangiate tutto prima della tempesta” “Non c’è tempo, non mi provocare” disse il mare prima della tempesta.

 

MIGRAZIONI

Quest’anno come sempre ripartiremo insieme il viaggio sarà lungo settimane o forse mesi dopo aver mangiato in un tramonto rosso fuoco andremo via. Dall’alto li giù in fondo i fiumi sembreranno vene e laghi come specchi tra le pieghe della terra oltre le pianure, i deserti e le foreste, oltre noi.

Voleremo nella notte per sfuggire ai predatori sfruttando le correnti saremo più veloci sfideremo gli uragani, i tetti, i vetri ed i fucili.

Non siamo certo i primi perché accade da millenni

dalla notte verso il giorno, dal freddo verso il caldo

per il cibo e per la pace, per i figli, per la specie per sopravvivere.

È tutto qui.

 

TRADIZIONE E TRADIMENTO

Se potessi fare a meno di decidere non sarei di certo così stanco ogni volta è una conquista riconoscere quale sia la mia metà del campo guardo i fogli ancora bianchi sul mio tavolo non ho idea di cosa farci e quindi sto come un uomo che è davanti ad un citofono e non ricorda più il cognome.

Certe volte le ambizioni si confondono ed il nuovo non è sempre il meglio cosa conservare e cosa cedere dopo ogni scelta arriva il conto guardo fisso avanti il filo e sono in bilico nelle insidie di ogni cambiamento tra le forze che da sempre mi dividono tradizione e tradimento.

Comments on Facebook

Comments are closed.