SANREMO 20202, ad Amadeus l’eredità del 70° Festival mentre sogna la riapparizione di Madonna

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SANREMO 20202, ad Amadeus l’eredità del 70° Festival mentre sogna la riapparizione di Madonna

Amadeus Festival di Sanremo 2019

Sanremo compie 70 anni e per i festeggiamenti chiama come party planner Amadeus. Finisce al dj e conduttore volto noto del Festivalbar la pesante eredità del festival dopo le due edizioni baglioniane. Un Sanremo 2020 che, stando alle prime dichiarazioni della Rai e dello stesso Amadeus, promette d’essere di “celebrazione e innovazione” chiamando a corte volti e voci che ne hanno fatto la storia in un viaggio nel tempo lungo 70 anni.

Insomma: nulla di nuovo all’orizzonte, non fosse per il conduttore e direttore artistico dell’edizione. Le parole magiche restano le stesse, come va per la maggiore negli spot dei ristoranti del Vecchio Stivale: “tradizione e innovazione”. La ricetta che vuol dire tutto e non vuol dire niente.

Tracciamo un piccolo identikit di Amadeus e di quello che potrà essere il suo Sanremo che si svolgerà dal 4 all’8 febbraio 2020.

Sognando Madonna: come sarà il Sanremo di Amadeus

Se l’ex “capitano” Claudio Baglioni lo aveva voluto “popolar-nazionale”, il nuovo timoniere inverte la rotta tornando a puntarla verso il “nazional-popolare” alla Pippo Baudo maniera.

Personaggio caro a mamma Rai, pecorella smarrita tornata alla rete dopo 2 bui anni in Mediaset, Amadeus ricalca appieno la figura di conduttore vecchio stile: sobrio, sorridente, posato, misurato, mai sopra le righe. Ma col vantaggio d’essere anche un intenditore di musica, vantando una lunga carriera divisa tra radio e televisione.

Lo ha dichiarato a chiare lettere: il suo “sarà un Sanremo per tutti”, aperto a qualsiasi genere musicale. Da buon dj, l’obiettivo è selezionare brani che abbiano lunga vita anche una volta scesi dal palco dell’Ariston. Canzoni che si impongano nelle radio come la “Soldi” di Mahmood, tanto per citare il caso più recente. Sanremo

E in questo Amadeus pare avere un ottimo fiuto. Si deve a lui il successo della “Nord, Sud, Ovest, Est” degli 883. Fu per sua intuizione che entrò al Festivalbar del 1993 vincendolo e diventando uno dei pezzi cult della generazione classe ‘80. D’accordo: non è una pietra miliare della storia della musica, ma la si canta ancora e se passa in radio non cambi stazione.

Quanto alle ospitate, aspetto integrante del Festival della Canzone Italiana, ci saranno soprattutto ritorni e alcune prime volte. Sanremo fa 70 anni, una rimpatriata tra vecchi amici è quasi doverosa. A spuntare come primi nomi quelli di Fiorello e Madonna. L’uno sembra confermato, l’altro resta ancora un sogno. Amadeus la rivorrebbe portare a Sanremo ma chissà se il miracolo avverrà e Madonna accetterà alla fine di riapparire. Nell’aria anche il possibile arrivo dell’amico Jovanotti ma nulla è ancora detto.

Per dare “una scossa” al festival, Amadeus è ora al lavoro con la moglie. Quest’estate si sono rinnovati le promesse con rito religioso, dieci anni di vita condivisi da coniugi, un figlio e ora in arrivo persino un Sanremo a cui lavorare gomito a gomito. Amadeus non lo nasconde: vuole (e ha) al fianco la sua compagna di vita Giovanna Civitillo come donna di fiducia a cui chiedere consiglio per cucire il suo festival.

Non è la prima volta: sintesi della carriera di Amadeus con terza volta al Festival

Sulla carta è la scelta sicura: Amedeo Umberto Rita Sebastiani, per tutti Amadeus, ha l’esperienza, gli anni e il curriculum perfetto per vestire i panni di conduttore e direttore artistico di Sanremo. Mamma Rai ha optato per un personaggio da comfort zone, da cui ci si aspettano pochi passi falsi.

Chi meglio di lui, dai suoi 16 anni impegnato con la musica e da sempre stimato tanto in radio quanto in tv, potrebbe assicurare un festival senza naufragi? Non è la prima volta, del resto, che ha a che fare con Sanremo. Non lo ha mai condotto ma ha fatto parte della giuria di qualità nel 1999 e nel 2003, le edizioni vinte da Anna Oxa con “Senza pietà” e da Alexia con “Per dire di no”.

Ha iniziato dalle piccole radio per poi debuttare grazie a Claudio Cecchetto a Radio DeeJay nell’86. Aveva 24 anni, tanti capelli in più e una lunga strada davanti che lo avrebbe portato anche in tv con il Festivalbar come prima importante esperienza. Ci rimarrà per 5 anni, dal ’93 al ’97, ma il grande successo come conduttore navigato arriva con la Rai. Però, come nei più classici matrimoni, arriva la “crisi dei 7 anni”: nel 2006 Amadeus divorzia dalla tv di Stato per lanciarsi in un’infelice relazione con Mediaset con picchi più bassi che alti. Pentito, torna a casa e mamma Rai lo riprende tra le sue braccia rendendolo sino ad oggi presenza fissa alle redini del programma “I Soliti Ignoti” e premiandolo con la conduzione di #Sanremo70. Come se la caverà? Riparliamone tra qualche settimana!

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