Il 27 settembre fuori “Mai In Orario”: il nuovo singolo di Tacøma, il cantautore della generazione in 4G – INTERVISTA

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Il 27 settembre fuori “Mai In Orario”: il nuovo singolo di Tacøma, il cantautore della generazione in 4G – INTERVISTA

Tacøma

Due singoli piazzati tra maggio e luglio e uno nuovo in arrivo per Tacøma, compositore e autore livornese che il 27 settembre tornerà sulle principali piattaforme streaming con “Mai In Orario”.

Si aggiunge un altro tassello al percorso artistico di Gabriele Centelli – in arte Tacøma – che dopo i palchi calcati con la band Platonick Dive, ha deciso di emanciparsi artisticamente intraprendendo la carriera da solista e diventando “cantautore della generazione in 4G”. Non aspettatevi da “Mai In Orario” un incalzante pezzo da sex, drugs and cash, né tantomeno un brano carico di immagini poetiche e oniricheggianti. Non è questo lo stile di Tacøma che ha preferito per la sua musica un linguaggio più semplice e alla mano imbastito su un tappetto sonoro che mescola il pop all’elettronica. Aspettatevi piuttosto da “Mai In Orario” una canzone in cui vi sarà facile rispecchiarvi, un pezzo che tratta delle dinamiche relazionali 2.0 e di quelle “due spunte blu” che spesso aspettiamo con ansia ma tardano ad arrivare.

A pochi giorni dall’uscita di “Mai In Orario” abbiamo chiesto a Tacøma di parlarci in anteprima del suo nuovo singolo e di darci delle “istruzioni per l’ascolto”. Ecco cosa ci ha raccontato e consigliato.

Gabriele, il 27 settembre sei di tripletta: esce “Mai In Orario”, il tuo terzo singolo da Tacøma. Ti va di parlarcene in anteprima?

“Mai In Orario” è la canzone che potresti dedicare al partner come al nuovo flirt, oppure alla donna della tua vita come ad un amore impossibile. Non è una canzone malinconica, scritta su una mancanza, ma piuttosto è una canzone che racconta come si arriva alla consapevolezza. Pregi e difetti della persona che amiamo o che abbiamo amato entrano per sempre a far parte di noi, ci fanno crescere e maturare e probabilmente ci rendono persone migliori e più consapevoli. 

Rubo da una tua didascalia su IG: “Perché adoro settembre? Perché rappresenta la fine e l’inizio allo stesso tempo”. Cosa ti lasci alle spalle con questo settembre 2019 e quali sono i nuovi “inizi” che attendi?

Personalmente la fine dell’estate e l’arrivo dell’autunno sono come lo sbocciare della primavera. Artisticamente sono periodi molto floridi, la mia creatività si accelera. Ed è proprio dopo la pausa estiva che riprendiamo da dove abbiamo lasciato: far conoscere il progetto TACØMA in maniera autentica e a più pubblico possibile, scoprendo le carte pian piano. Sarà un inverno molto intenso!

Logo con la “ø” di Tacøma raffigurata da una batteria del cell scarica e scrivi e canti di storie reali e virali. Come ti sentiresti addosso la definizione di “cantautore della generazione in 4G”?

Fra tutte le definizioni che potrei ricevere adesso, questa è sicuramente tra quelle che mi sentirei più addosso. Parlo di storie di vita vissuta da me in prima persona o dalle persone vicine e di come l’era digitale e dei social abbia cambiato nel bene e nel male le nostre vite personali, sentimentali e professionali.

Tu che rapporto hai col telefono, “simbiotico” anche per ragioni di lavoro o ami isolartene?

Mi appunto sul telefono testi, spunti, idee, canzoni ma non ritengo di avere una dipendenza totale. Anzi, ogni tanto, mi capita di aver bisogno di isolarmi nei momenti in cui ho bisogno di scrivere o trarre nuove ispirazioni. Ovviamente in questi tempi utilizzare in modo intelligente e funzionale il telefono e di conseguenza i social è uno degli aspetti fondamentali, se non il principale, per la promozione della propria attività e della propria arte.

Cosa ti manca di più della musica fatta in band e cosa t’ha già permesso di capire il tuo percorso da solista?

Il progetto solista è nato naturalmente, è una mia evoluzione come uomo e come musicista. Mi sento creativo e libero di inseguire i miei sogni ed i miei traguardi, senza troppi schemi ed insicurezze. Ho voglia di sperimentare e scrivere la musica che mi sento dentro. La band, i Platonick Dive, sono un’altra entità dove sono sempre io, ma in un altro modo, con un’altra veste. Il percorso che ho fatto con la band mi ha permesso di essere la persona e il musicista che sono adesso.

3 “istruzioni per l’ascolto” per chi stesse per sentire “Mai In Orario” per la prima volta: dove ascoltarlo, con chi e bevendo cosa?

Per un primo ascolto consiglio un bel divano in compagnia di persone speciali, amici o partner. E un bel bicchiere di vino a scelta, secondo le preferenze. Altrimenti anche al mattino, appena svegli nel letto da soli o in compagnia, bevendo un estratto alla frutta la tua giornata inizierà con uno sprint sensazionale!

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