Giuseppina Torre: “Life Book” mi ripaga di tanti anni difficili, voglio arrivare al cuore della gente – INTERVISTA

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Giuseppina Torre: “Life Book” mi ripaga di tanti anni difficili, voglio arrivare al cuore della gente – INTERVISTA

Giuseppina Torre

La pianista e compositrice Giuseppina Torre pubblica “Life book”, nuovo album di inediti anticipato da “Never look back” e “Gocce di veleno” pubblicato su etichetta Decca e distribuito da Universal Music Italia. Prodotto da Davide Ferrario, mixato e masterizzato da Pino “Pinaxa” Pischetola e registrato presso Griffa & Figli e Frigo Studio, “Life Book” esce sulla scia del grande successo ottenuto dalla pianista con il concerto nel Cortile della Rocchetta del Castello Sforzesco, nell’ambito di Piano City Milano 2019. Le 10 composizioni del disco, con musiche composte ed eseguite da Giuseppina Torre, raccontano le suggestioni, i pensieri e il vissuto dell’artista negli ultimi anni, come un vero e proprio “racconto di vita” in musica.

In questo album si nota una particolare soddisfazione. Perchè?

“Life Book” è il disco che mi ripaga da anni difficili che ho vissuto. Mi ripaga da tutti i sacrifici fatti, dai dubbi e dalle incertezze che assalgono ogni artista nel momento in cui inizia a comporre per un nuovo progetto. Mi sono chiesta spesso nel scriverlo: e poi? Cosa ne sarà di queste note che raccontano di questi miei anni? Tutti i miei sacrifici e i miei sforzi sono stati ripagati nel vedere “Life Book” pubblicato per la prestigiosa etichetta Decca Records.

Dici che è stata una rinascita, un inno al lasciarsi il passato alle spalle e credere nel futuro. Da dove nasce questo stato d’animo e qual è il messaggio del disco?

Considero “Life Book” una seduta di psicoanalisi poiché attraverso la scrittura di esso sono riuscita finalmente a liberarmi di tutto ciò che mi opprimeva e a parlarne, attraverso le note, serenamente. Rispetto al mio precedente disco “Il silenzio delle stelle” non vi sono più i tormenti che aleggiavano bensì vi è tanta serenità perché finalmente riesco a guardare le mie ferite con orgoglio ed esse mi ricordano quanto io sia stata forte. Con forza e coraggio ho trasformato le avversità in opportunità. Ho chiuso definitivamente la porta con il passato, ho gettato i sassi che appesantivano il mio cuore per guardare con occhi sereni al futuro. Non bisogna abbattersi di fronte alle difficoltà e anche quando tutto ci sembra perduto c’è sempre una possibilità e questa possibilità dobbiamo cercarla dentro noi.

Risulta difficile per un artista mettersi così “a nudo” per il pubblico? Raccontando debolezze o fallimenti? Oppure è utile come sfogarsi con un amico o un familiare per cercare nuova forza?

Mettersi a nudo vuol dire essere autentici. Io lo sono autentica come lo è la mia musica e per questo non mi risulta difficile raccontarmi perché voglio arrivare dritto al cuore di chi mi ascolta e comporre e per me assolutamente catartico.

Il pubblico apprezza questo sforzo, cosa ti restituisce quando ascolta le tue storie?

Il pubblico apprezza l’autenticità di ciò che racconto in musica, si immedesima nelle mie storie. È bello leggere i messaggi di chi mi scrive dicendomi che la mia musica è di conforto oppure che gli dà serenità e pace. È bello anche dopo un concerto sentire i loro abbracci e vedere i loro occhi lucidi per le emozioni che la mia musica gli ha suscitato. Questo mi dà la forza di proseguire sulla strada dell’autenticità.

Il disco è prodotto da Davide Ferrario che ha lavorato con grandi artisti. Stimolante e lusinghiero? Come è nata la vostra collaborazione?

Conoscevo Davide Ferrario di fama poiché ha lavorato per tantissimi anni con Franco Battiato. Mi fu presentato da Riccardo Vitanza, mio manager, e ci siamo trovati subito sulla stessa lunghezza d’ onda soprattutto in sala registrazione dove abbiamo lavorato sulle dinamiche emotive di ogni singola traccia.

Hai scritto le musiche per un documentario sul Papa, mi racconti come è nato questo impegno e che cosa rappresenta lui per te e, in generale secondo te, per il mondo.

Questo lavoro mi è stato commissionato in un momento delicato della mia vita e mi ha aiutato tantissimo a livello spirituale poiché mi ha avvicinato a quel Dio che sentivo lontano ed ingiusto. Papa Francesco è una figura carismatica che sa parlare alla gente. La lettura del libro “Papa Francesco – La mia idea di arte”, dal quale è stato estratto il documentario e ho composto l’intera colonna sonora, è stata illuminante perché approfondisce il tema dell’Arte intesa come strumento di evangelizzazione e il tema attualissimo dello “scarto “in quanto l’ uomo ha perso di vista la “pietas“ poiché considera scarti umani gli immigrati e i clandestini che trovano la morte nei loro viaggi della speranza verso le nostre coste.

Sei in un dizionario! Un “nome” tra gli artisti della tua terra. Che rapporto hai con la Sicilia e cosa metti della tua terra nella tua musica e nei tuoi testi.

Leggere il tuo nome e la tua biografia in un dizionario che raccoglie tutti i compositori dall’epoca greca a quella dei nostri giorni mi inorgoglisce e penso che in questa vita lascerò una traccia di me. Con la Sicilia ho un rapporto di amore e odio perché in quanto isola mi “isola” da tutto il resto. È una terra ricca di cultura, tradizioni, profumi sapori importantissimi per chi come me fa un lavoro creativo ma allo stesso tempo mi priva delle opportunità di cui un artista necessita costringendomi a continue trasferte nelle quali sento forte il richiamo poiché mi manca da morire.

Hai suonato al Castello Sforzesco, un luogo storico e suggestivo. Che concerto è stato per te?

È stato un concerto emozionante sia perché ho avuto la possibilità di esibirmi in una location suggestiva sia perché proprio in quel concerto mi è stato annunciato che il mio disco sarebbe uscito per una delle più prestigiose etichette discografiche e cioè la “Decca Records”.

Stai lavorando a qualcosa che si può anticipare o sei concentrata sulla promozione del disco e sui concerti? Hai dei progetti futuri già in mente?

Dopo una breve pausa estiva, in autunno inizierà l’attività di promozione del disco. Per il futuro mi auguro di vivere sempre per e con la musica!

Giuseppina Torre nasce a Vittoria, in provincia di Ragusa. Dopo aver conseguito il Diploma in Pianoforte presso l’Istituto Musicale “V. Bellini” di Caltanissetta, sotto la guida del Maestro Sergio Carrubba si perfeziona con i Maestri Giuseppe Cultrera e Francesco Nicolosi. Dal 2000 si esibisce in diversi Teatri e Scuole di Alta Formazione Musicale, sia italiani che esteri. Nel 2005 partecipa come ospite d’onore all’International Feirenkurse Neue Music alla George Bukner Skule a Darmstadt. Nel 2007 riceve il Diploma d’Onore alla Scuola di Alta Formazione Musicale presso il Conservatorio “Ion Vidu” di Timisoara. Nel 2010 viene selezionata per la categoria “composizione” alla 19° edizione dell’Ibla Grand Prize, posizionandosi nella rosa dei finalisti. A novembre 2012 vince due premi ai Los Angeles Music Awards come “International Artist of the Year” e “International Solo Performer of the Year”. Il 19 gennaio 2017 vince gli Akademia Awards of Los Angeles nella categoria “Ambiental/Instrumental” con la composizione “Il mio cielo”. Nel 2015 pubblica il suo primo album “Il silenzio delle stelle” (Bideri/Sony) e con il relativo tour, nell’estate 2017, tocca numerose location di prestigio. Nel 2018 Giuseppina Torre firma le musiche del documentario “Papa Francesco – La mia Idea di Arte”, un viaggio attraverso la galleria ideale del Pontefice tratto dall’omonimo libro scritto da Papa Francesco a cura della giornalista e scrittrice Tiziana Lupi. A giugno dello stesso anno è stata premiata negli Stati Uniti ai 5th Annual International Music and Entertainment Awards 2018, che seleziona e premia le eccellenze di tutto il mondo nel panorama della musica indipendente. Conquista le categorie “Classical Artist of the Year” e “Classical Album of the Year” proprio con l’album “La mia idea di arte – Original Soundtrack dell’opera di Papa Francesco”. Il suo nome è stato recentemente inserito all’interno del “Dizionario dei compositori di Sicilia”, opera del poeta e scrittore triestino Giovanni Tavčar. Nel mese di aprile 2019 ritira il riconoscimento degli Akademia Executive Award (Los Angeles) nella categoria Ambient/Instrumental. Il 18 maggio 2019, nell’ambito di Piano City Milano, si esibisce in concerto nel Cortile della Rocchetta del Castello Sforzesco.

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