SALMO “Playlist Tour” – a Parma 90 minuti d’applausi per il principe dell’hardcore

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SALMO “Playlist Tour” – a Parma 90 minuti d’applausi per il principe dell’hardcore

Il titolo risulterà scontato, ma ce lo perdonerete, perché è difficile non tributare una standing ovation a Salmo.

Si è chiuso il tour del rapper di Olbia, partito da lontano in marzo nei palazzetti, per toccare tutta lo stivale da nord a sud, finendo con uno show impressionante in quel di Parma, nella splendida cornice del Parco della Cittadella, apertura di “Parma cittàdella Musica” (evento che continuerà con Antonello Venditti il 12 settembre e le tre serate del “Notre Dame de Paris” il 19-20 e 21).

Ci aspettavamo un animale da palcoscenico, di fronte ci siamo trovati Godzilla. Salmo è senza dubbio il principe dell’hardcore italiano (non ce ne vogliano gli altri splendidi interpreti del genere), riesce a riportare l’atmosfera agli anni ’90, con un occhio sempre proiettato al futuro.

La performance è di quelle travolgenti, energia pura, flow unico, con l’artista che si fa scivolare addosso il suono, interpretandolo in maniera impeccabile, che abbia sonorità rock o funk per lui non fa alcuna differenza, il risultato è una tempesta di rime che inonda la Cittadella.

Quasi due ore di urla e mani al cielo, apre con “90 minuti” e chiude con indosso la maglia del Parma, a Salmo piace vincere facile. Nel mezzo un live che è pancia sudore e sangue, il 35enne di Olbia ha fatto tanta gavetta, ha calcato stage di periferia e li riporta nei grandi eventi, in un mix perfetto fra cultura underground e vocazione mainstream.

Salmo è Gentile su Maradona nell’82, il suo suono entra da tergo e stende l’ascoltatore per tutto il concerto, è concentrato di cattiveria e senso di rivalsa, sale sul palco e spiega al mondo cos’è il Rap hardcore. Difficile trovare MC di questa caratura in giro, non risparmia nulla, dalla voce, graffiante ed urlata, al sudore che lascia scorrere sul palco in una performance che lo vede trotterellare come un forsennato.

Ha l’animo dello showman Salmo, gioca con il pubblico, gestisce la platea, la porta allo “scontro” e poi la coccola, si preoccupa per lei, con un occhio strizzato all’ecologia con l’invito a gettare la plastica nell’area sotto al palco per permettere di recuperarla. E’ artista completo, è un vero e proprio fiume in piena, pochi fronzoli e tanta sostanza.

Perdonami” è cattiveria in beat, “Cabriolet” live suona quasi come un inno generazionale, “1984” manda in estasi il pubblico, “S.A.L.M.O.” sembra swing, “Il Cielo nella stanza” è flash (un tempo erano accendini) al cielo.

Il finale è un crescendo sonoro, mixa generi, diventa party, è festa di fine estate, tutto quello che si vorrebbe da uno show. Salmo è la risposta, il suo è uno dei live più intensi e divertenti che abbiamo visto negli ultimi anni ed alla fine 90 minuti d’applausi sembrano anche pochi.

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