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testacoda, il cantautore “anarchico” torna sulla scena con un secondo Ep – INTERVISTA

Testacoda

Non dategli “dell’indie”. testacoda, scritto in minuscolo, è tra le espressioni più interessanti della nuova scena cantautorale italiana. Ha esordito lo scorso gennaio con il primo Ep, “morire va di moda”. Per poi tornare a giugno con un secondo lavoro in studio, l’Ep “è proprio una cattiveria”.

Difficile inquadrarlo in un genere, né ci proveremo. testacoda non regge etichette, indipendente com’è persino dal magma dai contorni indefiniti della cosiddetta indie. Un anarchico del suono che scrive di pancia buttando giù testi affilati più di un rasoio. Non di certo un “purista” della musica, testacoda sta sviluppando uno stile tutto suo al momento in fase di definizione e maturazione.

Trapiantato da Como a Milano, la “mecca della musica italiana”, da l’impressione di essere un outsider, uno di quegli artisti non affamati di fama e insofferenti al mainstream. testacoda scrive per necessità personale, senza adeguarsi a stili precisi e senza tentare di ricalcare schemi e modelli triti, ritriti e consumati sino all’osso. Il suo percorso è in piena fase evolutiva: un solo live all’attivo e un intenso lavoro in studio che continua a dare frutti. Abbiamo scambiato due chiacchiere con testacoda sul nuovo Ep in modo da conoscerlo anche meglio. Ecco come ha risposto alle nostre domande.

Al momento 2 Ep: “è proprio una cattiveria”, uscito poche settimane fa, e “morire va di moda”, lanciato lo scorso gennaio. Preferisci iniziare a farti conoscere col contagocce per arrivare poi con calma all’Lp?

Preferisco gli Ep perché posso evolvere il suono ogni 4, 5 canzoni invece di fossilizzarmi su uno stile per troppe tracce.

Come sono nati i brani di “è proprio una cattiveria”, sono venute fuori prima le melodie o i testi ed era materiale che già avevi pronto e hai semplicemente rifinito o creato da zero?

Di solito scrivo prima il testo con melodia annessa e in un secondo momento viene la strumentale. Non sono solito tenere ferme le canzoni che faccio perché dal momento che una traccia è finita e mi piace, scelgo già dove sarà piazzata. Non esistono canzoni mie che non faranno parte di un Ep.

L’ultima volta che hai pensato “è proprio una cattiveria”, in che situazione eri?

È proprio una cattiveria è una frase scritta in un sottopassaggio di Civitanova Marche. L’ho letta tornando a casa da una serata alle 6 di mattina tre estati fa e non so bene come mai mi è rimasta impressa. Per quanto riguarda la tua domanda, l’ho pensata riferita a relazioni che finiscono perché è il senso che io ho attribuito alla frase dal primo giorno. testacoda

Le musiche dei pezzi di tanto in tanto le “sporchi” con qualche suono plastico o che viene dall’esterno, penso a “ci ammazzo” in cui m’è sembrato di riconoscere il rumore di un telefono fisso a disco o ad “abitudine” in cui c’è l’incursione di 2 voci francesi. È un elemento che ritroveremo probabilmente anche nei tuoi futuri brani?

Il suono sporco mi piace perché rende la traccia molto più calorosa e accogliente di quelle esageratamente pulite. Non sono sicuro di mantenere questo filone perché, come dicevo prima, ho intenzione di evolvere il suono e ho già in testa buona parte del percorso.

L’uso del minuscolo: dal nome d’arte che ti sei dato ai titoli dei tuoi Ep e dei pezzi. Come mai?

La scelta del minuscolo deriva molto semplicemente da una mia scelta estetica mischiata al fatto che nell’ultimo periodo molte canzoni avevano i titoli in caps lock e mi avrebbe dato fastidio fare lo stesso perché sono molto hipster.

Canti “ad ogni taglio corrisponde qualche canzone bella”: dici che le ferite sono come carburante per la musica?

Personalmente le mie canzoni vengono create perché mi diverto a farlo e perché è un hobby estremamente terapeutico. Il carburante per la musica sono gli estremi del proprio stato d’animo perché secondo me la musica emotivamente blanda potrebbe tranquillamente non esistere.

Come te la cavi col palco e il contatto diretto col pubblico? Ti piace esibirti dal vivo o preferisci la dimensione dello studio di registrazione?

Stare in studio è bellissimo perché posso, pezzo per pezzo, vedere una canzone che si compone. L’esperienza dal vivo però può essere estremamente divertente se, come il mio unico live, recepita bene dal pubblico che canta le canzoni e balla sotto al palco.

Prossimi progetti di testacoda? Continuare a lavorare a nuovi brani o pianificare le vacanze lontano da Milano?

L’estate la passo quasi sempre tutta a Milano perché preferisco andare in vacanza verso ottobre, ho già dei brani pronti devo solo capire le ultime cose prima di poterli registrare e poi ho prenotato un volo per Los Angeles, cosi mi schiarisco le idee.

Entrambi gli Ep di testacoda sono disponibili sulle principali piattaforme streaming. Di seguito la tracklist di “è proprio una cattiveria”:

1- ci ammazzo
2 – abitudine
3 – tagli
4 – school shooter
5 – outro

Link utili: www.facebook.com/codatestaofficial

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