SUBSONICA, i vent’anni di “Microchip Emozionale” al Rock in Roma – REPORTAGE

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SUBSONICA, i vent’anni di “Microchip Emozionale” al Rock in Roma – REPORTAGE

Subsonica

foto di Ernesto Notarantonio

Pur essendo ancora stravolto dal concertone di Jovanotti (e pur avendo già utilizzato l’espediente dell’ “accadde quell’anno” parlando dei 25 anni di Negrita e del loro concerto speciale al Teatro Romano di Ostia Antica) mercoledì sera non potevo rendere omaggio a quello che a detta di tutti, anche di chi era sul palco, è stato un disco epocale. E, come racconta sorniore Samuel Romano “fare un disco epocale è una rottura di cazzo, perché poi tutti ti dicono ‘e ma Microchip Emozionale era un’altra cosa..’“.

Sarà.. ma una rottura di cazzo sicuro non lo è stato il live dei Subsonica al Rock in Roma, nella città dove nacquero tante delle tracce di quello stralunato, futuristico e indimenticato album. Vent’anni esatti, 1999, l’anno di nascita dei fan di Carl Brave e Calcutta per intenderci, per un disco che se uscisse ora sarebbe ancora acclamato da pubblico e critica come “il futuro”. Perché obiettivamente certi suoni ancora risultano lontani a noi italianotti piccolo borghesi, che ci eccitiamo sull’autotune e le basi reaggatone ma alla fine, ma vuoi mettere una bella marmellatona al piano e via a struggersi d’amore? Suoni che ancora fanno scatenare i fan, in 6mila a zompare come matti sulle hit vecchie e nuove del gruppo torinese. “Questa settimana risparmiate sulla palestra” ammicca Samuel, in formissima dopo l’operazione al cuore, mentre Boosta, Ninjia, Max e Vicio pompano groove manco c’avessero meno anni di “Microchip Emozionale“.

Una bella serata, arricchita dalle ospitate di due che c’erano pure a quei tempi, Daniele Silvestri per “Liberi Tutti” e Claudio Coccoluto per la ghost track “Il mio Dj“, conclusa a mezzanotte passata dopo un pokerissimo da panico, “Nuvole rapide”, “Abitudine”, “Benzina Ogoshi”, “Tutti i miei sbagli” per chiudere col funky di “Strade”.

Vent’anni, 1999, D’Alema al governo, la guerra in Kosovo, Eddie Irvine che a momenti vince un mondiale tra una birra e un’altra. In radio “Mambo n.5” se la giocava con “Livin la vida loca“, tanto per convincerci che la merda non ce la siamo inventata nel 2015. Però c’erano loro, sto gruppetto di ragazzotti torinesi che hanno squassato il mercato discografico e che sono ancora qui, a fare musica con la M maiuscola. 1999, uno degli anni in cui nascevano gran parte dei fan dei nuovi fenomeni dell’indie italico. Ci saranno ancora, loro, nel 2029?

Subsonica @ Rock in Roma – Scaletta

Bottiglie rotte
Disco labirinto
Up patriots to arms
Nuova ossessione
Jolly Roger
Fenice
Punto critico
Liberi tutti
Il diluvio
Lazzaro
L’incredibile performance di un uomo morto
Sonde
Il mio dj
Aurora sogna
Colpo di pistola
Depre
Lasciati
Il cielo su Torino
Nuvole rapide
Abitudine
Benzina Ogoshi
Tutti i miei sbagli
Strade

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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